Negozi e commercio

Il capo lo vedono sul telefono, lo provano da te

Un vestito si scopre sul telefono, ma si compra dopo averlo provato. Il sito del tuo negozio deve mostrare collezioni e nuovi arrivi, dire quando partono i saldi e far chiedere la taglia su WhatsApp, prima che il cliente esca di casa.

Esempio: la tua attività al primo posto su Google cercando “abbigliamento donna civitanova marche”.
Cosa mettiamo nel sito

Cosa guarda online chi poi viene a provare

Prima di entrare in un negozio di abbigliamento si vuole capire lo stile, le taglie e le novità: il sito lo dice in pochi tocchi.

Stile e marchi

Per chi vesti, che stile hai e quali marche tieni, scritte a parole: così chi le cerca con il nome del paese può trovarti.

Nuovi arrivi

Pochi capi scelti, fotografati in negozio e cambiati spesso: le foto le mandi su WhatsApp, le pubblichiamo noi.

Chiedi la tua taglia

Un messaggio già pronto con capo, colore e taglia: rispondi se c'è e lo metti da parte per la prova.

Saldi con le date giuste

Inizio e fine dei saldi nella tua regione, orari del primo giorno e cambi sui capi scontati, scritti chiari.

Sartoria e cerimonie

Orli, piccole modifiche, abiti da cerimonia con la prova su appuntamento: solo i servizi che offri davvero.

Come arrivare

Parcheggi, zona pedonale, fermate dell'autobus: poche righe per chi viene apposta a provare un capo.

Chi entra in un negozio di abbigliamento spesso ha già visto qualcosa: un cappotto in vetrina passando in macchina, una giacca in una foto, un vestito addosso a un'amica. Prima di uscire di casa vuole sapere tre cose: se da te trova il suo stile, se c'è la sua taglia e se vale la pena venire a provare. Che tu abbia una boutique in centro o il negozio di famiglia in paese, un sito web per negozi di abbigliamento serve a rispondere a queste domande e a portare le persone fino al camerino.

Stile e marchi, detti nelle prime righe

L'insegna spesso non dice niente dello stile. Le prime righe del sito sì: classico o sportivo, da cerimonia o da tutti i giorni, donna, uomo o bambino, dalla taglia 40 alla 54 o con una linea di taglie comode. Sono le parole con cui la gente cerca, come «abbigliamento donna taglie comode» con il nome della città, e sono quelle che fanno capire a Google per chi mostrarti.

Poi i marchi. Chi ha visto un capo sul sito di una marca spesso cerca dove provarlo vicino a casa: scrivi a parole le marche che tieni, in una pagina dedicata, e precisa se hai tutta la collezione o solo una parte. Loghi e foto delle campagne usali come il marchio ti permette, e le marche che non tratti lasciale fuori, anche se porterebbero visite.

Dal telefono al camerino, in quattro passaggi

Il percorso che il sito deve rendere facile è quasi sempre lo stesso:

  1. Vede il capo tra i nuovi arrivi, con una foto scattata in negozio e i colori e le taglie in cui l'hai ordinato.
  2. Chiede la taglia con un pulsante che apre WhatsApp e un messaggio già pronto: capo, colore, taglia.
  3. Tu rispondi se c'è, magari con una foto del dettaglio o del capo indossato, e se serve lo metti da parte fino al giorno dopo.
  4. Viene a provarlo: se la taglia non va ne prova un'altra, o un modello simile che proponi tu.

È il vantaggio del negozio sugli acquisti online: la prova, il consiglio di chi conosce i capi, l'orlo sistemato. Il sito deve solo accompagnare chi compra fino alla porta. Altre idee sulla formula «chiedi e metti da parte» sono nella guida su come portare clienti in negozio con Google.

Nuovi arrivi: pochi capi, cambiati spesso

La sezione dei nuovi arrivi è quella che fa tornare sul sito, a patto che si muova. Non serve fotografare tutto il negozio: bastano pochi capi scelti, fotografati bene e cambiati spesso, più un annuncio in home quando arriva la collezione primavera-estate o quella autunno-inverno. Funzionano le foto fatte in negozio con luce naturale, sul manichino o indossate da chi lavora con te, se è d'accordo, con una riga su tessuto, vestibilità e abbinamenti. Abbinare, del resto, è il tuo mestiere: un look completo, con pezzi che stanno sugli stessi scaffali, invoglia più di un capo da solo. Le foto le mandi su WhatsApp, le pubblichiamo noi.

