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Backup del sito web: cosa salvare, ogni quanto e come ripristinarlo

Un backup è una copia completa del sito da cui ripartire se qualcosa va storto. Serve solo quel giorno, ma quel giorno serve davvero: ecco come farlo bene e come verificare che funzioni.

Aggiornata il 27 settembre 20264 minuti di lettura

Esempio: la tua attività al primo posto su Google cercando “autoscuola padova”.

Se domani il tuo sito sparisse, da dove ripartiresti? Se la risposta è "non lo so" o "credo che ci pensi l'hosting", vale la pena fermarsi dieci minuti. Un backup del sito è ciò che trasforma un disastro in un contrattempo, ma solo se contiene tutto, se è conservato nel posto giusto e se qualcuno ha verificato che funziona.

Che cos'è, esattamente, un backup?

È una copia completa del sito, fatta in un certo momento, da cui si può ricostruire tutto com'era. Non è la pagina salvata con il browser: è la copia di ciò che sta dietro, cioè i file e il database, l'archivio in cui molti siti tengono testi, impostazioni e richieste ricevute. Ogni backup ha una data: ripristinarlo significa tornare esattamente a quel giorno, perdendo quello che è stato fatto dopo.

In quali situazioni ti salva?

  • Un aggiornamento andato storto: dopo un aggiornamento del software il sito mostra una pagina bianca. Con il backup della sera prima si torna indietro in poco tempo.
  • Un attacco informatico: pagine modificate, reindirizzamenti verso siti sospetti. Serve una copia pulita, di prima dell'attacco; cosa fare in quei casi lo spiega la guida sul sito hackerato.
  • Un errore umano: una pagina cancellata per sbaglio, un listino sovrascritto.
  • Un problema del fornitore: un guasto, un servizio che chiude, un account bloccato.
  • Un trasloco: per cambiare hosting si parte proprio da un backup completo.

Cosa deve finire nella copia?

  1. I file: immagini, documenti caricati, grafica e codice del sito.
  2. Il database, se il sito ne ha uno: senza, molti siti restano un guscio vuoto.
  3. Le email, se le caselle sono sullo stesso servizio dell'hosting: in quel caso un problema del server colpisce anche la posta.
  4. Le impostazioni del dominio: un elenco dei record DNS, cioè le istruzioni che collegano il dominio al sito e alla posta. Non stanno dentro il sito, ma ricrearle a memoria è difficile.

Se ricevi prenotazioni o ordini dal sito, ricorda che anche quei dati sono nel database: un backup vecchio di una settimana significa una settimana di richieste da ricostruire.

Ogni quanto va fatto?

Dipende da quanto spesso cambia il sito. Una regola pratica, da adattare al tuo caso:

Frequenza orientativa dei backup in base al tipo di sito
SituazioneFrequenza orientativa
Sito vetrina che cambia poche volte l'annoAlmeno ogni settimana, e sempre prima di una modifica
Sito con novità, eventi o articoli frequentiOgni giorno
Sito con prenotazioni, ordini o richieste salvateOgni giorno, anche più spesso nei periodi intensi
Prima di aggiornamenti tecnici o di un traslocoSempre, subito prima

Conta anche quante copie tieni: non solo l'ultima, ma alcune settimane di storico. Un attacco può restare nascosto per giorni, e se hai solo la copia di ieri rischi di ripristinare un sito già compromesso.

Dove va conservato?

Il punto debole più comune è tenere il backup solo sullo stesso server del sito. Se il server si guasta, o se l'account viene bloccato, spariscono insieme il sito e la copia. Almeno una copia deve stare altrove, su un altro servizio o in un altro luogo, e deve poterla recuperare anche qualcuno diverso da chi gestisce il server.

Un esempio inventato. La Pasticceria Scala aveva i backup automatici dell'hosting, tutti sullo stesso server. Quando l'account è stato sospeso per un rinnovo non pagato, con l'avviso finito nello spam, sito e copie sono diventati irraggiungibili insieme. Da allora una copia settimanale finisce anche in uno spazio di archiviazione separato, intestato all'attività.

Come si prova il ripristino?

Un backup mai provato è solo una speranza. Per verificarlo:

  1. Chiedi a chi gestisce il sito di ripristinare una copia in uno spazio di prova, senza toccare il sito vero.
  2. Controlla che ci siano tutte le pagine, le immagini e gli ultimi contenuti inseriti.
  3. Prova il modulo di contatto e, se ci sono, prenotazioni o carrello.
  4. Annota quanto tempo è servito: è il tempo in cui, in caso di problema, il tuo sito resterebbe fermo.

Una prova all'anno, e una dopo ogni cambiamento importante, è un buon ritmo.

Cosa chiedere al tuo fornitore?

  • Fate i backup in automatico? Ogni quanto?
  • Cosa comprendono: file, database, email?
  • Per quanto tempo tenete le copie vecchie?
  • Dove sono conservate? Anche fuori dal server del sito?
  • Se mi serve un ripristino, quanto tempo ci vuole e costa qualcosa in più?
  • Se un giorno cambio fornitore, posso avere una copia completa del mio sito?

Fatti dare le risposte per iscritto. Nell'abbonamento delegasito i backup sono compresi, ma queste domande valgono con qualsiasi fornitore.

Domande frequenti

Backup del sito: le domande più comuni

L'hosting fa già i backup, basta così?

A volte sì, ma verifica cosa comprendono, per quanto tempo restano e dove sono conservati. In alcuni contratti i backup sono un servizio di cortesia e la responsabilità delle copie resta al cliente: meglio averne anche una gestita da te o da chi segue il sito.

Posso fare il backup da solo?

Se il sito è fatto con un CMS come WordPress esistono strumenti che lo automatizzano, ma vanno configurati bene e controllati. Se non te ne occupi tu, chiedi a chi gestisce il sito di mostrarti dove sono le copie.

Un backup mi protegge dagli attacchi?

No, non impedisce un attacco: permette di rimettere in piedi il sito dopo. Per la prevenzione contano gli aggiornamenti, password robuste e accessi dati solo a chi ne ha davvero bisogno.

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