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Post di Google Business Profile: cosa pubblicare e con che frequenza

I post sono brevi aggiornamenti che compaiono sulla tua scheda Google: novità, offerte, eventi. Non fanno miracoli, ma a chi sta scegliendo mostrano un'attività viva. Ecco cosa pubblicare anche con poco tempo.

Aggiornata il 27 settembre 20264 minuti di lettura

Esempio: la tua attività al primo posto su Google cercando “olio extravergine pugliese online”.

Sabato c'è la degustazione dei vini nuovi, da lunedì cambia il menu del pranzo, a dicembre fai consegne a domicilio: dove lo scrivi? Sui social lo vede chi ti segue già. Con un post sulla scheda Google lo vede anche chi ti sta cercando proprio in quel momento, magari senza conoscerti.

Cosa sono e dove compaiono

I post sono brevi messaggi con un testo, una foto o un video e, se vuoi, un pulsante, che pubblichi dal tuo Profilo dell'attività su Google. Sono quelli che molti chiamano ancora post di Google My Business, dal vecchio nome del servizio. Compaiono nella tua scheda, sia nella ricerca sia su Google Maps, di solito in una sezione dedicata agli aggiornamenti. Ne esistono tre tipi principali:

  • Aggiornamenti: novità, prodotti appena arrivati, lavori completati, cambi nel servizio.
  • Offerte: con un periodo di validità e, se vuoi, condizioni e codice sconto.
  • Eventi: con data e orario di inizio e di fine.

Offerte ed eventi hanno una scadenza legata alle date che indichi; gli aggiornamenti no, ma con il tempo scivolano in basso man mano che ne pubblichi di nuovi, e dopo qualche mese Google può archiviarli.

Idee di post per cinque attività

  • Ristorante o trattoria: il piatto della settimana con una foto vera, la serata a tema come evento, il menu delle feste pubblicato con qualche settimana di anticipo.
  • Parrucchiere o centro estetico: un prima e dopo (con il consenso della cliente), un trattamento nuovo spiegato in tre righe, i giorni con posti ancora liberi.
  • Artigiano: un lavoro finito raccontato in breve, il controllo della caldaia prima dell'inverno, le zone in cui lavori.
  • Negozio: gli arrivi della nuova stagione, i saldi come offerta con le date, un evento in negozio.
  • B&B o agriturismo: la vendemmia o i mercatini, le date libere di un ponte, un consiglio su cosa visitare nei dintorni.

Esempio di post (falegnameria)

"Abbiamo appena finito questa libreria su misura per un sottotetto: rovere massello, mensole che seguono la pendenza del tetto. Hai uno spazio difficile da arredare? Mandaci una foto e ti diciamo cosa si può fare."

Foto: la libreria montata, senza scritte sopra. Pulsante: l'invito a saperne di più, collegato alla pagina dei mobili su misura del sito.

Il pulsante: un'azione sola, la pagina giusta

A ogni post puoi aggiungere un pulsante di invito all'azione, per esempio per prenotare, ordinare, saperne di più o chiamare. Scegli quello che corrisponde a ciò che vuoi far fare a chi legge, e collegalo alla pagina che ne parla, non sempre alla home: se il post presenta il menu delle feste, il pulsante porta al menu delle feste.

Per farti chiamare usa il pulsante di chiamata invece di scrivere il numero nel testo: da smartphone basta un tocco.

Ogni quanto pubblicare, realisticamente

Un post ogni una o due settimane è un ritmo che molte piccole attività riescono a tenere. Meglio uno al mese fatto bene che cinque in una settimana e poi il silenzio per mezzo anno. Due trucchi per non restare senza idee:

  1. a inizio anno scrivi una lista di dodici spunti, uno per mese, legati alle tue stagioni: riaperture, festività, prodotti del periodo;
  2. quando pubblichi sui social qualcosa che interessa anche chi non ti conosce, adattalo come post della scheda: stesso contenuto, testo un po' più informativo.

Cosa i post non possono fare

  • Non sostituiscono le recensioni: chi sceglie guarda prima stelle e commenti dei clienti.
  • Non sostituiscono il sito: un post è breve e dopo un po' scende in basso. Servizi, prezzi e informazioni stabili vanno sul sito e nei campi della scheda.
  • Non servono per orari e chiusure: per ferie e festività ci sono gli orari speciali della scheda, come spiegato nella guida sulla chiusura per ferie o lavori.
  • Non fanno salire la scheda da soli: la posizione nella mappa dipende soprattutto da pertinenza, distanza e notorietà. I post lavorano su chi ti ha già trovato.

Errori frequenti

  • Foto piene di testo, come un volantino ridotto: la foto deve mostrare il prodotto o il lavoro. Per scegliere le immagini giuste c'è la guida sulle foto della scheda Google.
  • Post copiati dai social senza adattarli, con hashtag e frasi come "link in bio" che su Google non hanno senso.
  • Offerte senza date o condizioni chiare, che generano discussioni alla cassa.
  • Superlativi senza prove, come "i migliori della città": meglio un fatto concreto.
  • Pubblicare una volta sola: un unico post di mesi fa comunica che la scheda non la segue nessuno.
Domande frequenti

Post sulla scheda Google: i dubbi più frequenti

Pubblicare post sulla scheda Google costa qualcosa?

No, i post sono una funzione gratuita del Profilo dell'attività su Google. Serve solo avere accesso alla scheda come proprietario o gestore.

Chi può vedere i miei post?

Chiunque apra la tua scheda nella ricerca Google o su Google Maps. Per questo conviene scriverli pensando a chi non ti conosce: cosa offri, dove, e cosa fare dopo.

Cosa faccio se Google non pubblica un post?

A volte un post viene rifiutato perché non rispetta le norme sui contenuti. Rileggilo, togli ciò che può sembrare fuori luogo, come link poco chiari o frasi troppo promozionali, e riprova con un testo più semplice.

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