Glossario del web e della SEO, senza gergo tecnico
Dominio, hosting, SERP, meta description, scheda Google: i termini del web che senti da chi ti propone un sito o ti parla di SEO, spiegati uno per uno con parole semplici ed esempi presi da bar, artigiani, B&B e studi professionali.
A
- Accessibilità
La possibilità di usare il sito anche per chi vede poco, usa un lettore di schermo, si muove con difficoltà o non sente. In pratica vuol dire testi ben contrastati, testo alternativo sulle immagini, pulsanti grandi e moduli che si usano anche da tastiera. Per alcune attività, come chi vende online e non è una microimpresa, è anche un obbligo: per i dettagli senti un consulente.
- AI Overview
Il riassunto scritto dall'intelligenza artificiale che Google mostra in cima ad alcune ricerche, con accanto i link alle pagine da cui ha preso le informazioni. Compare soprattutto per domande informative, come ogni quanto va revisionata la caldaia, meno per chi cerca un'attività in zona. Per farsi citare non servono trucchi: contano pagine chiare, informazioni corrette e dati coerenti ovunque.
- Algoritmo di Google
L'insieme di sistemi con cui Google decide quali pagine mostrare per una ricerca e in quale ordine. Valuta molti segnali, come la pertinenza del testo rispetto alla domanda, la qualità dei contenuti, i link ricevuti e la posizione di chi cerca. Viene aggiornato spesso: dopo un aggiornamento importante le posizioni di un sito possono salire o scendere anche senza che tu abbia cambiato nulla.
- Anchor text
Il testo cliccabile di un link, in italiano testo di ancoraggio. Aiuta persone e motori di ricerca a capire dove porta il collegamento: scopri i corsi di pilates dice molto più di clicca qui. Va scritto in modo naturale, senza ripetere ogni volta la stessa parola chiave, soprattutto nei link che arrivano da altri siti.
- Autorità del dominio
Un punteggio calcolato da alcuni strumenti SEO a pagamento per stimare la forza di un sito, soprattutto in base ai link che riceve. Non è un dato di Google e Google non lo usa per ordinare i risultati. Può servire per fare confronti, ma diffida di chi ti vende il suo aumento come se fosse l'obiettivo del lavoro.
B
- Backlink
Un link che da un altro sito porta al tuo, detto anche link in entrata. Per Google è un segnale di fiducia, soprattutto se arriva da siti seri e vicini al tuo lavoro, come il sito della pro loco che consiglia il tuo B&B. Comprare link in blocco è rischioso: va contro le regole di Google e può farti perdere visibilità.
- Backup
Una copia di sicurezza di tutto il sito: file, immagini, testi e database. Serve a rimetterlo in piedi se qualcosa va storto, dopo un aggiornamento andato male o un attacco informatico. Un buon backup si fa in automatico, si conserva in un posto diverso dal sito stesso e ogni tanto va provato, per essere certi che si possa ripristinare davvero.
Il riquadro che compare alla prima visita di un sito per chiedere il consenso ai cookie che lo richiedono, come quelli usati per la pubblicità mirata. Detto anche cookie banner, deve lasciare una scelta vera: rifiutare deve essere semplice e chiuderlo con la X equivale a un rifiuto. Se il sito usa solo cookie tecnici, di solito non serve. Per i dettagli senti un consulente.
- Blog
La sezione del sito dove pubblichi contenuti nel tempo: consigli, novità, risposte alle domande dei clienti. Per un'attività locale ha senso se c'è qualcosa di utile da dire con una certa costanza: un parrucchiere che spiega come curare i capelli dopo il colore può farsi trovare proprio da chi cerca quel consiglio.
- Booking engine
Il sistema di prenotazione inserito nel sito di un hotel o di un B&B: mostra le camere libere, calcola il prezzo del soggiorno e fa confermare la prenotazione online, a volte con un pagamento anticipato. Permette di ricevere prenotazioni dirette senza passare dai portali. Per una struttura piccola, a volte basta anche un modulo di richiesta ben fatto.
- Brand
Il marchio della tua attività in senso ampio: nome, logo, colori, modo di comunicare e, soprattutto, l'idea che le persone si fanno di te. Non riguarda solo le grandi aziende: anche una pasticceria di quartiere ha un brand, fatto di insegna, vetrina e accoglienza. Sito, social e scheda Google dovrebbero raccontarlo in modo coerente.
C
- Cache
Una copia temporanea delle pagine, salvata dal browser o dal server, che serve a caricarle più in fretta. Ha un effetto collaterale che capita a tutti: modifichi il sito ma continui a vedere la versione vecchia. Di solito basta aggiornare la pagina, svuotare la cache del browser o aspettare un po'.
- Call to action
L'invito a fare un'azione precisa, spesso sotto forma di pulsante: Chiama ora, Prenota un tavolo, Chiedi un preventivo. Si abbrevia in CTA, in italiano invito all'azione. Funziona se è chiara, ben visibile e adatta a quello che la persona cerca in quella pagina; troppi inviti diversi, invece, confondono.
