Pagina contatti: cosa mettere, in che ordine e gli errori che fanno perdere clienti
È la pagina che si apre quando il cliente ha già deciso di cercarti. Il suo compito è fargli trovare il modo più comodo per farlo, in pochi secondi e anche con una mano sola.
Chi apre la pagina contatti non sta più curiosando: ha deciso di chiamarti, scriverti o passare da te. In quel momento ogni ostacolo pesa: un numero da ricopiare a mano, un modulo con dieci campi obbligatori, orari che non si capiscono. Una buona pagina contatti del sito web è corta, ordinata e pensata prima di tutto per chi la apre dal telefono.
Cosa deve esserci
L'ordine qui sotto va bene per la maggior parte delle attività locali; se i tuoi clienti preferiscono scrivere, sposta WhatsApp in cima.
- Telefono cliccabile: da smartphone deve bastare un tocco per chiamare. Scrivi il numero per intero, con il prefisso, e accanto indica quando rispondi.
- WhatsApp: un pulsante che apre la chat con un messaggio già pronto. Come prepararlo lo spiega la guida sul pulsante WhatsApp sul sito.
- Email: un indirizzo che qualcuno legge davvero ogni giorno, meglio se con il nome dell'attività.
- Un modulo breve: nome, un recapito e il messaggio; il resto si può chiedere dopo. Per non perdere richieste per strada c'è la guida sul modulo di contatto.
- Indirizzo e mappa, se ricevi clienti; zone servite, se sei tu ad andare da loro. Come inserire la mappa senza appesantire la pagina è spiegato nella guida sulla mappa di Google sul sito.
- Orari: di apertura e, se sono diversi, di risposta al telefono, con le chiusure per ferie quando ci sono.
- Come arrivare: parcheggio, fermata dell'autobus più vicina, ingresso se non è evidente, eventuali gradini per chi ha difficoltà a camminare.
- Dati dell'attività: ragione sociale e partita IVA. Chi ha la partita IVA deve comunque indicarla anche nella home, e il modo più semplice è il piè di pagina: i dettagli sono nella guida sulla partita IVA nel sito web.
Prima lo schermo del telefono
Da computer la pagina può permettersi due colonne, con la mappa grande e il modulo accanto. Da smartphone gli elementi finiscono uno sotto l'altro, e l'ordine diventa tutto. Nella parte visibile senza scorrere mettici i due o tre modi di contatto che usi di più, come pulsanti grandi e ben distanziati: «Chiama», «Scrivi su WhatsApp», «Indicazioni». Modulo e mappa possono venire dopo.
Fai la prova del pollice: se tocchi «Chiama» e si apre per sbaglio l'email, i pulsanti sono troppo vicini.
Pagina contatti: esempio per due tipi di attività
Due strutture di partenza, da adattare. Cambia soprattutto la parte sul «dove».
Una pasticceria con negozio
- Tre pulsanti in alto: Chiama, WhatsApp, Indicazioni.
- Orari della settimana, con il giorno di chiusura ben visibile e le aperture straordinarie delle feste.
- Indirizzo per esteso, mappa e due righe su come arrivare: «Parcheggio nel cortile interno, fermata dell'autobus davanti al negozio».
- Un modulo per ordinare le torte su prenotazione, con la data del ritiro.
- Email e dati dell'attività in fondo.
Un tecnico di caldaie che lavora a domicilio
- Telefono in alto, con gli orari in cui rispondi e cosa fare in caso di guasto urgente.
- WhatsApp, con l'invito a mandare una foto della caldaia e della sua targhetta.
- Le zone servite scritte per nome, città e comuni in cui lavori davvero, al posto di una mappa con l'indirizzo di casa tua.
- Un modulo breve, con un campo facoltativo per la marca della caldaia.
- Tempi indicativi di risposta e di intervento, solo se riesci a rispettarli.
Gli errori che fanno perdere richieste
- Solo il modulo: chi ha fretta vuole chiamare, e chi non si fida dei moduli vuole un numero.
- Orari vecchi: chi trova chiuso in un orario indicato come aperto difficilmente ci riprova, e a volte lo scrive in una recensione.
- Un'email che non legge nessuno: la casella generica creata anni fa e mai controllata. Meglio un indirizzo in meno che un messaggio senza risposta.
- Numeri diversi tra sito, scheda Google e biglietti da visita: il cliente non sa quale sia quello giusto.
- Il numero dentro un'immagine: non si tocca per chiamare e non si copia.
- L'indirizzo senza istruzioni quando l'ingresso non è evidente: interno, cortile, citofono, piano.
Mettiti nei panni del cliente
Prima di pubblicare, prendi il telefono e fai finta di essere un cliente. Tocca il numero: parte la chiamata? Tocca WhatsApp: si apre la chat con il messaggio giusto? Invia il modulo: la richiesta arriva, e a chi? Tocca «Indicazioni»: il navigatore ti porta alla porta giusta? Se anche una sola risposta è no, hai trovato la prima cosa da sistemare. Ripeti la prova ogni tanto, e ogni volta che cambiano numero, orari o sede.
Pagina contatti: domande e risposte
Serve una pagina contatti se il numero è già in ogni pagina?
Sì: è la pagina che le persone cercano nel menu quando vogliono tutte le informazioni in un colpo solo, dagli orari al parcheggio. Il numero in ogni pagina e la pagina contatti completa non si escludono, si aiutano.
Devo pubblicare il mio cellulare personale?
Se puoi, meglio un numero dedicato al lavoro: ti permette di separare orari, chiamate e chat, e resta all'attività anche se un giorno a rispondere sarà qualcun altro.
Posso lasciare solo il modulo per non ricevere chiamate fuori orario?
Puoi scrivere con chiarezza quando rispondi al telefono e lasciare modulo e WhatsApp per il resto del tempo. Togliere del tutto il numero, invece, allontana chi preferisce parlare con una persona.
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