Guida

Trovare clienti da avvocato o commercialista con chiarezza, risposte rapide e riservatezza

Chi cerca un avvocato o un commercialista vuole capire in fretta se ti occupi del suo problema e se può fidarsi. Ecco come dirlo online in modo chiaro, nel rispetto delle regole della tua professione.

Aggiornata il 27 settembre 20264 minuti di lettura

Esempio: la tua attività al primo posto su Google cercando “b&b centro storico siena”.

Nessuno sceglie un avvocato perché il sito ha un bel logo, e nessuno cambia commercialista per una foto dell'ufficio. Si sceglie un professionista quando si capisce che si occupa esattamente del problema che si ha, che lavora in modo serio e che è facile da raggiungere. Online il lavoro è far arrivare queste tre informazioni a chi ti cerca, senza toni pubblicitari.

Aree di competenza, dette in chiaro

Elencare tutto equivale a non dire niente. Meglio indicare le aree di cui ti occupi davvero, con parole comprensibili e qualche esempio dei casi che segui.

Prima: «Consulenza e assistenza in tutti i settori del diritto civile, penale, amministrativo e del lavoro.»

Dopo: «Mi occupo soprattutto di famiglia e condominio: separazioni e divorzi, affidamento dei figli, liti tra vicini e con l'amministratore. Ricevo in studio e, per le consulenze, anche a distanza.»

Per un commercialista: «Seguiamo partite IVA individuali e piccole società: apertura dell'attività, contabilità, dichiarazioni e scadenze, con un referente fisso per ogni cliente.»

Per trovare clienti da avvocato questa chiarezza lavora due volte: chi legge capisce subito se sei la persona giusta, e Google capisce meglio per quali ricerche mostrarti, come «avvocato separazione» con il nome della città.

Le domande dei clienti diventano contenuti

Le domande che ti fanno al primo incontro sono spesso le stesse che le persone scrivono su Google. Rispondere sul sito in modo generale, senza sostituire la consulenza, ti fa trovare e porta clienti già un po' orientati. Qualche esempio:

  • «Quanto dura una separazione consensuale?» Una pagina che descrive in generale le fasi e spiega come si svolge il primo incontro.
  • «Ho ricevuto una diffida: cosa faccio?» Cosa portare all'appuntamento e perché conviene non lasciar passare troppo tempo.
  • «Mi conviene aprire la partita IVA?» Una pagina per chi avvia un'attività: come la segui, quali documenti servono, come si lavora insieme.
  • «Come si cambia commercialista?» I passaggi pratici per trasferire la contabilità, spiegati in modo semplice.

Non serve pubblicare ogni settimana: meglio poche pagine curate e aggiornate. Se pensi a un blog, leggi prima la guida sul blog aziendale; per il modo di scrivere, quella sui testi del sito.

Scheda Google e LinkedIn: due vetrine diverse

La scheda Google serve a chi cerca un professionista vicino, per esempio «commercialista» o «avvocato del lavoro» con il nome della città. Curala come l'ingresso dello studio: nome reale, categoria corretta, orari, un telefono che risponde, foto dell'ingresso e degli ambienti.

LinkedIn parla a un altro pubblico: imprenditori, aziende, altri professionisti. Per trovare clienti da commercialista, o da avvocato che lavora con le imprese, un profilo completo e qualche contenuto utile ogni tanto, come una novità spiegata in parole semplici o una scadenza da ricordare, possono portare contatti che da Google non arriverebbero. Non serve pubblicare ogni giorno: serve che chi ti cerca per nome trovi un profilo curato e coerente con il sito.

Il primo contatto: semplice e veloce

  • Più modi per contattarti: telefono, email, un modulo breve. WhatsApp va bene per fissare un appuntamento, meno per discutere il caso.
  • Un modulo che chiede poco: nome, recapito e una riga sull'argomento. Invita a non inserire dettagli riservati: quelli si raccolgono all'incontro.
  • Tempi di risposta dichiarati e rispettati, per esempio entro un giorno lavorativo. Chi scrive a un professionista spesso è in ansia, e il silenzio pesa.
  • Il primo incontro spiegato: dove si svolge, quanto dura, cosa portare, se si può fare a distanza e se è a pagamento.

Aree di attività, presentazione dei professionisti e contatti sono l'ossatura dei siti per professionisti, con esempi per ciascuna professione.

Regole della professione, recensioni e riservatezza

Avvocati e commercialisti hanno regole deontologiche anche sulla comunicazione: cosa si può dire di sé, come presentare servizi e compensi, quali toni evitare. Cambiano da una professione all'altra e nel tempo, quindi il riferimento resta il tuo ordine: se hai un dubbio su una frase, una testimonianza o un'iniziativa promozionale, chiedi prima di pubblicare.

Sulle recensioni vale la stessa prudenza. Rispondere è utile, ma la risposta non deve rivelare niente del rapporto professionale: né il caso, né l'esito, né il fatto stesso che quella persona sia tua cliente. Un ringraziamento cortese, o l'invito a parlarne in privato, basta quasi sempre. Se una recensione ti sembra falsa o offensiva, segnalala alla piattaforma e, nei casi più gravi, valuta con un legale di fiducia come procedere.

Domande frequenti

Avvocati e commercialisti: i dubbi più frequenti

Posso pubblicare i compensi sul sito?

Dipende dalla professione e dalle indicazioni del tuo ordine, da verificare prima. Spesso si preferisce spiegare come si calcola il compenso e cosa comprende il primo incontro, e dare un preventivo dopo aver capito il caso.

Un sito serve anche se lavoro quasi solo con il passaparola?

Sì, perché anche chi arriva su consiglio di un conoscente spesso ti cerca online prima di chiamare. Un sito chiaro conferma quello che gli hanno detto; un sito assente o fermo da anni può far nascere qualche dubbio.

Meglio un unico sito per lo studio associato o uno per ogni professionista?

Di solito funziona un unico sito con una pagina per ciascun professionista e le sue aree di competenza: chi cerca un nome lo trova, e lo studio mantiene un'immagine unitaria. Un sito separato ha senso solo per attività davvero distinte.

Vuoi più clienti da Google?

Raccontaci la tua attività: ti spieghiamo come ti faremmo trovare e quale piano fa per te. Senza impegno.