- Canonical
Un'indicazione nel codice, detta anche tag canonical, che dice a Google qual è la versione principale quando esistono pagine uguali o molto simili, per esempio lo stesso prodotto raggiungibile da due indirizzi diversi. Google la considera un suggerimento forte, non un ordine. Serve a evitare che le copie si facciano concorrenza e a concentrare i segnali su una sola pagina.
- Categoria della scheda Google
L'attività principale che scegli nella scheda Google da un elenco predefinito, per esempio Idraulico o Bed and breakfast, più eventuali categorie secondarie per gli altri servizi. Aiuta Google a capire per quali ricerche mostrarti, quindi va scelta con cura, pensando a come ti cercano i clienti e non a come ti definisci tu.
- Certificato SSL
Il documento digitale, installato sull'hosting, che permette al sito di usare l'https e dimostra al browser che il sito è proprio quello. La tecnologia oggi si chiama più correttamente TLS, ma quasi tutti dicono ancora SSL. Molti hosting lo includono senza costi aggiuntivi e lo rinnovano da soli; se scade, i visitatori vedono un avviso di sito non sicuro.
- Citazioni locali
Le menzioni della tua attività su altri siti, con nome, indirizzo e telefono: elenchi online, portali di settore, siti di associazioni, giornali locali. Aiutano Google a confermare che esisti e dove ti trovi. Funzionano se i dati sono uguali ovunque: un vecchio numero rimasto su un elenco confonde sia Google sia i clienti.
- CMS
Sigla di Content Management System: il programma che permette di modificare testi, foto e pagine del sito da un pannello, senza toccare il codice. WordPress è il più diffuso. È comodo se vuoi aggiornare da solo menu, orari o offerte, ma va tenuto aggiornato per restare sicuro e veloce.
- Codice AuthInfo
Il codice che serve per trasferire un dominio da un fornitore a un altro, chiamato anche codice di trasferimento o auth code. Lo rilascia il fornitore attuale, su richiesta di chi ha il dominio intestato. Se chi ti ha fatto il sito non te lo dà, controlla prima di tutto a chi è intestato il dominio.
- Contenuto duplicato
Testo uguale o quasi uguale presente su più pagine, del tuo sito o di siti diversi, per esempio le descrizioni dei prodotti copiate dal sito del fornitore. Di solito Google non punisce, ma sceglie una sola versione da mostrare e lascia fuori le altre. Le pagine per città identiche tranne il nome del paese, invece, rischiano di essere considerate spam.
- Conversione
Quando un visitatore fa quello che speri: chiama, scrive su WhatsApp, compila il modulo, prenota o compra. Contare le conversioni è il modo più concreto per capire se il sito porta clienti, molto più del numero di visite. Il tasso di conversione dice quanti visitatori, sul totale, compiono quell'azione.
Piccoli file che il sito salva nel browser di chi lo visita. Quelli tecnici fanno funzionare il sito, per esempio ricordano la lingua scelta o il carrello, e non richiedono il consenso. Quelli di profilazione, usati per la pubblicità mirata, lo richiedono; per quelli di statistica dipende da come sono configurati. Per i dettagli senti un consulente.
- Copywriting
L'arte di scrivere testi che si leggono volentieri e spingono a fare un passo: chiamare, prenotare, chiedere un preventivo. Sul sito di un'attività vuol dire frasi semplici, dettagli concreti e le parole che usano i clienti: riparazione caldaie in giornata convince più di soluzioni termoidrauliche all'avanguardia.
- Core Web Vitals
Tre misure con cui Google valuta l'esperienza di chi apre una pagina: quanto in fretta compare il contenuto principale (LCP), quanto rapidamente la pagina risponde a tocchi e clic (INP) e quanto resta stabile, senza elementi che saltano mentre carica (CLS). Le trovi in Search Console. Contano, ma meno della pertinenza e della qualità dei contenuti.
- CTR
Sigla di click-through rate: il rapporto tra quante volte la tua pagina viene cliccata e quante volte compare nei risultati, le cosiddette impressioni. Se compari spesso ma ti cliccano poco, forse il titolo o la descrizione non invogliano. Lo trovi nel rapporto sul rendimento di Google Search Console.
D
- Dati strutturati
Informazioni aggiunte nel codice della pagina, invisibili al visitatore, che spiegano ai motori di ricerca in modo ordinato cosa c'è scritto: questo è un ristorante, questo l'indirizzo, questi gli orari. Seguono un vocabolario comune chiamato Schema.org. Aiutano Google a capire la pagina e possono dare risultati più ricchi, ma da soli non fanno salire di posizione.
- DNS
Il sistema che collega il nome del sito all'indirizzo del server dove si trova, un po' come una rubrica: tu scrivi il dominio e il DNS dice al browser dove andare. Nelle stesse impostazioni ci sono anche le istruzioni per far arrivare la posta. Quando si cambia hosting si modificano i DNS, e il passaggio può richiedere da pochi minuti a un giorno o due.
- Dominio
Il nome del tuo sito, quello che si scrive nella barra del browser e che compare dopo la chiocciola nelle email: il nome dell'attività seguito da un'estensione come .it o .com. Non si compra per sempre: si registra e si rinnova, di solito ogni anno. Conviene che sia intestato alla tua attività, non a chi ti fa il sito.
