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Instagram per attività commerciali: cosa pubblicare e come portare clienti in chat

Non serve diventare influencer: basta un profilo chiaro, aggiornato con costanza e collegato a WhatsApp e al sito. Ecco come impostarlo, cosa pubblicare e tre esempi concreti: un bar, una parrucchiera e un falegname.

Aggiornata il 27 settembre 20265 minuti di lettura

Esempio: la tua attività al primo posto su Google cercando “meccanico aperto sabato”.

Il profilo Instagram di un'attività ha un compito preciso: far capire in pochi secondi chi sei, cosa fai, dove sei e come contattarti. Chi ci arriva legge la bio, scorre le ultime foto, magari apre una storia, e decide se scriverti. Non contano le migliaia di follower: conta che in quei pochi secondi trovi quello che cerca.

Da profilo personale ad account professionale

Se usi un profilo personale per l'attività, passa a un account professionale: è gratuito, si attiva dalle impostazioni in pochi minuti e non perdi né foto né follower. Tra i due tipi proposti, per un negozio, un locale o un artigiano di solito si sceglie quello pensato per le aziende. In cambio ottieni:

  • le statistiche: quante persone vedono i contenuti, da dove arrivano, cosa funziona meglio;
  • i pulsanti di contatto sul profilo, come chiamata, email, indicazioni stradali e WhatsApp;
  • la categoria dell'attività, che compare sotto il nome;
  • la possibilità di sponsorizzare i post, se un giorno vorrai farlo.

Se invece apri da zero un account Instagram per l'attività, registralo con l'email dell'attività e non con quella personale di un collaboratore: il profilo deve restare all'attività anche quando le persone cambiano.

La bio: quattro informazioni in poche righe

Lo spazio è poco, quindi ogni parola deve servire. La bio deve dire cosa fai, dove, cosa ti distingue e come contattarti. Nel campo del nome, accanto al nome dell'attività, puoi aggiungere mestiere e città: aiuta chi ti cerca dentro Instagram.

Esempio di bio (inventato): Salone Chiara, parrucchiera a Muggia. Colore e tagli corti su misura. Via Roma 12, dal martedì al sabato. Prenota su WhatsApp dal pulsante qui sotto.

In poche righe ci sono mestiere, zona, specialità, indirizzo, giorni di apertura e il passo successivo. Frasi come «passione e professionalità» occupano spazio senza dire nulla.

Nel link della bio metti la pagina più utile: il sito, la pagina delle prenotazioni o il menu. Puoi inserire più di un link, ma quello in evidenza è il primo, quindi scegli bene l'ordine.

Cosa pubblicare quando non sai cosa pubblicare

  • Il lavoro finito: il piatto, il taglio, il mobile montato, la vetrina nuova. Foto vere, con luce naturale.
  • Il dietro le quinte: l'impasto all'alba, il legno appena arrivato, la preparazione di un evento. Mostra la cura che il cliente non vede.
  • Le persone: chi lavora con te, con nome e ruolo. I clienti solo con il loro consenso.
  • Le novità concrete: il prodotto appena arrivato, il piatto di stagione, gli orari delle feste.
  • Le risposte alle domande di sempre: «si può prenotare?», «fate anche consegne?», «quanto dura un trattamento?».
  • Il prima e dopo, se il tuo lavoro trasforma qualcosa: capelli, restauri, giardini, pulizie.

Quanto ai formati: foto e caroselli, cioè più immagini in un solo post, servono a mostrare; i reel, video brevi in verticale, raccontano un procedimento; le storie sono per l'aggiornamento del giorno. Puoi anche fissare in cima al profilo i post più importanti, così chi arriva li vede per primi.

Storie e storie in evidenza

Le storie restano visibili 24 ore, poi spariscono. Quelle utili, però, puoi salvarle nelle storie in evidenza, le raccolte con la copertina rotonda che restano sotto la bio: una piccola vetrina fissa. Per un'attività funzionano bene raccolte come Menu, Prezzi, Dove siamo, Lavori, Recensioni, Orari. Aggiornale quando cambia qualcosa: una raccolta con i prezzi dell'anno scorso crea solo equivoci.

Tre attività, tre profili

Il bar di quartiere

Una storia ogni mattina con le brioche appena sfornate, un post sul piatto del pranzo, storie in evidenza con orari e menu. Una volta al mese un volto: la barista, il torrefattore che fornisce il caffè, il cliente storico che accetta di farsi fotografare.

La parrucchiera

Caroselli prima e dopo, con il consenso scritto della cliente; reel brevi sulle tecniche di colore; una storia a inizio settimana con gli orari ancora liberi. In bio, la prenotazione su WhatsApp.

Il falegname

Video di pochi secondi in laboratorio, un progetto raccontato dall'inizio alla fine in un carosello, la zona servita nella bio, storie in evidenza divise per tipo di lavoro: cucine, porte, restauri. Qui Instagram fa da portfolio, mentre il sito spiega servizi e preventivi.

Farsi conoscere con le attività vicine

Su Instagram ci si fa conoscere anche attraverso gli altri. Tagga fornitori e partner, aggiungi la posizione ai post, usa pochi hashtag pertinenti, compreso quello della città. Con i post in collaborazione, lo stesso contenuto compare sia sul tuo profilo sia su quello di un'altra attività: la pasticceria che fornisce il bar, il fiorista che allestisce i matrimoni nella tua location. Per idee e accordi c'è la guida sulle collaborazioni tra attività locali.

Costanza e strada verso la chat

Scegli un ritmo che riesci a mantenere per mesi: meglio due contenuti a settimana per sempre che uno al giorno per tre settimane. Aiuta scattare molte foto in una giornata tranquilla e programmare i post con gli strumenti gratuiti di Meta.

Ogni contenuto dovrebbe lasciare una strada per contattarti: «scrivici su WhatsApp», «prenota dal link in bio», «chiamaci per sapere se è disponibile». Rispondi in fretta ai messaggi diretti. E ricorda che il profilo sta su una piattaforma con regole sue: sito e scheda Google restano la base, Instagram è la vetrina che li fa scoprire. Se vuoi raggiungere più persone della zona, puoi sponsorizzare i post: se ne parla nella guida su come sponsorizzare su Facebook e Instagram.

Domande frequenti

Instagram per attività: domande e risposte

Quanti hashtag devo usare?

Pochi e pertinenti: il tuo settore, la città, al massimo qualche tema specifico. Di solito contano di più foto chiare, una descrizione utile e la posizione indicata nel post.

Posso pubblicare le foto dei clienti?

Solo con il loro consenso, meglio se scritto, soprattutto quando il volto è riconoscibile; per i minori serve quello dei genitori. Nel dubbio, fotografa il lavoro senza mostrare il viso.

Meglio Instagram o la pagina Facebook?

Dipende dai tuoi clienti: Instagram è più visivo, Facebook resta utile per eventi e gruppi della zona. Nessuno dei due sostituisce il sito e la scheda Google, che restano la base della tua presenza online.

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