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Categoria su Google My Business (oggi Profilo dell'attività): quale scegliere

La categoria principale dice a Google che tipo di attività sei ed è uno dei dati che usa per decidere in quali ricerche mostrarti. Si sceglie da un elenco fisso: ecco come trovare quella giusta, con esempi concreti.

Aggiornata il 27 settembre 20264 minuti di lettura

Esempio: la tua attività al primo posto su Google cercando “bar colazione bologna”.

Una trattoria che la sera fa anche la pizza è una pizzeria o un ristorante? Un salone che si occupa di capelli ed estetica è un parrucchiere o un centro estetico? Sembra una sottigliezza, ma la categoria principale è uno dei dati con cui Google decide per quali ricerche mostrare la tua scheda. Sceglierla bene richiede dieci minuti; sbagliarla può tenerti lontano proprio dalle ricerche che ti portano clienti.

Principale e secondarie: la differenza

Nel Profilo dell'attività su Google, un tempo chiamato Google My Business, scegli una categoria principale e, se servono, alcune categorie secondarie. Tutte si prendono da un elenco predefinito: non puoi inventarle, ma scrivendo le prime lettere vedi le proposte.

  • La principale descrive cosa sei. Compare sotto il nome nella scheda e conta di più: da lei dipendono anche alcune funzioni e alcuni attributi disponibili, come il menu per chi fa ristorazione.
  • Le categorie secondarie aggiungono attività che svolgi davvero e con continuità, ma che non sono il centro del tuo lavoro.

La domanda da farti è semplice: per cosa mi cerca, e per cosa mi sceglie, la maggior parte dei clienti? La risposta è la tua categoria principale.

Scelte deboli e scelte migliori: cinque esempi

Esempi di categoria principale e secondarie per cinque attività
AttivitàScelta deboleScelta migliore
Trattoria che la sera fa anche pizzaPizzeria come principale, se i clienti vengono soprattutto per la cucinaPrincipale: la categoria di ristorante più precisa per la tua cucina; secondaria: pizzeria
Idraulico che installa anche climatizzatoriUna categoria generica da impresa edilePrincipale: idraulico; secondaria: quella dei climatizzatori, se è un servizio che offri davvero
Parrucchiere con una cabina esteticaNegozio di cosmetici, solo perché vende qualche prodottoPrincipale: parrucchiere; secondaria: centro estetico
B&B con tre camereHotel, che crea aspettative diverse su servizi e receptionPrincipale: bed and breakfast
Studio di commercialistaConsulente generico, o ufficioPrincipale: la categoria della professione, la più precisa disponibile

I nomi esatti delle categorie dipendono dall'elenco di Google, che cambia nel tempo: cerca quella che corrisponde di più alla tua attività, provando anche qualche sinonimo.

Guarda cosa usano i concorrenti in cima alla mappa

  1. Cerca su Google Maps il tuo servizio principale insieme alla città o al quartiere, come farebbe un cliente.
  2. Apri le prime schede che compaiono: sotto il nome di ognuna c'è la sua categoria principale.
  3. Annota quelle che si ripetono. Se i primi risultati usano una categoria più precisa della tua, chiediti se descrive anche te.
  4. Non inseguire le secondarie: di solito non si vedono nella scheda e, in ogni caso, devono descrivere ciò che fai tu.

Non si tratta di copiare: è un modo rapido per scoprire voci dell'elenco a cui non avevi pensato. Se una categoria non ti descrive, lasciala perdere anche se la usano tutti.

Quando cambiarla, e con quali cautele

Ha senso cambiare la categoria principale quando cambia davvero l'attività, per esempio il bar che diventa soprattutto ristorante, o quando scopri una voce più precisa di quella che usi. Non ha senso cambiarla con le stagioni, gelateria d'estate e cioccolateria d'inverno: il lato stagionale si racconta con le secondarie, le foto e i post.

  • Fai una modifica alla volta e annota la data, così potrai capire che effetto ha avuto.
  • Metti in conto che una modifica importante può far partire un controllo da parte di Google e che, per qualche tempo, la visibilità può oscillare.
  • Aggiorna anche il sito, perché racconti la stessa attività della scheda.

Le categorie da non usare

  • Servizi che non offri, scelti solo perché molto cercati: confondono i clienti e vanno contro le indicazioni di Google, che chiede di usare il minor numero di categorie necessario per descrivere l'attività principale.
  • Categorie usate come parole chiave: aggiungerne tante "per sicurezza" non aiuta nessuno a capire cosa fai.
  • Categorie al posto degli attributi: caratteristiche come dehors, Wi-Fi o ingresso accessibile si indicano con gli attributi della scheda.
  • Parole chiave nel nome: quando la categoria sembra non bastare, viene la tentazione di aggiungere "pronto intervento" al nome dell'attività. Le norme di Google lo vietano: il nome deve essere quello reale, come spiega la guida su come scegliere il nome della tua attività.

Nelle ricerche fatte da chi è nei dintorni, la categoria lavora insieme alla distanza e alle recensioni: ne parla la guida sulle ricerche "vicino a me".

Domande frequenti

Categoria della scheda Google: le domande più comuni

Quante categorie secondarie posso aggiungere?

Google ne consente diverse, ma il limite non è un obiettivo: aggiungi solo quelle che descrivono attività che svolgi davvero e con continuità. Spesso ne bastano due o tre.

Non trovo la categoria esatta per la mia attività: cosa faccio?

Scegli la più vicina e precisa tra quelle disponibili, e racconta il resto nella descrizione e nei servizi della scheda. L'elenco cambia nel tempo, quindi ogni tanto ricontrolla.

Se cambio categoria perdo le recensioni?

No: le recensioni sono legate alla scheda, non alla categoria. Restano tutte anche se modifichi la categoria principale o le secondarie.

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