E
- E-commerce
Un sito dove i clienti scelgono i prodotti, li mettono nel carrello e pagano online. È molto più impegnativo di un sito vetrina: servono schede prodotto curate, gestione del magazzino, spedizioni, resi, pagamenti sicuri e il rispetto delle regole sulla vendita a distanza. Per una bottega può bastare anche un piccolo catalogo con pochi prodotti ben presentati.
- E-E-A-T
Sigla inglese di esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità: i criteri con cui Google chiede ai suoi valutatori umani di giudicare la qualità delle pagine. Non è un punteggio né un singolo fattore, ma riassume cosa Google vuole premiare: contenuti scritti da chi conosce davvero l'argomento. Foto reali dei lavori, recensioni e contatti chiari aiutano a dimostrare queste qualità.
- Email professionale
Un indirizzo email che finisce con il tuo dominio, del tipo info@ seguito dal nome del sito, al posto di un indirizzo gratuito generico. Detta anche email con dominio, dà un'immagine più seria, resta legata all'attività anche se cambi fornitore e permette caselle diverse per persone o reparti. Si legge da telefono e computer come qualsiasi altra email.
- Errore 404
Il messaggio pagina non trovata che compare quando si apre un indirizzo che non esiste più o è scritto male. Qualche 404 è normale e non danneggia il sito, ma se riguarda pagine importanti o link del tuo stesso sito fa perdere clienti. La soluzione tipica è un redirect 301 verso la pagina giusta.
- Estensione del dominio
La parte finale del dominio, dopo il punto: .it, .com, .eu, oppure estensioni più recenti come .shop. Per un'attività che lavora in Italia il .it è la scelta più naturale e riconoscibile. Se il nome è libero, può valere la pena registrare anche il .com, così nessun altro lo usa al posto tuo.
F
- Favicon
La piccola icona che compare nella scheda del browser accanto al titolo della pagina, e anche vicino al nome del sito nei risultati di Google. Di solito è il logo semplificato o la sua iniziale. Sembra un dettaglio, ma una favicon curata rende il sito più riconoscibile, tra le schede aperte come tra i risultati di una ricerca.
La fascia in fondo a ogni pagina del sito, in italiano piè di pagina. Di solito contiene indirizzo, telefono, orari, i collegamenti a privacy e cookie e, per chi ce l'ha, la partita IVA, che per molte attività va indicata sul sito. Per sapere cosa è obbligatorio nel tuo caso, senti il tuo commercialista.
- Foto stock
Immagini di archivio, gratuite o a pagamento, che si usano con una licenza, dette anche immagini di repertorio. Riempiono un vuoto, ma i clienti le riconoscono e non raccontano nulla di te: per un'attività locale funzionano meglio foto vere del locale, dei lavori e delle persone. Le immagini trovate su Google, invece, di solito hanno un proprietario e non si possono usare liberamente.
- Freelance
Un professionista che lavora in proprio, con partita IVA, per più clienti: per esempio un web designer che realizza siti. Offre un contatto diretto e spesso tempi flessibili; il limite è che tutto dipende da una persona sola, comprese ferie, malattie e periodi pieni di lavoro. Prima di affidargli il sito, chiedi chi può intervenire se lui non c'è.
G
- GDPR
La sigla con cui si indicano le regole europee sulla protezione dei dati personali. Riguardano anche le piccole attività, perché un modulo di contatto, la lista per la newsletter o una prenotazione raccolgono dati. In sostanza chiedono di spiegare quali dati tratti, perché e per quanto tempo, di proteggerli e di rispettare i diritti delle persone. Per i dettagli senti un consulente.
- GEO
Sigla di Generative Engine Optimization: il lavoro per far comparire e citare un'attività nelle risposte dell'intelligenza artificiale, come i riassunti di Google o gli assistenti che rispondono alle domande. Le basi sono in gran parte quelle della SEO: informazioni chiare, corrette, facili da trovare e coerenti su sito, scheda Google ed elenchi. Diffida di chi vende trucchi segreti.
- Google Ads
Il sistema di pubblicità a pagamento di Google. Gli annunci compaiono tra i risultati con la scritta Sponsorizzato e di solito si pagano quando qualcuno clicca. Portano visite da subito, ma si fermano appena finisce il budget. I risultati organici, invece, non si pagano a clic: richiedono tempo e lavoro, ma non spariscono appena smetti di investire.
- Google Analytics
Lo strumento gratuito di Google che mostra quante persone visitano il sito, da dove arrivano, quali pagine guardano e, se impostato bene, quante volte toccano il numero di telefono. La versione attuale si chiama Google Analytics 4. Usa cookie di statistica, quindi va impostato tenendo conto del banner dei cookie: per i dettagli senti un consulente.
- Google Search Console
Lo strumento gratuito con cui Google ti dice come vede il tuo sito: per quali ricerche compari, quante volte vieni cliccato, quali pagine sono nel suo indice e se ci sono problemi da correggere. Da qui si invia la sitemap e si ricevono gli avvisi più importanti. È la prima cosa da controllare se il sito sparisce da Google.
