Accessibilità del sito web: cosa significa e cosa fare in pratica
Un sito accessibile si può usare anche con una disabilità visiva, motoria o uditiva. Ecco gli interventi più semplici, le linee guida di riferimento e cosa prevedono le regole europee.
Prova a usare il tuo sito senza mouse, solo con il tasto Tab della tastiera. Poi aprilo dallo smartphone e ingrandisci la pagina, oppure guarda il video della home con l'audio spento. Se qualcosa si inceppa, hai appena incontrato un problema di accessibilità: la possibilità di usare il sito anche per chi vede poco, si muove con difficoltà o non sente.
Chi fa fatica sul tuo sito
Pensare all'accessibilità del sito web significa pensare a clienti reali:
- chi vede poco o non vede: ingrandisce i testi o usa un lettore di schermo, un programma che legge ad alta voce la pagina;
- chi distingue male i colori: se un campo sbagliato è segnalato solo in rosso, non se ne accorge;
- chi ha difficoltà di movimento: usa la tastiera o altri dispositivi al posto del mouse e fatica a colpire i pulsanti piccoli;
- chi non sente: da un video senza sottotitoli non ricava nulla;
- chi fa fatica con i testi complicati, o legge in una lingua che non è la sua.
Ci sono poi le difficoltà temporanee, che capitano a tutti: un braccio ingessato, il sole sullo schermo, il telefono usato con una mano sola sull'autobus. Un sito accessibile funziona meglio anche in questi casi.
Sette interventi concreti
Come rendere un sito web accessibile, in pratica? Quasi sempre si comincia da qui:
- Contrasto: testo scuro su fondo chiaro, o il contrario. Il grigio chiaro su bianco è elegante, ma per molti è illeggibile. Esistono strumenti gratuiti che misurano il contrasto tra due colori.
- Testi alternativi: una breve descrizione per ogni immagine che comunica qualcosa, letta ad alta voce dai lettori di schermo. Come scriverli lo spiega la guida sulla SEO delle immagini.
- Tastiera: menu, pulsanti e moduli devono funzionare anche solo con la tastiera, e deve sempre vedersi in che punto della pagina ci si trova.
- Sottotitoli: per i video in cui si parla, sottotitoli o una trascrizione del testo.
- Pulsanti grandi e distanziati: "Chiama" e "WhatsApp" attaccati uno all'altro sono una trappola per chi ha dita meno precise.
- Link che dicono dove portano: "Scarica il menu" invece di "clicca qui". Chi usa un lettore di schermo spesso scorre l'elenco dei link fuori dal loro contesto.
- Moduli chiari: ogni campo con la sua etichetta sempre visibile, errori spiegati a parole e non solo con un colore.
Un esempio inventato. Ecco come si presenta un sito web accessibile, per esempio nella pagina dei contatti dell'Ottica Sole: testo scuro su fondo chiaro, numero di telefono e indirizzo scritti come testo e non dentro un'immagine, pulsanti "Chiama" e "WhatsApp" grandi e distanziati, un modulo con poche domande, ognuna con la sua etichetta, e un messaggio che spiega a parole cosa manca. Si usa bene con la tastiera, con il lettore di schermo e con una mano sola.
Le linee guida WCAG in poche righe
Il riferimento internazionale sono le WCAG (Web Content Accessibility Guidelines), linee guida che descrivono come rendere accessibili i contenuti web. Si basano su quattro principi, che riassumono le caratteristiche di un sito web accessibile: il contenuto deve essere percepibile (si può vedere o ascoltare), utilizzabile (si può navigare e comandare), comprensibile (si capisce cosa dice e come funziona) e robusto (funziona con i diversi browser e con le tecnologie di supporto).
Le WCAG hanno più versioni: la 2.1 è ancora molto usata come riferimento, mentre la più recente è la 2.2, che aggiunge alcuni criteri, per esempio sulla dimensione minima di pulsanti e link. Ogni criterio ha un livello, A, AA o AAA, e di solito come obiettivo si prende il livello AA. Per questo in un preventivo puoi trovare una voce come «accessibilità del sito web WCAG 2.1 AA», oppure 2.2: il numero indica la versione delle linee guida, le lettere il livello scelto come obiettivo. Non devi studiarle tu: chiedi a chi realizza o gestisce il sito se le conosce e quali verifiche fa.
