Sitemap XML: cos'è, com'è fatta e come inviarla a Google
La sitemap è l'elenco delle pagine del sito scritto apposta per i motori di ricerca. Non fa miracoli, ma aiuta Google a trovare tutto: ecco come controllarla e inviarla.
Prova adesso: apri il tuo sito e aggiungi in fondo all'indirizzo /sitemap.xml. Se compare una pagina fitta di indirizzi, il sito ha una sitemap. Se compare un errore, potrebbe averla con un altro nome, oppure non averla affatto. In entrambi i casi vale la pena capire cos'è e cosa controllare.
Un elenco delle pagine, scritto per Google
La sitemap XML è un file che elenca gli indirizzi delle pagine che vuoi far trovare ai motori di ricerca, spesso con la data dell'ultima modifica. XML è solo il formato: un testo ordinato secondo regole precise, facile da leggere per un programma.
Google scopre le pagine soprattutto seguendo i link, da un sito all'altro e da una pagina all'altra. La sitemap è un aiuto in più: un elenco completo consegnato direttamente, così nessuna pagina importante resta nascosta.
Serve anche a un sito di dieci pagine?
Google stesso spiega che un sito piccolo, con le pagine ben collegate tra loro, può farne a meno. Però non costa nulla, di solito si genera da sola, e in alcuni casi aiuta davvero:
- il sito è nuovo e pochi altri siti lo citano;
- alcune pagine sono difficili da raggiungere dal menu;
- i contenuti cambiano spesso, come menu, eventi o offerte.
C'è anche un vantaggio pratico: in Google Search Console puoi controllare lo stato proprio delle pagine elencate nella sitemap, e capire più in fretta se manca qualcosa.
Com'è fatta dentro
Esempio semplificato per un'ipotetica trattoria con tre pagine:
<urlset>
<url><loc>tuosito.it/</loc><lastmod>2026-09-01</lastmod></url>
<url><loc>tuosito.it/menu</loc><lastmod>2026-09-15</lastmod></url>
<url><loc>tuosito.it/contatti</loc><lastmod>2026-03-10</lastmod></url>
</urlset>
Ogni blocco url è una pagina: in loc c'è il suo indirizzo, in lastmod la data dell'ultima modifica importante. Nel file vero la prima riga contiene anche un riferimento tecnico al formato, e gli indirizzi sono scritti per intero, esattamente come nella barra del browser: qui li abbiamo accorciati per leggibilità.
Alcune sitemap contengono anche valori di priorità e di frequenza di aggiornamento. Google dichiara di ignorarli, mentre usa la data di modifica se si rivela affidabile nel tempo: meglio una data vera che una data aggiornata ogni giorno senza motivo.
Dove si trova di solito
L'indirizzo più comune è quello che hai provato all'inizio. I siti con molte pagine usano spesso un indice di sitemap: un file che elenca altre sitemap, per esempio una per le pagine e una per gli articoli. Molti sistemi per gestire i siti la creano da soli: WordPress, per esempio, ne genera una in automatico, e diversi plugin la sostituiscono con la propria, spesso con un nome diverso.
Se non la trovi, apri il file robots.txt del sito, sempre aggiungendo il nome in fondo all'indirizzo: spesso contiene una riga che comincia con Sitemap: e ne indica la posizione.
Come inviarla a Google
- Da Search Console: nella sezione dedicata alle sitemap inserisci l'indirizzo del file e invialo. Dopo qualche tempo controlla lo stato: deve risultare letta, con il numero di pagine trovate. Se c'è un errore, segnalalo a chi gestisce il sito. Come si attiva lo strumento è spiegato nella guida su Google Search Console.
- Dal robots.txt: la riga Sitemap: seguita dall'indirizzo completo permette di trovarla anche agli altri motori di ricerca.
Basta farlo una volta: Google rilegge la sitemap periodicamente, quindi non serve inviarla di nuovo a ogni modifica, se si aggiorna da sola.
Cosa mettere e cosa lasciare fuori
| Pagina | Nella sitemap? | Perché |
|---|---|---|
| Home e pagine dei servizi | Sì | Sono quelle che vuoi far trovare |
| Contatti, chi siamo, articoli utili | Sì | Rispondono a domande reali dei clienti |
| Pagina di ringraziamento dopo il modulo | No | Non serve a chi cerca su Google |
| Pagina esclusa con noindex | No | Daresti a Google due indicazioni opposte |
| Vecchio indirizzo che reindirizza | No | Va elencato solo l'indirizzo nuovo |
| Pagina eliminata | No | Genera solo errori inutili |
Noindex è un'istruzione che chiede a Google di non mostrare una pagina nei risultati. Per le pagine eliminate o spostate trovi cosa fare nella guida su errore 404 e redirect.
Gli errori che si vedono più spesso
- Sitemap rimasta al vecchio sito: dopo un rifacimento elenca pagine che non esistono più. Va controllata e inviata di nuovo.
- Indirizzi in una versione diversa da quella in uso: per esempio senza connessione sicura, o con www quando il sito non lo usa.
- Sitemap scritta a mano una volta e mai aggiornata: le pagine nuove non ci sono.
- File bloccato dal robots.txt o da una password rimasta dalla fase di prova.
Cosa la sitemap non può fare
Essere nella sitemap non garantisce che una pagina venga indicizzata, né che compaia in alto: Google decide in base a qualità e utilità. Se una pagina elencata resta fuori dall'indice, il problema è altrove, e le cause più comuni sono spiegate nella guida sul sito che non compare su Google.
Sitemap XML: le domande più comuni
Devo inviare di nuovo la sitemap ogni volta che aggiungo una pagina?
No. Se la sitemap si aggiorna da sola basta averla inviata una volta, perché Google la rilegge periodicamente. Per una pagina nuova importante puoi chiederne l'esame con il Controllo URL di Search Console.
Che differenza c'è tra sitemap XML e mappa del sito per i visitatori?
La sitemap XML è un file per i motori di ricerca, che i visitatori di solito non vedono. La mappa del sito per le persone è una normale pagina con l'elenco dei link, oggi poco usata sui siti piccoli.
Una sitemap sbagliata può danneggiare il sito?
Di per sé non porta penalizzazioni, ma se elenca pagine eliminate, reindirizzate o escluse con noindex manda a Google segnali confusi e rende più difficile capire cosa non va. Per questo va tenuta pulita.
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