Guida

Trasferire un dominio a un altro fornitore: la procedura passo per passo

Il nome resta lo stesso, cambia solo chi lo gestisce. Ecco cosa verificare prima, come funziona il codice di autorizzazione e cosa sistemare perché sito ed email non si fermino.

Aggiornata il 27 settembre 20264 minuti di lettura

Esempio: la tua attività al primo posto su Google cercando “ottico milano centro”.

Trasferire un dominio significa spostarlo da un fornitore a un altro senza cambiarne il nome: tuaattivita.it resta tuaattivita.it, cambiano solo chi lo gestisce e a chi paghi il rinnovo. Di solito lo si fa per rinnovi diventati cari, per un'assistenza che non risponde, per riunire dominio, sito ed email presso un solo fornitore o perché si cambia agenzia. La procedura non è difficile, ma ha un ordine preciso: saltare un passaggio è il modo più rapido per ritrovarsi con il sito o la posta fermi.

Se invece vuoi spostare solo il sito su un altro server, lasciando il dominio dov'è, la guida giusta è quella su come cambiare hosting.

Prima di iniziare: quattro verifiche

  1. A chi è intestato: il dominio deve risultare intestato a te o alla tua attività. Se è a nome del vecchio fornitore, prima va sistemata l'intestazione, e senza la sua collaborazione tutto diventa più lento. Come verificarlo lo spiega la guida su di chi è il sito.
  2. Quando scade: non aspettare gli ultimi giorni. Se il dominio scade durante il trasferimento rischi complicazioni: meglio muoversi con qualche settimana di margine.
  3. L'email del titolare: controlla che l'indirizzo associato al dominio sia attivo e che qualcuno lo legga, perché conferme e codici possono arrivare lì.
  4. Registrazioni o trasferimenti recenti: per alcune estensioni il trasferimento non è possibile per un certo periodo dopo la registrazione o dopo un altro trasferimento.

Il codice di autorizzazione

Per spostare un dominio serve un codice che dimostra che sei autorizzato a farlo. Si chiama AuthInfo o codice EPP, a seconda dell'estensione, ed è una specie di password del dominio. Lo fornisce al titolare il fornitore attuale: spesso si trova nel pannello di gestione, altrimenti va chiesto all'assistenza.

Trattalo come una password e non mandarlo a chi non segue il trasferimento. Nello stesso momento verifica che il dominio non sia bloccato contro i trasferimenti: molti fornitori attivano un blocco di sicurezza che va tolto dal pannello o su richiesta.

La procedura, passo per passo

  1. Fotografa la situazione: salva l'elenco delle impostazioni DNS del dominio, cioè le istruzioni che dicono dove si trovano il sito e la posta, e fai un backup di sito ed email.
  2. Sblocca il dominio e chiedi il codice al fornitore attuale.
  3. Avvia il trasferimento presso il nuovo fornitore, inserendo il nome del dominio e il codice.
  4. Conferma, se ti arriva una richiesta di approvazione via email.
  5. Prepara i DNS presso il nuovo fornitore, identici ai precedenti, se il vecchio smetterà di gestirli.
  6. Attendi la conclusione senza fare altre modifiche al dominio.
  7. Controlla che sito, moduli ed email in entrata e in uscita funzionino.
  8. Solo alla fine disdici i servizi del vecchio fornitore che non ti servono più.

Email e DNS: dove si inciampa

Il dominio da solo non fa funzionare niente: sono i DNS a indicare a quale server mandare i visitatori del sito e le email. Se li gestiva il vecchio fornitore e chiudi tutto troppo presto, il nome resta tuo ma sito e posta smettono di rispondere.

Lo stesso vale per le caselle di posta: se erano ospitate dal vecchio fornitore, i messaggi che vuoi conservare vanno copiati nel nuovo servizio prima della disdetta.

Un caso inventato. Lo Studio Tecnico Bernardi completa il trasferimento e chiude subito il vecchio account, dove c'erano anche le caselle di posta. Le email smettono di arrivare e l'archivio degli ultimi anni rischia di andare perso. Bastava spostare prima la posta, e solo dopo disdire.

Quanto tempo ci vuole

Di solito il trasferimento si chiude in qualche giorno, a seconda dell'estensione e dei fornitori coinvolti. Nel frattempo il sito di norma resta raggiungibile, purché nessuno tocchi o cancelli le impostazioni DNS. Scegli un periodo tranquillo: non la settimana prima dei saldi o dell'apertura della stagione.

Domini .it: regole proprie

I domini .it seguono le regole del registro italiano, che gestisce questa estensione, e le procedure possono essere diverse da quelle dei .com o di altre estensioni. Non serve conoscerle nel dettaglio: il nuovo fornitore ti indica i passaggi. Se qualcosa si blocca, per esempio perché i dati del titolare non coincidono, chiedi aiuto all'assistenza prima di tentare altre strade.

Checklist finale

  • Il dominio risulta intestato a te, con i dati corretti.
  • Il nuovo fornitore mostra il dominio attivo e la nuova data di scadenza.
  • Il rinnovo automatico è attivo.
  • Il sito si apre, con il lucchetto dell'https.
  • Le email arrivano e partono, anche verso indirizzi esterni.
  • Presso il vecchio fornitore hai disdetto solo i servizi che non usi più.
  • Gli accessi al nuovo pannello e la data di scadenza sono annotati in un posto sicuro.
Domande frequenti

Trasferire il dominio: i dubbi più frequenti

Durante il trasferimento il sito smette di funzionare?

Di norma no, se le impostazioni DNS restano invariate fino alla fine. I problemi nascono quando si chiude il vecchio servizio prima di aver ricreato DNS ed email presso il nuovo.

Il vecchio fornitore non mi dà il codice: cosa faccio?

Chiedilo per iscritto, precisando che sei il titolare del dominio, e conserva la richiesta. Se continua a non rispondere, trovi i passi successivi nella guida su come recuperare l'accesso al sito o al dominio.

Posso trasferire un dominio scaduto?

Dipende dall'estensione e da quanto tempo è passato: spesso prima va rinnovato presso il fornitore attuale. Se il tuo dominio è già scaduto, occupati prima di recuperarlo e solo dopo del trasferimento.

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