Casa e immobili

Progetti fotografati bene e raccontati con chiarezza: il sito del tuo studio

Chi sceglie un architetto guarda le foto, ma decide leggendo: che problema avevano quei committenti, come hai lavorato, quanto è durato il cantiere. Il tuo sito deve mostrare i lavori realizzati con buone immagini e parole chiare, e spiegare come si comincia a lavorare con te.

Esempio: la tua attività al primo posto su Google cercando “architetto ristrutturazione casa bergamo”.
Cosa mettiamo nel sito

Portfolio, metodo, contatti: le pagine di uno studio di architettura

Le foto attirano, ma a far scegliere sono i dettagli: progetti simili al proprio, un metodo chiaro e un modo semplice per cominciare.

Progetti per tipo

Ristrutturazioni, case nuove, recuperi, negozi e interni: chi deve rifare casa trova subito i lavori simili al suo.

Il racconto di ogni lavoro

Punto di partenza, richieste dei committenti, scelte e tuo ruolo, in poche righe accanto alle foto.

Foto con il sì dei committenti

Pubblicate con l'accordo dei committenti, senza indirizzi né oggetti personali, nel rispetto degli accordi con il fotografo.

Le fasi, dal rilievo alla consegna

Primo incontro, rilievo, progetto, pratiche e cantiere: cosa succede in ogni fase e cosa riceve il committente.

Anche servizi singoli

Progetto completo, solo interni, pratiche o direzione dei lavori: ogni servizio con la sua pagina, per chi cerca proprio quello.

Richiesta di primo incontro

Un modulo che chiede tipo di immobile, zona e cosa si vuole fare, più WhatsApp e telefono per fissare l'incontro.

Chi cerca un architetto di solito ha già in mente una casa: l'appartamento appena comprato da rinnovare, la casa dei nonni da recuperare, il negozio da aprire. Apre il sito e cerca progetti che somiglino al suo. Se trova foto bellissime senza una parola, non capisce se sei adatto a lui; se trova solo testo, non vede cosa sai fare. Un buon sito internet per architetti tiene insieme le due cose: immagini curate e racconti brevi, ordinati in modo che ognuno trovi in fretta i lavori che lo riguardano.

Un portfolio da sfogliare per tipo di progetto

Meglio pochi progetti ben presentati che cinquanta cartelle di foto. Dividili come li cerca il cliente: ristrutturazioni di appartamenti, case nuove e ampliamenti, recupero di edifici storici o rurali, negozi e uffici, interni. Chi deve ristrutturare un trilocale va dritto alla sua sezione, e ogni sezione può comparire su Google per ricerche precise, come «architetto ristrutturazione» con il nome della città.

Distingui con chiarezza i lavori costruiti dai concorsi, dai progetti rimasti sulla carta e dai rendering: servono tutti a mostrare come pensi, ma chi legge deve sapere cosa esiste davvero. E se un progetto l'hai seguito come collaboratore di un altro studio, scrivilo, con il tuo ruolo: è corretto verso i colleghi e ti evita imbarazzi quando qualcuno riconosce l'edificio.

Come raccontare un progetto in cinque righe

Le foto mostrano il risultato, il testo spiega il ragionamento. Per ogni lavoro bastano poche informazioni, sempre nello stesso ordine: il punto di partenza, le richieste dei committenti, le scelte principali, il tuo ruolo e la durata. Per esempio:

Esempio: «Appartamento di novanta metri quadri in un condominio degli anni Sessanta. Una famiglia con due figli chiedeva più luce e una camera in più. Abbiamo spostato la cucina verso il soggiorno, ricavato la terza camera dal vecchio corridoio, seguito le pratiche e la direzione dei lavori. Cantiere di quattro mesi.»

Chi ha una casa simile si riconosce, e Google trova le parole che descrivono il lavoro, cosa che una galleria di sole immagini non gli offre. Il sito web di un architetto costruito così migliora con il tempo: ogni progetto aggiunto è una pagina in più che risponde alla domanda di qualcuno.

