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Sito one page: quando una sola pagina basta e quando inizia a starti stretta

Una pagina unica, da scorrere dall'alto in basso, con tutto quello che serve. Per un evento o un servizio singolo è spesso la scelta giusta; per un'attività con molti servizi diventa presto un limite.

Aggiornata il 27 settembre 20264 minuti di lettura

Esempio: la tua attività al primo posto su Google cercando “veterinario reggio emilia”.

Elisa apre a ottobre un piccolo laboratorio di ceramica. Per ora propone una cosa sola: corsi serali per principianti, in gruppi da sei persone. Le serve un sito che spieghi il corso, mostri il laboratorio, dica quando e dove si trova e permetta di prenotare un posto. Tutto questo sta comodamente in una pagina: è il caso tipico in cui un sito one page funziona.

Cos'è un sito one page

È un sito fatto di un'unica pagina, divisa in sezioni una sotto l'altra: chi lo visita scorre invece di cambiare pagina. Il menu, se c'è, non apre altre pagine ma porta alla sezione giusta. Non va confuso con la landing page, che è una pagina singola costruita per una campagna o un'offerta e di solito si affianca a un sito vero e proprio: le differenze sono nella guida sulla landing page.

Per chi va bene, e per chi no

Funziona se

  • offri un solo servizio, o pochi servizi strettamente legati;
  • hai appena aperto e vuoi essere online in fretta con le informazioni essenziali;
  • il sito serve per un evento, una stagione o un progetto con una data di fine;
  • i clienti ti trovano soprattutto per nome, con il passaparola, i social o i volantini, e il sito deve solo confermare chi sei e come contattarti.

Meglio più pagine se

  • offri servizi diversi che i clienti cercano separatamente, come impianti elettrici, antifurti e fotovoltaico;
  • vuoi farti trovare su Google per molte ricerche diverse;
  • hai tanti contenuti: un menu lungo, camere diverse, listini, gallerie di lavori;
  • lavori in più zone e vuoi spiegare cosa fai in ciascuna.

Il limite con Google, e quello con lo smartphone

Il limite principale è la visibilità. Google mostra nei risultati singole pagine, ognuna con il suo titolo e la sua descrizione, e ogni pagina di solito risponde bene a un gruppo ristretto di ricerche. Con una pagina sola le occasioni di comparire sono meno. Se un elettricista vuole farsi trovare sia da chi cerca un intervento urgente sia da chi pensa al fotovoltaico, due pagine dedicate hanno più possibilità di due sezioni nella stessa pagina. Per capire quali ricerche fanno i tuoi clienti c'è la guida su come trovare le parole chiave.

Il secondo limite si vede da smartphone: una pagina con dieci sezioni diventa lunghissima, e chi cerca solo gli orari si perde. Per questo le sezioni devono essere poche e brevi, e i contatti sempre a portata di dito, per esempio con un pulsante fisso.

La scaletta di una buona pagina unica

  1. Apertura: cosa fai e dove, in una frase, con un pulsante per contattarti subito.
  2. Il servizio: cosa comprende, per chi è, quanto costa o come si calcola il prezzo.
  3. Le prove: foto vere, qualche recensione, lavori fatti.
  4. Chi sei: poche righe e una foto.
  5. Domande frequenti: le tre o quattro che ti fanno sempre.
  6. Contatti, orari e dove sei: telefono, WhatsApp, un modulo breve, la mappa o le zone servite.

Ogni sezione ha bisogno di un titolo chiaro, perché chi scorre legge soprattutto quelli. E ogni voce del menu deve portare a una sezione che esiste davvero.

Sito one page: esempi descritti a parole

Un evento. La sagra di un paese o una rassegna estiva di concerti. In alto date e luogo, poi il programma giorno per giorno, come arrivare e dove parcheggiare, gli sponsor e i contatti degli organizzatori. Finito l'evento, la pagina si aggiorna con le foto e la data della prossima edizione.

Un artigiano con un solo servizio. Un tappezziere che rifà sedute di sedie e divani. In apertura una foto prima e dopo, poi come funziona (ritiro, preventivo, consegna), i tempi, le zone servite e un pulsante WhatsApp per mandare la foto del pezzo da rifare.

Un'attività appena aperta. Un nuovo bar di quartiere: orari, foto del locale, cosa si trova a colazione e a pranzo, dove si trova e l'invito all'inaugurazione. Quando il menu crescerà, potrà diventare un sito con più pagine.

I segnali che è ora di aggiungere pagine

  • i clienti ti chiedono al telefono cose che nella pagina non trovano;
  • la pagina è così lunga che tu stesso fai fatica a trovare gli orari;
  • hai aggiunto servizi che meritano una spiegazione a parte;
  • vuoi comparire su Google per ricerche che oggi non ti riguardano.

Il passaggio non obbliga a ricominciare da capo: le sezioni esistenti diventano la base delle nuove pagine, e la pagina iniziale resta la home, più corta, con i collegamenti al resto. Se l'indirizzo della home resta lo stesso, non si riparte da zero nemmeno con Google. E se sai fin da subito che crescerai, chiedi a chi fa il sito di prevedere questa evoluzione dall'inizio.

Domande frequenti

Sito one page: i dubbi più frequenti

Un sito one page costa meno di un sito con più pagine?

Di solito richiede meno lavoro e quindi può costare meno. Per un sito one page il prezzo dipende soprattutto da chi prepara testi e foto e dalle funzioni richieste, come un calendario per le prenotazioni; dominio, hosting e manutenzione servono comunque, come per qualsiasi sito. Con delegasito rientra nell'abbonamento, che parte da 89€ al mese.

Si può fare un sito one page in più lingue?

Sì: di solito si crea una pagina per ogni lingua, con il suo indirizzo, e un collegamento per passare dall'una all'altra. Mettere tutte le lingue una sotto l'altra nella stessa pagina è scomodo per chi legge e poco chiaro per Google.

Se ho una sede con orari e mappa, una pagina sola basta?

Può bastare: indirizzo, orari e mappa stanno bene nella sezione finale. A rendere stretta una pagina unica non sono le informazioni pratiche, ma il numero di servizi e di cose da spiegare.

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