H
- H1
Il titolo principale di una pagina, quello più grande in alto, che dice subito di cosa parla: per esempio Idraulico a Monza, interventi in giornata. Di solito ce n'è uno per pagina. Sotto si usano i sottotitoli H2, H3 e così via, per ordinare il testo come i capitoli di un libro: aiutano chi legge e aiutano Google a capire la struttura.
- Homepage
La pagina principale del sito, quella che si apre scrivendo solo il dominio. In pochi secondi deve far capire chi sei, cosa fai, dove lavori e come contattarti. Non è per forza la pagina da cui entrano tutti: chi arriva da Google spesso atterra direttamente su una pagina interna, come quella di un singolo servizio.
- Hosting
Lo spazio su un server, sempre acceso e collegato a internet, dove sono salvati i file del sito, detto anche spazio web. Se il dominio è l'indirizzo, l'hosting è il locale in affitto. Da lui dipende buona parte della velocità, della sicurezza e dei backup: un hosting scadente rende il sito lento o, nei momenti peggiori, irraggiungibile.
- HTTPS
La versione protetta del sistema con cui browser e sito si scambiano i dati: le informazioni, come quelle scritte in un modulo di contatto, viaggiano cifrate e nessuno può leggerle lungo la strada. Per attivarlo serve un certificato SSL. I browser segnalano come non sicure le pagine senza https, che oggi è la norma per qualunque sito.
I
- Indicizzazione
Il passaggio in cui Google, dopo aver visitato una pagina, la aggiunge al suo indice, cioè all'archivio da cui prende i risultati. Una pagina non indicizzata non può comparire nelle ricerche. Avviene in automatico, ma non per tutte le pagine e non subito: con Google Search Console puoi controllare quali pagine sono dentro, quali no e perché.
- Intento di ricerca
Quello che una persona vuole davvero quando fa una ricerca, detto anche search intent. Chi cerca idraulico urgente vuole un numero da chiamare subito, chi cerca come sturare il lavandino vuole istruzioni da seguire. Una pagina che risponde all'intento giusto ha più probabilità di essere mostrata e di trasformare la visita in un contatto.
- Intestatario del dominio
La persona o l'azienda a nome della quale è registrato il dominio, detta anche registrante: in pratica chi ne ha il controllo. Dovrebbe essere la tua attività, non la web agency o il tecnico che ha fatto il sito, altrimenti recuperarlo in caso di problemi può diventare complicato. Puoi verificarlo con una ricerca WHOIS o chiedendolo al fornitore.
K
- Keyword
La parola o la frase che le persone scrivono su Google per cercare qualcosa, in italiano parola chiave: per esempio pizzeria con forno a legna Bergamo. Scegliere le keyword giuste significa usare nel sito le parole dei clienti, non quelle del settore: la gente cerca caldaia che perde acqua, non anomalia del circuito idraulico.
- Keyword a coda lunga
Una ricerca più lunga e precisa, detta anche long tail: non ristorante, ma ristorante di pesce con dehors a Cesenatico. Ognuna viene cercata da poche persone, ma chi la usa sa già cosa vuole ed è più vicino a chiamare o prenotare. Per le piccole attività sono spesso l'occasione migliore, perché la concorrenza è più bassa.
- Keyword stuffing
L'abitudine di ripetere la stessa parola chiave in modo innaturale, sperando di piacere a Google: idraulico Roma, idraulico economico Roma, miglior idraulico Roma. È inutile e controproducente: Google la considera spam e i clienti trovano quei testi illeggibili. Meglio scrivere per le persone, usando le parole chiave dove servono davvero.
L
- Landing page
Una pagina costruita per un solo obiettivo, per esempio raccogliere richieste per un servizio o un'offerta, spesso collegata a una campagna pubblicitaria. Ha un messaggio chiaro, poche distrazioni e un invito all'azione ben visibile, come Prenota la prova gratuita. In italiano si dice anche pagina di atterraggio, perché è quella su cui si arriva.
- Lead
Un potenziale cliente che ti ha lasciato un contatto o chiesto informazioni: una richiesta di preventivo dal modulo, un messaggio WhatsApp, una chiamata partita dal sito. Non è ancora una vendita, ma una persona interessata da ricontattare in fretta. Per chi lavora su preventivo, come un'impresa edile, contare i lead è il modo più semplice per misurare il sito.
- Link interni
I collegamenti tra le pagine dello stesso sito: dalla home alla pagina di un servizio, da un post del blog alla pagina contatti. Aiutano i visitatori a trovare quello che cercano e aiutano Google a scoprire le pagine e a capire quali sono le più importanti. Una pagina a cui non porta nessun link rischia di restare invisibile.
- Local pack
Il riquadro con la mappa e di solito tre attività che Google mostra per le ricerche locali, come parrucchiere vicino a me o ferramenta Treviso, detto anche pacchetto locale. Le informazioni arrivano dalle schede Google. Comparire lì dipende soprattutto da pertinenza, distanza da chi cerca e notorietà dell'attività, recensioni comprese.
- Logo
Il simbolo grafico che identifica la tua attività, con o senza il nome scritto. Deve funzionare piccolo, come icona del sito o foto di un profilo social, e grande, sull'insegna o su un furgone. Chiedi sempre i file originali in formato vettoriale, che si ingrandiscono senza perdere qualità, e le versioni a colori e in bianco e nero.