Cosa prevede la normativa europea
In Europa l'European Accessibility Act, cioè la direttiva UE 2019/882, si applica dal 28 giugno 2025 ad alcuni prodotti e servizi, tra cui il commercio elettronico. Sono escluse le microimprese che forniscono servizi: quelle con meno di 10 dipendenti e con un fatturato annuo o un totale di bilancio fino a 2 milioni di euro. Per gli enti pubblici e per alcune aziende molto grandi l'accessibilità dei siti web è un obbligo da più tempo, con regole proprie.
In linea generale: per la maggior parte dei siti vetrina delle piccole attività non c'è uno specifico obbligo di accessibilità del sito web. Chi vende online ai consumatori e non rientra tra le microimprese, invece, deve tenerne conto.
Le regole hanno dettagli ed eccezioni che dipendono dal singolo caso. Se vendi online, se la tua attività sta crescendo o se non sei sicuro di rientrare nell'esclusione, verifica la tua situazione con un consulente esperto della materia.
Un controllo da fare da solo
È un primo test di accessibilità del sito web, alla portata di tutti. Non sostituisce una verifica tecnica, ma in mezz'ora ti dà un'idea chiara:
- Dal computer, scorri la home solo con il tasto Tab: vedi sempre dove ti trovi? Riesci ad aprire il menu e a inviare il modulo?
- Dallo smartphone, ingrandisci la pagina allargando due dita sullo schermo: si può fare, e i testi restano leggibili?
- Esci all'aperto e guarda il sito sotto il sole: i testi chiari si leggono ancora?
- Guarda i video con l'audio spento: si capisce cosa dicono?
- Prova il lettore di schermo già presente nel telefono (VoiceOver su iPhone, TalkBack su Android) sulla pagina dei contatti: senti leggere numero, indirizzo e pulsanti in modo comprensibile?
Esistono anche strumenti automatici, alcuni già presenti nei browser, che analizzano una pagina e segnalano problemi come contrasti insufficienti o immagini senza testo alternativo. Sono un buon aiuto, ma trovano solo una parte dei problemi: le prove fatte da una persona restano necessarie.
Annota cosa non funziona e giralo a chi gestisce il sito: molti problemi si risolvono con piccole correzioni. Se il sito è datato e si vede male anche da telefono, leggi la guida sul sito che si vede male da smartphone.
Diffida delle soluzioni con un solo clic
Esistono strumenti che aggiungono al sito un'icona con opzioni come "ingrandisci testo" o "alto contrasto", a volte presentati come il modo più rapido per mettersi in regola. Un pannello di questo tipo però non corregge un modulo senza etichette, un menu che non si usa con la tastiera o un video senza sottotitoli. L'accessibilità si costruisce dentro il sito, non si aggiunge sopra: prima di pagare per uno strumento del genere, chiedi un parere a chi gestisce il sito e, se hai obblighi da rispettare, a un consulente.
Perché conviene anche senza obbligo
- Più persone riescono a contattarti: tra chi fa fatica con i siti ci sono anche tanti clienti anziani.
- Un sito più comodo per tutti: contrasto, pulsanti grandi e testi chiari aiutano chiunque usi lo smartphone di corsa.
- Pagine più chiare anche per Google: testi alternativi, titoli ordinati e link che dicono dove portano aiutano i motori di ricerca a capire i contenuti, anche se nessuno può promettere effetti sulle posizioni.
Accessibilità del sito: le domande più comuni
Il mio sito vetrina deve essere accessibile per legge?
In linea generale, per la maggior parte dei siti vetrina delle piccole attività non c'è un obbligo specifico. Ogni situazione però va valutata: se hai dubbi, fai verificare il tuo caso da un consulente.
Cosa è cambiato per l'accessibilità del sito web nel 2025?
Ha cominciato ad applicarsi l'European Accessibility Act, che riguarda alcuni prodotti e servizi, tra cui il commercio elettronico: chi vende online ai consumatori e non rientra tra le microimprese deve tenerne conto. Per un sito che presenta soltanto l'attività, di solito, non è cambiato nulla. Se non sei sicuro del tuo caso, chiedi a un consulente.
Quanto costa rendere accessibile un sito?
Dipende da come è stato costruito: su un sito recente e ben fatto molti interventi sono piccole correzioni, su un sito vecchio a volte conviene rifarlo. Chiedi una valutazione a chi lo gestisce, partendo dall'elenco dei problemi trovati, oppure guarda come lavoriamo nella pagina adeguamento dell'accessibilità.
Le immagini decorative hanno bisogno del testo alternativo?
No: le immagini solo decorative, come uno sfondo o una linea, si lasciano con il testo alternativo vuoto, così il lettore di schermo le salta. Il testo alternativo serve alle immagini che comunicano qualcosa.
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