Proprietà del sito web: di chi sono davvero dominio, contenuti e accessi
Pagare un sito non significa per forza possederlo tutto. Dominio, contenuti e accessi sono tre cose diverse, con regole diverse: ecco come capire cosa è tuo e cosa fare se non lo è.
Marta ha un centro estetico e paga il sito da anni. Quando decide di rifarlo con un altro fornitore scopre che il dominio è intestato alla vecchia agenzia, che le foto erano in licenza a nome loro e che la password del pannello non l'ha mai avuta. Non è per forza malafede: spesso, semplicemente, all'inizio nessuno ha chiarito le cose. Il caso è inventato, ma è una situazione che capita, e si evita sapendo cosa controllare.
Tre cose diverse sotto la parola "sito"
Quando si parla di proprietà del sito web si mescolano tre cose:
- il dominio, cioè l'indirizzo come centroesteticomarta.it, che si registra a nome di qualcuno e va rinnovato periodicamente;
- i contenuti: testi, foto, logo, video;
- il sito vero e proprio e gli accessi: i file e il software che lo fanno funzionare, lo spazio su cui è ospitato (l'hosting) e le password per gestire tutto.
Ognuna ha regole diverse, e può appartenere a persone diverse. Se non ti è chiara la differenza tra dominio e hosting, parti dalla guida su dominio e hosting.
Il dominio: chi ne è l'intestatario
Il dominio è la parte più importante, perché è il tuo indirizzo su internet e su di esso funzionano anche le email. L'intestatario, chiamato anche registrante, è chi ne ha la titolarità: dovrebbe essere la tua attività, anche se a registrarlo e gestirlo è il tuo fornitore.
Per sapere chi è il proprietario del dominio puoi fare una ricerca WHOIS, un servizio gratuito che mostra i dati di registrazione. Spesso però i dati dell'intestatario sono nascosti per privacy. La strada più sicura è chiedere al fornitore un documento o una schermata del pannello di registrazione con il nome dell'intestatario e la data di scadenza. Controlla anche che l'email di contatto del dominio sia tua: è l'indirizzo a cui possono arrivare avvisi e comunicazioni importanti.
Testi, foto e logo
I testi che scrivi tu e le foto che scatti tu restano tuoi. Il discorso cambia per quello che crea o procura qualcun altro:
- testi scritti dal fornitore: chiarisci per iscritto che potrai continuare a usarli anche se cambi fornitore;
- foto di un fotografo: l'accordo con il fotografo stabilisce di solito dove puoi usarle; verifica che il sito sia compreso;
- immagini di archivio: si usano con una licenza, a volte intestata a chi l'ha acquistata; chiedi a nome di chi è e se copre il tuo sito anche in futuro;
- logo: fatti consegnare i file originali, non solo l'immagine presa dal sito.
Gli accessi e il sito vero e proprio
Gli accessi sono le chiavi per gestire tutto. Fai un elenco di quelli che esistono per la tua attività:
- il pannello del dominio, da cui si gestiscono rinnovi e impostazioni;
- l'hosting e, se c'è, il pannello di amministrazione del sito;
- le caselle email;
- gli account Google: Profilo dell'attività su Google, Google Search Console, Google Analytics 4.
Non devi per forza gestirli tu, ma per il dominio e per gli account Google è importante che il titolare sia la tua attività e che il fornitore sia aggiunto come utente o gestore. Per il sito, invece, chiedi cosa potrai ottenere se il rapporto finisce: alcuni siti si possono copiare e spostare altrove, altri sono costruiti su piattaforme che non lo permettono, e in quel caso ti porti via il dominio e i contenuti, non il sito.
Cosa farti mettere per iscritto
Bastano poche righe nel contratto o in una email di conferma del fornitore:
- il dominio è intestato alla tua attività, con un tuo indirizzo email di contatto;
- su richiesta riceverai il codice per trasferire il dominio;
- testi, foto e logo che fornisci restano tuoi, e potrai riusare quelli realizzati per te;
- alla fine del rapporto riceverai i contenuti ed eventualmente una copia del sito, entro un tempo indicato;
- gli account Google dell'attività sono intestati a te.
Gli altri punti da controllare sono raccolti nella guida sul contratto per il sito web.
Se il fornitore sparisce
Può capitare: un freelance cambia lavoro, un'agenzia chiude, il telefono non risponde più. Se il dominio è intestato a te, puoi rivolgerti alla società presso cui è registrato e dimostrare di esserne il titolare. Se è intestato al fornitore, la strada è più lunga e può servire un professionista. Nel frattempo il sito può smettere di funzionare se nessuno paga l'hosting: per questo è utile avere sempre una copia recente dei tuoi contenuti. I passi da seguire sono nella guida su come recuperare un accesso al sito o al dominio perso.
La verifica da fare questa settimana
- Controlla l'intestatario e la scadenza del dominio.
- Verifica che il rinnovo sia automatico, o almeno segnato in calendario.
- Scrivi l'elenco degli accessi e custodiscilo in un posto sicuro, per esempio un gestore di password.
- Scarica una copia dei tuoi testi e delle foto originali.
- Controlla chi è proprietario degli account Google dell'attività.
- Chiedi al fornitore di confermarti quello che non riesci a verificare da solo.
Di chi è il sito: le domande più comuni
Se il dominio è intestato all'agenzia, posso farmelo passare?
Di solito sì: il cambio di intestatario è un'operazione prevista per i domini. Chiedilo per iscritto e, se il contratto con il fornitore contiene condizioni particolari su questo punto, fatti aiutare da un professionista.
Ho pagato il sito: il codice è mio?
Non è automatico: dipende da cosa prevede l'accordo e da come è costruito il sito. Se ti interessa poterlo spostare, chiedi prima della firma se riceverai una copia completa e utilizzabile anche altrove.
Il Profilo dell'attività su Google fa parte del sito?
No, è un account separato. Assicurati di esserne proprietario tu, anche se lo gestisce qualcun altro: altrimenti rischi di non poter più rispondere alle recensioni o aggiornare orari e foto.
Vuoi più clienti da Google?
Raccontaci la tua attività: ti spieghiamo come ti faremmo trovare e quale piano fa per te. Senza impegno.
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