Trasferire un dominio a un altro fornitore: la procedura passo per passo
Il nome resta lo stesso, cambia solo chi lo gestisce. Ecco cosa verificare prima, come funziona il codice di autorizzazione e cosa sistemare perché sito ed email non si fermino.
Trasferire un dominio significa spostarlo da un fornitore a un altro senza cambiarne il nome: tuaattivita.it resta tuaattivita.it, cambiano solo chi lo gestisce e a chi paghi il rinnovo. Di solito lo si fa per rinnovi diventati cari, per un'assistenza che non risponde, per riunire dominio, sito ed email presso un solo fornitore o perché si cambia agenzia. La procedura non è difficile, ma ha un ordine preciso: saltare un passaggio è il modo più rapido per ritrovarsi con il sito o la posta fermi.
Se invece vuoi spostare solo il sito su un altro server, lasciando il dominio dov'è, la guida giusta è quella su come cambiare hosting.
Prima di iniziare: quattro verifiche
- A chi è intestato: il dominio deve risultare intestato a te o alla tua attività. Se è a nome del vecchio fornitore, prima va sistemata l'intestazione, e senza la sua collaborazione tutto diventa più lento. Come verificarlo lo spiega la guida su di chi è il sito.
- Quando scade: non aspettare gli ultimi giorni. Se il dominio scade durante il trasferimento rischi complicazioni: meglio muoversi con qualche settimana di margine.
- L'email del titolare: controlla che l'indirizzo associato al dominio sia attivo e che qualcuno lo legga, perché conferme e codici possono arrivare lì.
- Registrazioni o trasferimenti recenti: per alcune estensioni il trasferimento non è possibile per un certo periodo dopo la registrazione o dopo un altro trasferimento.
Il codice di autorizzazione
Per spostare un dominio serve un codice che dimostra che sei autorizzato a farlo. Si chiama AuthInfo o codice EPP, a seconda dell'estensione, ed è una specie di password del dominio. Lo fornisce al titolare il fornitore attuale: spesso si trova nel pannello di gestione, altrimenti va chiesto all'assistenza.
Trattalo come una password e non mandarlo a chi non segue il trasferimento. Nello stesso momento verifica che il dominio non sia bloccato contro i trasferimenti: molti fornitori attivano un blocco di sicurezza che va tolto dal pannello o su richiesta.
La procedura, passo per passo
- Fotografa la situazione: salva l'elenco delle impostazioni DNS del dominio, cioè le istruzioni che dicono dove si trovano il sito e la posta, e fai un backup di sito ed email.
- Sblocca il dominio e chiedi il codice al fornitore attuale.
- Avvia il trasferimento presso il nuovo fornitore, inserendo il nome del dominio e il codice.
- Conferma, se ti arriva una richiesta di approvazione via email.
- Prepara i DNS presso il nuovo fornitore, identici ai precedenti, se il vecchio smetterà di gestirli.
- Attendi la conclusione senza fare altre modifiche al dominio.
- Controlla che sito, moduli ed email in entrata e in uscita funzionino.
- Solo alla fine disdici i servizi del vecchio fornitore che non ti servono più.
Email e DNS: dove si inciampa
Il dominio da solo non fa funzionare niente: sono i DNS a indicare a quale server mandare i visitatori del sito e le email. Se li gestiva il vecchio fornitore e chiudi tutto troppo presto, il nome resta tuo ma sito e posta smettono di rispondere.
Lo stesso vale per le caselle di posta: se erano ospitate dal vecchio fornitore, i messaggi che vuoi conservare vanno copiati nel nuovo servizio prima della disdetta.
Un caso inventato. Lo Studio Tecnico Bernardi completa il trasferimento e chiude subito il vecchio account, dove c'erano anche le caselle di posta. Le email smettono di arrivare e l'archivio degli ultimi anni rischia di andare perso. Bastava spostare prima la posta, e solo dopo disdire.
Quanto tempo ci vuole
Di solito il trasferimento si chiude in qualche giorno, a seconda dell'estensione e dei fornitori coinvolti. Nel frattempo il sito di norma resta raggiungibile, purché nessuno tocchi o cancelli le impostazioni DNS. Scegli un periodo tranquillo: non la settimana prima dei saldi o dell'apertura della stagione.
Domini .it: regole proprie
I domini .it seguono le regole del registro italiano, che gestisce questa estensione, e le procedure possono essere diverse da quelle dei .com o di altre estensioni. Non serve conoscerle nel dettaglio: il nuovo fornitore ti indica i passaggi. Se qualcosa si blocca, per esempio perché i dati del titolare non coincidono, chiedi aiuto all'assistenza prima di tentare altre strade.
Checklist finale
- Il dominio risulta intestato a te, con i dati corretti.
- Il nuovo fornitore mostra il dominio attivo e la nuova data di scadenza.
- Il rinnovo automatico è attivo.
- Il sito si apre, con il lucchetto dell'https.
- Le email arrivano e partono, anche verso indirizzi esterni.
- Presso il vecchio fornitore hai disdetto solo i servizi che non usi più.
- Gli accessi al nuovo pannello e la data di scadenza sono annotati in un posto sicuro.
Trasferire il dominio: i dubbi più frequenti
Durante il trasferimento il sito smette di funzionare?
Di norma no, se le impostazioni DNS restano invariate fino alla fine. I problemi nascono quando si chiude il vecchio servizio prima di aver ricreato DNS ed email presso il nuovo.
Il vecchio fornitore non mi dà il codice: cosa faccio?
Chiedilo per iscritto, precisando che sei il titolare del dominio, e conserva la richiesta. Se continua a non rispondere, trovi i passi successivi nella guida su come recuperare l'accesso al sito o al dominio.
Posso trasferire un dominio scaduto?
Dipende dall'estensione e da quanto tempo è passato: spesso prima va rinnovato presso il fornitore attuale. Se il tuo dominio è già scaduto, occupati prima di recuperarlo e solo dopo del trasferimento.
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