Chi ha un problema legale cerca la sua area del diritto, non un elenco
Chi cerca un avvocato non scrive solo "avvocato": scrive separazione, licenziamento, eredità, con il nome della città. Un buon sito web per avvocati gli fa capire in pochi secondi se sei la persona giusta e come fare il primo passo.
Le pagine che non devono mancare a uno studio legale
Chi scrive a un avvocato è spesso preoccupato: ogni pagina deve rassicurare con informazioni chiare, non con promesse.
Un'area del diritto, una pagina
Famiglia, lavoro, successioni: ogni area spiegata con le parole dei clienti e le domande che ti fanno al primo incontro.
Chi sei, senza slogan
Foto vera, percorso professionale, lingue parlate: le informazioni che aiutano a scegliere chi seguirà il caso.
Il primo incontro spiegato
Dove si svolge, quanto dura, cosa portare, se si può fare in videochiamata: meno dubbi prima di chiamare.
Un modulo che chiede poco
Nome, recapito e l'argomento in una riga: i dettagli del caso si raccontano all'incontro, non in un modulo online.
Testi misurati
Informazioni vere e sobrie, senza confronti con i colleghi e senza promesse sull'esito, scritte insieme a te.
Sedi e orari
Indirizzo, orari di ricevimento, parcheggi e mezzi pubblici; se ricevi in più sedi, una sezione per ciascuna.
Dietro ogni ricerca c'è quasi sempre un fatto preciso: una lettera della controparte, un licenziamento, una lite in famiglia per un'eredità. Chi scrive su Google è preoccupato, spesso lo fa di sera dal telefono, e apre due o tre siti. Si ferma sul primo che gli fa capire, senza giri di parole, che quel problema lo segui davvero e che contattarti è semplice. Un sito web per avvocati che riesce in questo vale più di dieci pagine sulla storia dello studio.
Le aree del diritto, una per pagina
La tentazione è elencare tutto: civile, penale, lavoro, famiglia, amministrativo. Così però chi cerca non si riconosce, e Google non capisce per quali ricerche mostrarti. Meglio scegliere le aree di cui ti occupi davvero e dedicare a ciascuna una pagina, scritta con le parole dei clienti. Immagina, per esempio, uno studio che segue soprattutto famiglia, lavoro e successioni:
- Famiglia: separazioni, divorzi, affidamento dei figli, mantenimento, con due righe sulla differenza tra separazione consensuale e giudiziale.
- Lavoro: licenziamenti, contestazioni disciplinari, stipendi non pagati, con l'indicazione se assisti lavoratori, aziende o entrambi.
- Successioni: testamenti, divisioni tra eredi, liti in famiglia sull'eredità.
- Lo studio: chi siete, dove ricevete, come lavorate.
- Il primo incontro: come si fissa, quanto dura, cosa portare, se è a pagamento.
Ogni pagina può rispondere in modo generale alle domande che ti fanno più spesso, senza trasformarsi in una consulenza gratuita: quali sono le fasi, quali documenti servono, perché conviene muoversi per tempo. Il caso concreto resta per l'incontro.
Parlare di te con le regole della professione
Gli avvocati hanno regole precise anche sul modo di presentarsi. In generale le informazioni devono essere corrette, veritiere e verificabili, senza confronti con i colleghi, senza toni suggestivi e senza promesse sull'esito. Conta molto anche la riservatezza: i nomi dei clienti, di regola, non compaiono nelle informazioni al pubblico. Qualche esempio pratico:
| Da evitare | Più corretto |
|---|---|
| «Il miglior divorzista di Torino» | «Mi occupo soprattutto di separazioni e divorzi, a Torino e provincia» |
| «Risultato assicurato» | «Al primo incontro valutiamo insieme le strade possibili, i tempi e i costi» |
| «Tra i nostri clienti…», con nomi di persone o di aziende | «Assistiamo lavoratori e piccole imprese nelle controversie di lavoro» |
| «Specialista in diritto di famiglia», senza averne il titolo | «Mi occupo prevalentemente di diritto di famiglia» |
Per un avvocato, infatti, "specialista" non è un modo di dire ma un titolo che si ottiene con un percorso preciso. Di regola, poi, nelle informazioni sullo studio vanno indicati il titolo professionale, il nome dello studio e l'Ordine di appartenenza. Le regole cambiano nel tempo, e alcune scelte, come pubblicare i compensi o mostrare recensioni, meritano una verifica: prima di pubblicare una frase di cui non sei sicuro, chiedi al tuo Ordine. Noi scriviamo i testi con te, ma l'ultima parola sulle regole della professione è tua.
