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SEO delle immagini: nome del file, testo alternativo e peso, con un esempio

Per capire cosa mostra una foto, Google si aiuta molto con il testo che la accompagna. Segui un'immagine dal telefono alla pagina e scopri cosa sistemare, senza competenze tecniche.

Aggiornata il 27 settembre 20264 minuti di lettura

Esempio: la tua attività al primo posto su Google cercando “ottico verona centro”.

Prendiamo una foto qualunque: la tagliata di tonno della tua trattoria, scattata con il telefono. Si chiama IMG_4821.jpg, pesa qualche megabyte e sul sito compare senza alcuna descrizione. Per chi guarda la pagina va benissimo; per chi usa un lettore di schermo è un rettangolo muto, e Google ha pochi indizi per capire cosa mostra. Seguiamola dal telefono alla pagina, un passaggio alla volta.

1. Il nome del file

Prima di caricarla, rinomina il file: tagliata-tonno-sesamo.jpg dice molto più di IMG_4821.jpg. Google stessa consiglia nomi di file brevi e descrittivi. Le regole sono le stesse degli indirizzi delle pagine: parole minuscole separate da trattini, niente spazi, niente accenti, poche parole che descrivono cosa si vede. È un segnale piccolo, ma costa dieci secondi.

2. Peso e formato

Una foto appena scattata con lo smartphone è molto più grande di quanto serva a una pagina web. Va ridimensionata alla larghezza con cui verrà davvero mostrata, e poi compressa: a occhio la differenza è minima, nei tempi di caricamento no, soprattutto da telefono con rete mobile.

I formati più recenti, come WebP e AVIF, a parità di qualità di solito pesano meno del classico JPEG, e i browser più diffusi li leggono senza problemi. Alcuni CMS, piattaforme e servizi di hosting li creano in automatico dalla foto che carichi. Le dimensioni consigliate per ogni uso sono nella guida sulle foto per il sito web; perché il peso conta così tanto lo spiega quella sul sito lento a caricare.

3. Il testo alternativo

Il testo alternativo delle immagini, detto anche attributo alt, è una breve descrizione inserita nel codice della pagina. Lo legge ad alta voce il lettore di schermo usato da chi non vede, compare al posto della foto se questa non si carica, e aiuta Google a capire cosa mostra l'immagine. Nei CMS di solito è un campo chiamato proprio "testo alternativo", accanto all'immagine.

Quattro testi alternativi per la stessa foto, dal peggiore al migliore
Testo alternativoCom'è
(vuoto)Chi usa un lettore di schermo non sa cosa c'è, e Google ha un indizio in meno
"foto1"Non descrive niente
"ristorante pesce miglior ristorante pesce tonno ristorante"Parole chiave ripetute: fastidioso da ascoltare e contrario alle indicazioni di Google
"Tagliata di tonno con sesamo e verdure grigliate"Descrive cosa si vede, in modo naturale: è quello giusto

Due accorgimenti. Non iniziare con "immagine di": il lettore di schermo annuncia già che si tratta di un'immagine. E per gli elementi solo decorativi, come linee o sfondi, lascia il testo alternativo vuoto, così vengono saltati. Del resto il testo alternativo fa parte dell'accessibilità del sito: non è solo una questione di Google.

4. Didascalia e testo intorno

Google guarda anche dove si trova l'immagine: il titolo della pagina, il paragrafo vicino, la didascalia. La foto di un bagno ristrutturato nella pagina dedicata alle ristrutturazioni, accanto a un testo che racconta il lavoro, è molto più chiara della stessa foto in una galleria senza parole. La didascalia, la riga sotto l'immagine, aiuta anche chi visita la pagina a capire cosa sta guardando: "Bagno con doccia a filo pavimento, lavoro completato in cinque giorni".

Al contrario, non affidare informazioni importanti al testo dentro le immagini, come orari, prezzi o il menu fotografato. Google e i lettori di schermo possono non riuscire a leggerle, e da smartphone sono scomode da ingrandire. Scrivile come testo normale.

5. Google Immagini: dove fa la differenza

Per alcuni settori la ricerca per immagini è una vetrina in più. Chi cerca idee per una torta di compleanno, un bouquet da sposa, una cucina su misura o un taglio di capelli spesso sfoglia Google Immagini prima di scegliere a chi rivolgersi. Se lavori nella ristorazione e nella pasticceria, nell'arredamento e nella falegnameria, nei matrimoni e negli eventi o nella cura della persona, curare nomi, testi alternativi e pagine delle foto ha ancora più senso.

Una condizione: le foto devono essere tue. Quelle prese da altri siti non ti aiutano a farti trovare, perché di solito Google mostra l'originale, e possono violare i diritti di chi le ha scattate.

La checklist per ogni nuova foto

  • Nome del file descrittivo, con le parole separate da trattini.
  • Ridimensionata e compressa, in un formato leggero.
  • Testo alternativo che descrive la foto in una frase.
  • Inserita nella pagina giusta, vicino al testo che ne parla.
  • Didascalia, se aggiunge un'informazione utile.
  • Foto tua, o con il permesso scritto di usarla.
Domande frequenti

SEO delle immagini: le domande più comuni

Devo scrivere il testo alternativo anche per il logo?

Sì: di solito basta il nome dell'attività, per esempio "Trattoria Da Nino". Se il logo porta alla home page, puoi indicarlo, come "Trattoria Da Nino, home page".

Testo alternativo e titolo dell'immagine sono la stessa cosa?

No. Il testo alternativo descrive l'immagine per chi non la vede ed è quello che conta; il titolo è un'informazione in più che alcuni browser mostrano passando sopra con il mouse, e spesso si può lasciare vuoto.

Le immagini rallentano davvero il sito?

Nei siti delle piccole attività sono spesso la parte più pesante delle pagine. Foto caricate così come escono dal telefono possono rallentare molto il caricamento, soprattutto da smartphone con rete mobile.

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