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Nome del dominio: come sceglierlo per la tua attività, con esempi

Il dominio lo scriverai sui biglietti da visita, sul furgone e lo detterai al telefono per anni. Ecco le regole pratiche per sceglierne uno corto, chiaro e davvero tuo.

Aggiornata il 27 settembre 20264 minuti di lettura

Esempio: la tua attività al primo posto su Google cercando “palestra torino”.

Prova a dirlo ad alta voce, come faresti al telefono: "Il nostro sito è pizzeria, trattino, da, trattino, gino, millenovecentottantasette, punto com". Poi prova con "pizzeriagino punto it". Quando ci si chiede come scegliere il dominio si pensa soprattutto a Google, ma il nome del dominio deve funzionare prima di tutto con le persone: si detta, si scrive su un furgone, si ricorda dopo averlo visto una volta.

Sei regole per un buon nome

  1. Corto: meno lettere, meno errori. Se il nome completo dell'attività è lungo, usa la parte con cui i clienti ti chiamano davvero.
  2. Facile da dettare: evita parole che si possono scrivere in due modi, doppie incerte, lettere come k, j, x e y al posto di c, i, s, e le lettere accentate. Se devi spiegare "con la k", dovrai farlo ogni volta.
  3. Niente trattini e numeri, se puoi: al telefono vanno spiegati e si dimenticano. Un numero crea anche un dubbio in più: in cifre o in lettere?
  4. Il nome dell'attività, non uno slogan: "qualitaeconvenienza.it" non dice chi sei e non resta in mente.
  5. Parole chiave non necessarie: un dominio come "idraulico-trieste.it" non basta a farti trovare su Google, dove contano molto di più i contenuti del sito e la scheda dell'attività. E se un giorno lavori anche fuori città, il nome ti va stretto.
  6. Pensato per durare: evita riferimenti a un servizio o a una zona che potrebbero cambiare, e immagina come starà sull'insegna, sul biglietto da visita e nell'indirizzo email.

Esempi buoni e meno buoni

Nomi inventati, per vedere le regole all'opera:

Nomi di dominio poco efficaci, il loro problema e un'alternativa migliore
PropostaIl problemaMeglio
idraulico-trieste-pronto-intervento.itLungo, pieno di trattini, impossibile da dettareidraulicaferluga.it
pizzeriadagino1987.comIl numero confonde: in cifre o in lettere?pizzeriagino.it
bbvistamare.itGenerico: potrebbe essere di chiunque e si confonde con altre strutturebbcasagiulia.it
sartoriaanna.bizEstensione poco familiare: molti scriveranno .it per abitudinesartoriaanna.it

.it o .com?

Per un'attività che lavora in Italia il .it è di solito la scelta più naturale: dice subito dove sei e i clienti lo scrivono senza pensarci. Il .com ha senso se lavori molto con l'estero, o se il .it è occupato e il .com è libero. In quel caso però guarda chi c'è sul .it: se è un'attività simile alla tua, parte dei tuoi clienti finirà lì. Le estensioni più recenti, come .shop o .online, possono essere simpatiche ma sono meno familiari a molte persone.

Prima di registrarlo: tre controlli

  1. Disponibilità: il sito di qualsiasi registrar, cioè le aziende autorizzate a registrare domini, ti dice in un attimo se il nome è libero.
  2. Marchi altrui: un dominio libero non è per forza utilizzabile. Se il nome richiama un marchio registrato da altri, rischi di doverlo cedere, magari dopo averlo stampato ovunque. Una prima ricerca si può fare nelle banche dati pubbliche dei marchi; per un nome su cui investi molto, fatti consigliare da un esperto.
  3. Social e Google: verifica che lo stesso nome sia libero su Instagram e Facebook, e cercalo su Google per vedere se in zona c'è un'attività con un nome simile.

Se stai ancora decidendo il nome dell'attività stessa, parti dalla guida su come scegliere il nome della tua attività: nome e dominio vanno pensati insieme.

Le varianti da tenere

Una volta scelto il nome, valuta se registrare anche qualche variante, da collegare al sito principale:

  • lo stesso nome con l'altra estensione, per esempio il .com oltre al .it;
  • l'errore di battitura più probabile, se il nome ne ha uno evidente;
  • la versione con il trattino, se il nome è fatto di due parole e qualcuno potrebbe scriverlo così.

Senza esagerare: ogni dominio costa pochi euro o qualche decina di euro l'anno e va rinnovato. Due o tre varianti bastano quasi sempre.

Registralo a nome tuo

Il dominio va intestato a te o alla tua attività, non all'agenzia o al consulente che lo registra per te: chi è l'intestatario ne decide il destino. Attiva il rinnovo automatico e tieni aggiornata l'email del titolare, perché se il dominio scade smettono di funzionare sia il sito sia la posta. Cosa sono dominio e hosting, e in cosa si differenziano, lo spiega la guida su dominio e hosting; per usare il nuovo nome anche negli indirizzi di posta c'è quella sull'email professionale.

Domande frequenti

Scegliere il dominio: domande e risposte

Posso cambiare dominio più avanti?

Sì, ma costa fatica: biglietti, insegne, email e link da aggiornare, e sul sito servono reindirizzamenti dal vecchio al nuovo indirizzo per non perdere visite. Meglio scegliere bene all'inizio e tenere attivo il vecchio dominio per un po'.

Il dominio che volevo è occupato ma non c'è nessun sito: posso averlo?

A volte il titolare è disposto a cederlo, ma non è detto, e le condizioni le decide lui. Spesso conviene di più una variante libera del nome, scelta con le stesse regole.

Nel dominio conviene mettere la città?

Solo se fa parte del modo in cui i clienti ti chiamano, o se ti serve per distinguerti da un'attività con lo stesso nome altrove. Per farti trovare in zona contano di più i contenuti del sito e la scheda Google.

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