URL SEO friendly: come devono essere gli indirizzi delle pagine del sito
L'indirizzo di una pagina, l'URL, si vede nei risultati di Google, nei messaggi e quando lo detti al telefono. Se è corto e leggibile aiuta tutti; se lo cambi senza precauzioni, rischi di perdere visite. Ecco le regole pratiche.
Prova a dettare al telefono questo indirizzo: pizzeriamario.it/index.php?page_id=37. Ora questo: pizzeriamario.it/menu. Il secondo si ricorda, si capisce prima ancora di aprirlo e, nei risultati di Google, dice già cosa troverai. È tutto qui il senso di un URL "SEO friendly": un indirizzo amico dei motori di ricerca e, soprattutto, delle persone.
Com'è fatto un indirizzo
Prendiamo falegnameriarossi.it/porte/porte-blindate:
- falegnameriarossi.it è il dominio, il nome del sito. Si sceglie una volta sola: per farlo bene c'è la guida su come scegliere il nome del dominio.
- /porte/ è una cartella, cioè un gruppo di pagine.
- porte-blindate è la parte che identifica la singola pagina.
Davanti al dominio c'è anche una parte tecnica che il browser gestisce da solo. Qui ci occupiamo di quello che viene dopo la prima barra: lo decide chi costruisce il sito, ed è lì che si fa la differenza tra indirizzi chiari e indirizzi incomprensibili.
Sei regole per indirizzi chiari
- Brevi: due o tre parole bastano quasi sempre. /ristrutturazione-bagni funziona meglio di /i-nostri-servizi-di-ristrutturazione-completa-del-bagno.
- Leggibili: parole vere al posto di numeri e codici, /caldaie invece di /p?id=12.
- Trattini tra le parole: Google consiglia il trattino normale invece del trattino basso o degli spazi.
- Minuscole e senza accenti: per molti server, e per Google, /Menu e /menu sono indirizzi diversi; le lettere accentate, quando copi il link, si trasformano spesso in sequenze di simboli. Meglio /perche-sceglierci che /Perché-Sceglierci.
- Niente date inutili: se la pagina non è legata a un periodo, /offerte resta valida per anni, /offerte-estate-2019 invecchia subito.
- Una parola chiave, non dieci: la parola che descrive la pagina aiuta chi legge; ripeterla o aggiungere città e sinonimi non serve.
Nei risultati di Google l'indirizzo compare vicino al nome del sito, sopra il titolo della pagina: lavora insieme al titolo e alla descrizione, di cui parla la guida su title e meta description.
Da evitare e da preferire
| Da evitare | Meglio | Perché |
|---|---|---|
| pizzeriamario.it/index.php?page_id=37 | pizzeriamario.it/menu | Si legge e si ricorda |
| studiobianchi.it/servizi/servizi-fiscali/consulenza/dichiarazione-dei-redditi | studiobianchi.it/dichiarazione-dei-redditi | Niente cartelle e parole ripetute |
| falegnameriarossi.it/Porte_Su_Misura_2021 | falegnameriarossi.it/porte-su-misura | Minuscole, trattini, nessun anno |
| bebvistamare.it/camere/camera-1 | bebvistamare.it/camere/doppia-vista-mare | Dice di quale camera si tratta |
| idraulicoexpress.it/idraulico-pronto-intervento-idraulico-urgente | idraulicoexpress.it/pronto-intervento | Niente ripetizioni |
Cartelle: solo se aiutano a orientarsi
Una cartella serve quando il sito ha gruppi di pagine davvero distinti: le camere di un B&B, le lavorazioni di un'impresa, i prodotti di un negozio divisi per reparto. Per un sito di dieci pagine un solo livello basta: /chi-siamo, /menu, /contatti. Ogni cartella in più allunga l'indirizzo senza vantaggi, e tre o quattro livelli uno dentro l'altro rendono il sito più difficile da capire anche per chi lo gestisce.
Scegli uno stile e usalo ovunque: tutte le pagine con o senza la barra finale, tutte in italiano, stesse parole per le stesse cose. E fai in modo che ogni pagina abbia un solo indirizzo: le versioni doppie creano i problemi descritti nella guida sui contenuti duplicati.
Il controllo da fare in cinque minuti
Apri il tuo sito dal telefono e tocca una per una le voci del menu, guardando ogni volta la barra degli indirizzi. Chiediti: potrei dettare questo indirizzo a un cliente senza fare lo spelling? Capirei di cosa parla la pagina senza aprirla? Se trovi numeri, codici, maiuscole o parole ripetute, annotali: non per cambiarli domani, ma per sistemarli nel modo giusto alla prossima occasione.
Hai già indirizzi brutti? Non cambiarli di corsa
Un indirizzo poco elegante che funziona e porta visite non è un'emergenza. Se cambi l'indirizzo di una pagina senza fare nient'altro, chi arriva dal vecchio link, da Google, da un messaggio o da un altro sito, trova una pagina di errore, e Google deve scoprire da capo la pagina nuova.
Si può fare, ma con un reindirizzamento permanente da ogni vecchio indirizzo al nuovo, pagina per pagina: come funziona lo spiega la guida su errore 404 e redirect 301. Il momento più adatto per sistemare gli indirizzi è quando rifai il sito, preparando prima l'elenco "vecchio indirizzo, nuovo indirizzo" di tutte le pagine che contano.
Esempio di elenco per un rifacimento (B&B inventato): /camera-1 diventa /camere/doppia-vista-mare; /camera-2 diventa /camere/singola-giardino; /dove-siamo.html diventa /come-arrivare. Tre righe così, consegnate a chi costruisce il nuovo sito, bastano perché gli ospiti che avevano salvato i vecchi link arrivino alla pagina giusta invece che a un errore.
URL delle pagine: i dubbi più frequenti
Conviene mettere la città nell'indirizzo della pagina?
Solo se la pagina parla davvero di quella zona, per esempio una pagina dedicata ai lavori in un certo comune. Aggiungerla a tutti gli indirizzi non serve e li allunga.
L'estensione .html o la barra finale fanno differenza?
Per Google no: contano la coerenza e il fatto che ogni pagina abbia un solo indirizzo. Scegli uno stile, usalo ovunque e fai in modo che le varianti portino alla versione scelta.
Posso usare parole in inglese negli indirizzi?
Se il sito è in italiano, meglio indirizzi in italiano, coerenti con il testo della pagina. Per le versioni in altre lingue conviene usare indirizzi nella lingua di ciascuna versione.
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