M
- Malware
Un programma o un codice dannoso nascosto in un sito o in un dispositivo, per esempio per rubare dati, inviare spam o dirottare i visitatori verso altri siti. Spesso entra da un CMS o da plugin non aggiornati. Se Google lo rileva, può mostrare ai visitatori un avviso di pericolo prima che entrino nel tuo sito.
- Manutenzione del sito
Il lavoro continuo che tiene il sito sicuro e funzionante: aggiornamenti del CMS e dei plugin, backup, controllo del certificato, correzione dei link rotti, piccole modifiche a testi e orari. Un sito senza manutenzione non si rompe subito, ma diventa via via più lento e più esposto agli attacchi. Un po' come la revisione dell'auto: si nota quando manca.
- Marketplace
Una piattaforma online dove molti venditori diversi offrono i loro prodotti, mentre la piattaforma gestisce vetrina, pagamenti e spesso anche le spedizioni. Ti mette davanti a tanti clienti, ma chiede commissioni e impone le sue regole, e il cliente ricorda la piattaforma più del tuo negozio. Può affiancare il sito, non sostituirlo.
Il menu di un bar o di un ristorante consultabile online: sul sito, sulla scheda Google o dal telefono, inquadrando un QR code sul tavolo. Meglio come pagina del sito che come file PDF: si legge bene da smartphone, si aggiorna in un attimo e i piatti diventano testo che Google legge facilmente. Detto anche menu online.
- Meta description
Il breve testo di presentazione di una pagina, scritto nel codice, che Google può mostrare sotto il titolo nei risultati. Non fa salire di posizione, ma aiuta a convincere a cliccare: deve dire cosa si trova nella pagina e perché scegliere proprio te. Google a volte la sostituisce con un pezzo del testo della pagina, se lo ritiene più adatto alla ricerca.
- Migrazione del sito
Lo spostamento di un sito verso un nuovo hosting, un nuovo dominio o una nuova piattaforma, per esempio quando si rifà il sito da zero. È un momento delicato: se gli indirizzi delle pagine cambiano senza i giusti redirect 301, si perdono visite e posizioni costruite nel tempo. Va pianificata, con backup e controlli prima e dopo.
- Mobile first
Un modo di progettare il sito partendo dallo smartphone e adattandolo poi agli schermi più grandi, perché molti clienti cercano e chiamano dal telefono. Anche Google, per decidere come mostrarti, guarda soprattutto la versione del sito per smartphone: se lì mancano testi o foto che ci sono da computer, per Google è come se non esistessero.
- Modulo di contatto
Lo spazio sul sito, detto anche form, dove il cliente scrive nome, recapito e richiesta, che poi ti arriva via email. Funziona se è breve, chiede solo ciò che serve, conferma l'invio e rimanda all'informativa privacy. Va provato ogni tanto: un modulo rotto è peggio di nessun modulo, perché il cliente crede di averti scritto.
N
- NAP
Sigla di Name, Address, Phone, cioè nome, indirizzo e telefono: i dati base della tua attività. Devono essere scritti sempre allo stesso modo sul sito, sulla scheda Google, sui social e negli elenchi online. Se in giro restano numeri vecchi o indirizzi diversi, Google è meno sicuro di chi sei e i clienti rischiano di chiamare il numero sbagliato.
Un'email che mandi periodicamente a chi si è iscritto per ricevere novità, offerte o consigli: per esempio il vivaio che avvisa quando arrivano le piantine dell'orto. Di regola serve il consenso di chi la riceve, con la possibilità di cancellarsi in ogni momento: per i dettagli senti un consulente. È un canale tuo, che non dipende dagli algoritmi dei social.
- Noindex
Un'istruzione nel codice di una pagina che chiede a Google di non mostrarla nei risultati. È utile per pagine di servizio, come quella di ringraziamento dopo l'invio di un modulo. È anche una causa classica di siti invisibili: a volte resta attiva per errore dopo la costruzione del sito, e nessuna pagina compare più su Google.
P
- PEC
La Posta Elettronica Certificata: un'email con valore legale, simile a una raccomandata con ricevuta di ritorno, quando parte da una PEC e arriva a un'altra PEC. Serve per le comunicazioni ufficiali con enti, fornitori e professionisti, e molte imprese sono tenute ad averla. Non sostituisce l'email normale per parlare con i clienti. Per i dettagli senti un consulente.
- Penalizzazione
Un calo di visibilità su Google causato da pratiche che violano le sue regole, come link comprati, testi copiati o parole chiave ripetute a raffica. Quando la decide una persona del team di Google si chiama azione manuale e viene segnalata in Search Console. Non ogni calo di posizioni è una penalizzazione: spesso dipende da aggiornamenti dell'algoritmo o da concorrenti più bravi.
- Plugin
Un componente aggiuntivo che si installa su un CMS come WordPress per aggiungere una funzione: un modulo di contatto, una galleria di foto, le prenotazioni. Comodo, ma ognuno va tenuto aggiornato: i plugin abbandonati o troppo numerosi rallentano il sito e sono tra le porte d'ingresso più comuni per gli attacchi.