Se usi già Instagram, le stesse foto servono anche lì: Instagram parla a chi ti segue, il sito a chi cerca «negozio di abbigliamento» con il nome del paese e non ti conosce ancora. Come farli lavorare insieme lo spiega la guida su Instagram per le attività.

Saldi: date chiare, niente sorprese alla cassa

Nei giorni prima dei saldi le ricerche cambiano: «saldi» con il nome della città, «quando iniziano i saldi», «negozi aperti domenica». Una pagina dedicata, in evidenza per tutto il periodo, risponde prima delle telefonate:

  • le date di inizio e di fine giuste per la tua zona, perché le stabilisce ogni Regione;
  • gli orari del primo giorno e delle domeniche, se apri;
  • quali collezioni sono in saldo e quali restano fuori;
  • come funzionano prove e cambi sui capi scontati.

Anche online, come in vetrina, ci sono regole su come indicare il prezzo di partenza e lo sconto, e in alcune regioni anche sulle promozioni nelle settimane prima dei saldi: per i dettagli chiedi alla tua associazione di categoria. Finiti i saldi, la home torna alle novità della stagione.

Taglie, cambi, sartoria: le risposte di tutti i giorni

Alcune domande arrivano al banco e al telefono ogni settimana. Scritte una volta sul sito, fanno risparmiare tempo a te e a chi ti cerca:

  • Taglie: quali tieni, come vestono i marchi principali, se puoi ordinare una taglia che non hai.
  • Cambi: entro quanti giorni, con lo scontrino, e se valgono anche per i capi in saldo.
  • Sartoria: orli, maniche, piccole modifiche, e in quanto tempo di solito sono pronti.
  • Buoni regalo: come si comprano e fino a quando si possono usare.

Vendere online è un altro mestiere: ogni capo si moltiplica per taglie e colori, il magazzino va tenuto allineato con il negozio, spedizioni e resi vanno organizzati. Se ci stai pensando, si prepara con un sito e-commerce e un piano su misura. Per cominciare, un sito internet per negozio di abbigliamento fa già il suo lavoro se porta le persone a provare.

Nell'abbonamento delegasito, da 89€ al mese, ci sono dominio, hosting, modifiche e la cura delle ricerche locali su Google: nuovi arrivi, date dei saldi e orari di dicembre li aggiorniamo noi. Basta un messaggio su WhatsApp, e dall'altra parte trovi sempre lo stesso referente.

Domande frequenti

Sito per negozi di abbigliamento: domande e risposte

Posso mostrare sul sito le taglie disponibili in negozio?

Si può, ma a mano non conviene: le taglie cambiano ogni giorno e un elenco vecchio fa venire clienti per niente. Di base il sito ha il pulsante WhatsApp per chiedere. Se usi un gestionale di magazzino, collegarlo al sito per mostrare le disponibilità aggiornate si fa con un piano su misura.

Vendo anche abiti da cerimonia: serve una pagina a parte?

Sì. Chi cerca un abito per un matrimonio o una laurea comincia settimane prima e usa parole diverse, come «abito da cerimonia» con il nome della città. Una pagina con le foto dei modelli, la prova su appuntamento, le modifiche di sartoria e i tempi per ordinare una taglia risponde proprio a queste persone.

Posso pubblicare le foto dei clienti con i capi comprati da me?

Sì, se sono d'accordo: chiedi il permesso prima di pubblicare, meglio per iscritto, e rispetta chi preferisce di no. Non servono per forza volti riconoscibili: un dettaglio o una foto di spalle raccontano lo stesso l'abbinamento e il tuo stile.

Quanto costa il sito per un negozio di abbigliamento?

L'abbonamento parte da 89€ al mese con sito, dominio, hosting, SEO e manutenzione inclusi. Il canone esatto dipende da pagine e funzionalità.

Vuoi più clienti da Google?

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