Le foto dei lavori, con il permesso di chi ci vive

Una casa finita è prima di tutto la casa di qualcuno. Prima di pubblicare le foto chiedi il permesso ai committenti, meglio per iscritto, magari già nell'incarico, con una scelta chiara tra sì e no. Molti accettano volentieri se spieghi cosa mostrerai: nessun indirizzo preciso, niente oggetti personali o foto di famiglia inquadrati, nessun volto riconoscibile senza un consenso a parte. Per negozi e uffici vale lo stesso con il titolare. E se un committente, più avanti, ti chiede di togliere una foto, toglila.

Se le immagini le ha scattate un fotografo, controlla cosa prevede l'accordo con lui: dove puoi pubblicarle e se va indicato il suo nome. Se invece le scatti tu, bastano luce naturale, stanze in ordine e qualche accorgimento su formato e peso, spiegati nella guida sulle foto per il sito.

Come si lavora con te, dal primo incontro alla consegna

Chi non ha mai lavorato con un architetto teme due cose: perdere il controllo delle spese e non capire cosa succede. Una pagina sul metodo toglie molti dubbi:

  1. Primo incontro, in studio o sul posto: esigenze, vincoli, budget, e cosa portare, come planimetrie e documenti della casa.
  2. Rilievo e verifiche: misure, stato dei luoghi, controllo dei documenti dell'immobile.
  3. Progetto: prime proposte, varianti, scelta dei materiali, eventuali rendering.
  4. Pratiche: quelle necessarie per i lavori, spiegate senza sigle.
  5. Cantiere: direzione dei lavori, rapporti con le imprese, sopralluoghi, consegna.

Per ogni fase scrivi cosa riceve il committente e quando deve prendere una decisione. Se offri anche servizi singoli, per esempio solo il progetto degli interni o solo le pratiche, dedica loro una pagina a parte: molti cercano proprio quello.

Regole della professione e primo contatto

Anche gli architetti hanno regole sul modo di comunicare: in generale informazioni vere e verificabili, niente confronti con i colleghi, niente promesse sui risultati. Premi, pubblicazioni e mostre si possono citare se sono reali e documentabili; i nomi dei committenti, solo con il loro consenso. Per i dubbi su come presentare curriculum o compensi, chiedi al tuo Ordine prima di pubblicare.

Il contatto, infine, deve essere semplice: un modulo che chiede tipo di immobile, zona e cosa si vuole fare, il telefono e il pulsante WhatsApp. Con l'abbonamento delegasito, da 89€ al mese, il sito è costruito su misura attorno ai tuoi progetti. Quelli nuovi li pubblichiamo noi quando ci mandi foto e testo, e se un committente cambia idea su una foto basta un messaggio per toglierla.

Domande frequenti

Sito per architetti: domande e risposte

Posso pubblicare i rendering di progetti non ancora realizzati?

Sì, se è chiaro cosa sono: una sezione per progetti e concorsi separata dai lavori costruiti, oppure l'indicazione «rendering» accanto all'immagine. Mostrano come pensi, ma chi cerca un architetto per la sua casa vuole vedere anche cantieri conclusi e case abitate.

Ho pochi lavori fotografati bene: da dove comincio?

Da tre o quattro progetti raccontati con cura, anche con foto scattate da te con buona luce, e dalla pagina sul metodo. Il portfolio cresce un lavoro alla volta, e ogni progetto nuovo lo pubblichiamo noi, nella sezione del suo tipo.

Collaboro spesso con ingegneri e imprese: devo citarli?

Se hanno lavorato al progetto, citarli con il loro ruolo è corretto e mostra che sai coordinare un gruppo di lavoro. Meglio avvisarli prima e indicare sempre chi ha fatto cosa, soprattutto per strutture e impianti.

Quanto costa il sito per uno studio di architettura?

L'abbonamento parte da 89€ al mese con sito, dominio, hosting, SEO e manutenzione inclusi. Il canone esatto dipende da pagine e funzionalità.

Vuoi più clienti da Google?

Raccontaci la tua attività: ti spieghiamo come ti faremmo trovare e quale piano fa per te. Senza impegno.