- Portali di settore
Siti che raccolgono molte attività dello stesso tipo, dove i clienti confrontano e contattano: portali per prenotare hotel e B&B, per trovare artigiani, per riservare un tavolo. Portano visibilità, spesso in cambio di commissioni o abbonamenti, ma il cliente resta legato al portale. Conviene usarli insieme al proprio sito, non al suo posto.
- Posizionamento
Il posto in cui compare una pagina nei risultati di Google per una certa ricerca, detto anche ranking. Non è un numero fisso: cambia a seconda di cosa si cerca, da dove, con quale dispositivo, e nel tempo. Per questo cercarsi da soli su Google dà un'idea parziale: per un quadro affidabile servono strumenti come Search Console.
- Post della scheda Google
Brevi aggiornamenti che pubblichi sulla scheda Google, con testo, foto e un pulsante: una novità, un'offerta, un evento, come la serata di degustazione del sabato. Compaiono a chi guarda la tua scheda e mostrano che l'attività è viva e seguita. Non fanno miracoli, ma richiedono poco tempo e danno ai clienti informazioni fresche.
- Prenotazione diretta
Una prenotazione che il cliente fa direttamente con te, dal tuo sito, per telefono, email o WhatsApp, senza passare da un portale. Per un B&B o un ristorante significa non pagare commissioni al portale e avere un rapporto diretto con l'ospite, che potrà tornare. Per incentivarla servono un sito chiaro, disponibilità facile da verificare e risposte rapide.
- Privacy policy
Il documento, detto anche informativa privacy, che spiega come la tua attività tratta i dati personali di chi usa il sito o ti contatta: quali dati raccogli, perché, per quanto tempo e con chi li condividi. Deve descrivere quello che succede davvero sul tuo sito, quindi non va copiato da altri. Per i dettagli senti un consulente.
- Pulsante WhatsApp
Il pulsante sul sito che con un tocco apre una chat WhatsApp con la tua attività, spesso fisso in un angolo dello schermo. Per molti clienti è più comodo di una telefonata o di un modulo, soprattutto da smartphone. Funziona se qualcuno risponde davvero in tempi ragionevoli: meglio indicare anche in quali orari rispondi.
Q
- QR code
Il codice quadrato fatto di quadratini bianchi e neri che, inquadrato con la fotocamera del telefono, apre una pagina: il menu, il modulo per lasciare una recensione, il sito, una chat WhatsApp. Si mette su tavoli, vetrine, biglietti da visita e volantini. Prima di stamparlo, provalo con più telefoni e controlla che la pagina si veda bene da smartphone.
R
- Recensioni
I giudizi, con stelle e commenti, che i clienti lasciano sulla scheda Google o su altri portali. Contano per chi deve scegliere e aiutano la visibilità nelle ricerche locali. Si possono chiedere a tutti i clienti, anche con un QR code; le regole di Google vietano però di comprarle o di offrire sconti in cambio. Rispondere, anche alle critiche, fa buona impressione.
- Redirect 301
Un reindirizzamento permanente: chi apre un vecchio indirizzo viene portato in automatico a quello nuovo, e Google trasferisce alla nuova pagina i segnali accumulati dalla vecchia. Si usa quando si rifà il sito, si cambia dominio o si rinomina una pagina. Senza redirect, chi arriva da un vecchio link o da Google finisce su un errore 404.
- Registrar
L'azienda autorizzata a registrare domini per conto dei clienti: è presso di lei che il dominio viene registrato e rinnovato. Può essere diversa da chi ti fornisce l'hosting o ti ha fatto il sito. Sapere qual è il tuo registrar, e avere gli accessi al pannello, evita brutte sorprese quando devi rinnovare, trasferire il dominio o cambiare i DNS.
- Reputazione online
L'idea che le persone si fanno della tua attività guardando cosa si trova su internet: recensioni e risposte, foto, commenti sui social, notizie sui giornali locali. Si costruisce lavorando bene e rispondendo con calma, anche alle critiche. Una risposta educata e concreta a una recensione negativa mostra a chi legge come tratti i clienti quando qualcosa va storto.
- Responsive
Si dice di un sito che si adatta da solo a qualsiasi schermo, dallo smartphone al computer: testi leggibili senza ingrandire, pulsanti comodi da toccare, niente scorrimento laterale. È il minimo indispensabile, visto che molti clienti cercano dal telefono. Se da smartphone il tuo sito si vede rimpicciolito come da computer, non è responsive.
- Restyling
Il rinnovo della grafica di un sito esistente, senza rifarlo da zero: nuovi colori, foto, impaginazione, a volte testi aggiornati. Conviene quando la struttura regge ancora; se il sito è lento, vecchio o si vede male dal telefono, spesso ha più senso rifarlo. In entrambi i casi vanno protetti gli indirizzi delle pagine che Google già conosce.
- Rich snippet
Un risultato di Google arricchito da informazioni in più rispetto a titolo e descrizione: per esempio le stelline e il tempo di preparazione di una ricetta, oppure il prezzo e la disponibilità di un prodotto. Google li chiama risultati multimediali. Nascono dai dati strutturati, ma è Google a decidere se e quando mostrarli.