Il primo contatto, senza dettagli riservati
Chi scrive a un avvocato spesso è in ansia e tende a raccontare tutto nel modulo. Meglio chiedere poco: nome, telefono o email, l'area del problema in una riga e quando preferisce essere richiamato. Una frase sotto il modulo può invitare a non inserire dettagli personali o documenti, che si vedranno all'incontro.
Poi spiega il primo incontro: dove si svolge, quanto dura indicativamente, se può avvenire in videochiamata, cosa portare e se è a pagamento. Sono informazioni semplici, ma tolgono molti dubbi a chi non è mai entrato in uno studio legale. Il pulsante WhatsApp è comodo per fissare o spostare un appuntamento; per parlare del caso, meglio l'incontro.
Da solo o in uno studio associato
Se lavori da solo, il sito è la tua presentazione: una foto vera, il tuo percorso, le aree che segui, le lingue che parli, la sede in cui ricevi. Se siete in più, il sito web del tuo studio legale funziona meglio con una pagina per ogni avvocato: chi cerca un nome lo trova, e chi cerca un'area vede subito chi se ne occupa. Pensa a uno studio di Verona con tre soci: ognuno con la sua pagina, collegata alle aree dello studio.
Molte ricerche, infine, sono locali: "avvocato" con il nome della città o del quartiere. Qui contano la scheda Google dello studio, con categoria, orari e indirizzo corretti, e un sito che ripete le stesse informazioni. Per approfondire come farsi scegliere online con chiarezza e riservatezza, c'è la guida per avvocati e commercialisti.
Un sito internet per avvocati non deve fare rumore: deve essere chiaro, aggiornato e comodo da consultare dal telefono. Con l'abbonamento delegasito lo realizziamo su misura, scriviamo i testi con te e lo teniamo aggiornato: se apri una nuova sede o inizi a seguire un'area nuova, ci scrivi su WhatsApp e modifichiamo noi.
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Sito per avvocati: i dubbi più frequenti
Posso scrivere quante cause ho vinto o raccontare i casi più importanti?
Meglio di no. I numeri sulle cause vinte possono risultare suggestivi, e i racconti dei casi rischiano di violare la riservatezza: le regole della professione sono rigorose su entrambi i punti. Puoi descrivere in generale i tipi di questioni che segui, senza nomi né esiti. Per i dubbi, chiedi al tuo Ordine.
Mi serve un blog con approfondimenti giuridici?
Non è indispensabile. Poche pagine curate, che rispondono in modo generale alle domande più frequenti, per esempio sui tempi di una separazione o su cosa fare dopo una lettera di licenziamento, spesso funzionano meglio di un blog aggiornato di rado. Indica sempre la data e ricorda che non sostituiscono la consulenza.
Come creare un sito web per lo studio legale?
Si parte dalle aree del diritto che segui davvero, da una presentazione sobria di chi sei e dal primo incontro spiegato bene. Creare un sito web per lo studio legale da soli è possibile, ma i testi vanno scritti nel rispetto delle regole della professione e il sito va tenuto aggiornato: per questo molti studi lo affidano a chi lo fa di mestiere.
Quanto costa il sito per uno studio legale?
L'abbonamento parte da 89€ al mese con sito, dominio, hosting, SEO e manutenzione inclusi. Il canone esatto dipende da pagine e funzionalità.
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