- Rinnovo del dominio
Il pagamento periodico, di solito annuale, che mantiene il dominio a tuo nome. Se il rinnovo salta, sito ed email smettono di funzionare e, dopo un periodo di tolleranza, il nome può tornare libero e finire a qualcun altro. Controlla la data di scadenza, attiva il rinnovo automatico e verifica che gli avvisi arrivino a un indirizzo che leggi davvero.
- Robots.txt
Un piccolo file di testo, nella cartella principale del sito, che indica ai motori di ricerca quali parti possono esplorare e quali no. Un errore qui può bloccare l'intero sito. Attenzione: non serve a nascondere una pagina da Google, che potrebbe mostrarla comunque se altri siti la collegano; per quello si usa il noindex.
S
- Scansione
L'attività con cui i programmi dei motori di ricerca, come Googlebot, visitano le pagine seguendo i link e ne leggono il contenuto, detta anche crawling. Viene prima dell'indicizzazione: se Google non riesce a raggiungere una pagina, perché è isolata dal resto del sito o bloccata, non potrà mostrarla nei risultati.
- Scheda Google
La scheda gratuita della tua attività che compare su Google Maps e nei risultati di ricerca, con indirizzo, orari, telefono, foto e recensioni. Il nome ufficiale è Profilo dell'attività su Google, un tempo Google My Business. Per un'attività locale è spesso il primo contatto con i clienti: va rivendicata, verificata e tenuta aggiornata.
- SEO
Sigla di Search Engine Optimization, in italiano ottimizzazione per i motori di ricerca: tutto il lavoro per far trovare un sito nei risultati gratuiti di Google e degli altri motori. Comprende testi utili, struttura ordinata, velocità, aspetti tecnici e reputazione. Richiede tempo e costanza, e nessuno può promettere onestamente un posto preciso in classifica: diffida di chi lo fa.
- SEO locale
La parte della SEO dedicata a farsi trovare da chi cerca nella tua zona, per esempio elettricista Bergamo o colazione vicino a me. Lavora su scheda Google, recensioni, pagine del sito dedicate ai servizi e alla zona, e coerenza di nome, indirizzo e telefono in tutto il web. Per bar, negozi e artigiani è di solito la parte più utile della SEO.
- SEO tecnica
La parte della SEO che riguarda il funzionamento del sito più che i testi: velocità, versione per smartphone, https, indirizzi puliti, sitemap, redirect, pagine bloccate per errore, dati strutturati. Il visitatore non la vede, ma se qualcosa non va Google fatica a leggere il sito, e anche i contenuti migliori restano indietro.
- SERP
Sigla di Search Engine Results Page: la pagina dei risultati che Google mostra dopo una ricerca. Non è più un semplice elenco di dieci link: può contenere annunci, la mappa con le attività, riassunti dell'intelligenza artificiale, immagini, video e domande correlate. Per questo la stessa ricerca offre modi diversi per farsi vedere.
- Site builder
Una piattaforma online per creare un sito da soli, componendo blocchi già pronti, di solito con l'hosting incluso. Comoda per partire, ma il sito resta legato alla piattaforma: spesso non lo si può spostare altrove così com'è, e alcune personalizzazioni hanno dei limiti. Si parla anche di sito fai da te.
- Sitemap
Un file, di solito in formato XML, che elenca le pagine del sito da far conoscere ai motori di ricerca, come l'indice di un libro. Si invia a Google tramite Search Console. Aiuta a far scoprire pagine nuove o poco collegate, ma non basta a farle comparire: la decisione su cosa indicizzare resta a Google.
- Sito multilingua
Un sito disponibile in più lingue, utile per strutture turistiche, cantine o negozi nelle città d'arte. Funziona se ogni lingua ha pagine proprie con testi tradotti bene, non solo un traduttore automatico sopra il sito italiano. Un'indicazione tecnica chiamata hreflang aiuta Google a mostrare a ciascuno la versione nella sua lingua.
- Sito one page
Un sito fatto di un'unica pagina lunga, divisa in sezioni che si raggiungono scorrendo o dal menu: chi siamo, servizi, foto, contatti. Va bene per attività con un'offerta semplice, come un piccolo studio o un food truck. Il limite è la SEO: con una sola pagina è difficile farsi trovare per tanti servizi o zone diverse.
- Sito vetrina
Il sito di presentazione di un'attività, senza vendita online: chi sei, cosa fai, dove sei, orari, foto, contatti. È la soluzione più comune per bar, artigiani, studi professionali e B&B, che vogliono farsi trovare e ricevere chiamate o richieste. Il nome viene dalla vetrina di un negozio: mostra quello che fai, ma la vendita avviene altrove.
- Snippet
L'anteprima di una pagina nei risultati di Google: di solito titolo, indirizzo e un paio di righe di descrizione. È il tuo biglietto da visita nella ricerca e decide se la persona clicca su di te o sul concorrente. Titolo e descrizione si possono suggerire con title e meta description, ma Google può riscriverli.
Piattaforme come Facebook e Instagram dove pubblichi foto, video e novità e parli con i clienti. Sono ottimi per farti vedere e mostrare la vita dell'attività, ma regole e visibilità le decide la piattaforma. Il sito invece è tuo: la cosa migliore è usarli insieme, portando le persone dai social al sito per contatti e prenotazioni.
- SPF, DKIM e DMARC
Tre impostazioni tecniche del dominio che dimostrano ai servizi di posta che le email inviate a nome tuo sono autentiche. Se mancano o sono sbagliate, i tuoi messaggi finiscono più facilmente nello spam o vengono rifiutati, compresi preventivi e fatture. Si configurano nei DNS e di solito se ne occupa chi gestisce dominio ed email.
- Sponsorizzata
Un post o un annuncio che paghi per mostrare sui social, come Facebook e Instagram, a persone scelte per zona, età o interessi. Si decidono budget e durata, e la piattaforma lo mostra con la scritta Sponsorizzato. È utile per eventi, aperture o offerte a tempo; finito il budget, finisce anche la visibilità.
T
- Template
Un modello di sito già pronto, con grafica e impaginazione da riempire con i tuoi testi e le tue foto; in WordPress si chiama tema. Fa risparmiare tempo, ma il risultato rischia di somigliare a tanti altri siti, e alcuni template sono pesanti o poco aggiornati. Conta molto come viene adattato alla tua attività.
- Testo alternativo
La breve descrizione di un'immagine inserita nel codice, detta anche alt text. La leggono ad alta voce i lettori di schermo per chi non vede, e Google la usa per capire cosa mostra la foto. Meglio torta di mele con crema pasticcera che IMG_0045. Le immagini solo decorative possono avere il testo alternativo vuoto.
- Title
Il titolo della pagina scritto nel codice, detto anche tag title, che compare nella scheda del browser e di solito come titolo cliccabile nei risultati di Google. È tra gli elementi più importanti per la SEO: deve dire in poche parole cosa offre la pagina e dove, per esempio Gommista a Vicenza, cambio gomme senza appuntamento. Google a volte lo riscrive.
- Traffico organico
Le visite che arrivano al sito dai risultati gratuiti dei motori di ricerca, non dagli annunci a pagamento. È il frutto del lavoro SEO: cresce lentamente, ma non si spegne appena smetti di pagare. In Google Analytics puoi vederlo separato dalle visite che arrivano dai social, dalle campagne o da chi scrive direttamente l'indirizzo.
U
- URL
L'indirizzo completo di una pagina, quello che compare nella barra del browser: il dominio seguito dal percorso della pagina. Un buon URL è breve, leggibile e dice cosa contiene, con parole separate da trattini come riparazione-caldaie, invece di sequenze di numeri e simboli. Una volta pubblicato, meglio non cambiarlo senza un redirect.
- UX
Sigla di User Experience, cioè l'esperienza di chi usa il sito: quanto è facile e piacevole. Si vede nelle piccole cose: trovare subito il numero di telefono, capire gli orari senza cercarli, prenotare in pochi tocchi, non combattere con finestre che coprono la pagina. Una buona UX si nota poco; una cattiva fa scappare i clienti.
V
- Volume di ricerca
Quante volte, in media ogni mese, una parola chiave viene cercata su Google in una certa zona. Gli strumenti per le parole chiave lo danno come stima, spesso per fasce. Per un'attività locale non conta solo il volume: una ricerca fatta da poche persone ma molto precisa, come fabbro pronto intervento Lecco, può portare i clienti migliori.
W
- WCAG
Sigla di Web Content Accessibility Guidelines: le linee guida internazionali che spiegano come rendere un sito accessibile, per esempio con contrasto sufficiente, testi alternativi, navigazione da tastiera e sottotitoli ai video. Ogni criterio ha un livello, A, AA o AAA, e di solito l'obiettivo è il livello AA. Sono il riferimento tecnico usato anche in Europa.
- Web agency
Un'azienda che realizza e gestisce siti e servizi online, con più persone e competenze diverse: grafica, sviluppo, testi, SEO, pubblicità. Rispetto a un freelance di solito offre più continuità, anche quando qualcuno è in ferie. Prima di sceglierla, chiedi a chi sarà intestato il dominio, cosa comprende il prezzo e come si esce dal contratto.
- Webmaster
La persona che gestisce tecnicamente un sito: lo aggiorna, lo tiene online, risolve i problemi e spesso ha in mano gli accessi a hosting e dominio. Può essere un freelance, un dipendente o una web agency. In ogni caso fatti dare e conserva tutte le credenziali: se un giorno il webmaster sparisce, il sito deve restare nelle tue mani.
- WordPress
Il CMS più diffuso al mondo: un programma gratuito e open source per creare e gestire siti, dal blog all'e-commerce, che si estende con temi e plugin. La sua forza è la flessibilità; il punto debole è che richiede aggiornamenti continui e un minimo di cura, altrimenti diventa lento e un facile bersaglio per gli attacchi.
Z
- Zona servita
L'area che indichi nella scheda Google se lavori a domicilio, come un idraulico, un'impresa di pulizie o un giardiniere: i comuni o le province in cui ti sposti. Se non ricevi clienti in sede, puoi nascondere l'indirizzo e mostrare solo la zona. Non assicura di comparire in tutta l'area indicata: conta sempre anche la distanza da chi cerca.
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