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Pagina contatti: cosa mettere, in che ordine e gli errori che fanno perdere clienti

È la pagina che si apre quando il cliente ha già deciso di cercarti. Il suo compito è fargli trovare il modo più comodo per farlo, in pochi secondi e anche con una mano sola.

Aggiornata il 27 settembre 20264 minuti di lettura

Esempio: la tua attività al primo posto su Google cercando “idraulico pronto intervento trieste”.

Chi apre la pagina contatti non sta più curiosando: ha deciso di chiamarti, scriverti o passare da te. In quel momento ogni ostacolo pesa: un numero da ricopiare a mano, un modulo con dieci campi obbligatori, orari che non si capiscono. Una buona pagina contatti del sito web è corta, ordinata e pensata prima di tutto per chi la apre dal telefono.

Cosa deve esserci

L'ordine qui sotto va bene per la maggior parte delle attività locali; se i tuoi clienti preferiscono scrivere, sposta WhatsApp in cima.

  1. Telefono cliccabile: da smartphone deve bastare un tocco per chiamare. Scrivi il numero per intero, con il prefisso, e accanto indica quando rispondi.
  2. WhatsApp: un pulsante che apre la chat con un messaggio già pronto. Come prepararlo lo spiega la guida sul pulsante WhatsApp sul sito.
  3. Email: un indirizzo che qualcuno legge davvero ogni giorno, meglio se con il nome dell'attività.
  4. Un modulo breve: nome, un recapito e il messaggio; il resto si può chiedere dopo. Per non perdere richieste per strada c'è la guida sul modulo di contatto.
  5. Indirizzo e mappa, se ricevi clienti; zone servite, se sei tu ad andare da loro. Come inserire la mappa senza appesantire la pagina è spiegato nella guida sulla mappa di Google sul sito.
  6. Orari: di apertura e, se sono diversi, di risposta al telefono, con le chiusure per ferie quando ci sono.
  7. Come arrivare: parcheggio, fermata dell'autobus più vicina, ingresso se non è evidente, eventuali gradini per chi ha difficoltà a camminare.
  8. Dati dell'attività: ragione sociale e partita IVA. Chi ha la partita IVA deve comunque indicarla anche nella home, e il modo più semplice è il piè di pagina: i dettagli sono nella guida sulla partita IVA nel sito web.

Prima lo schermo del telefono

Da computer la pagina può permettersi due colonne, con la mappa grande e il modulo accanto. Da smartphone gli elementi finiscono uno sotto l'altro, e l'ordine diventa tutto. Nella parte visibile senza scorrere mettici i due o tre modi di contatto che usi di più, come pulsanti grandi e ben distanziati: «Chiama», «Scrivi su WhatsApp», «Indicazioni». Modulo e mappa possono venire dopo.

Fai la prova del pollice: se tocchi «Chiama» e si apre per sbaglio l'email, i pulsanti sono troppo vicini.

Pagina contatti: esempio per due tipi di attività

Due strutture di partenza, da adattare. Cambia soprattutto la parte sul «dove».

Una pasticceria con negozio

  1. Tre pulsanti in alto: Chiama, WhatsApp, Indicazioni.
  2. Orari della settimana, con il giorno di chiusura ben visibile e le aperture straordinarie delle feste.
  3. Indirizzo per esteso, mappa e due righe su come arrivare: «Parcheggio nel cortile interno, fermata dell'autobus davanti al negozio».
  4. Un modulo per ordinare le torte su prenotazione, con la data del ritiro.
  5. Email e dati dell'attività in fondo.

Un tecnico di caldaie che lavora a domicilio

  1. Telefono in alto, con gli orari in cui rispondi e cosa fare in caso di guasto urgente.
  2. WhatsApp, con l'invito a mandare una foto della caldaia e della sua targhetta.
  3. Le zone servite scritte per nome, città e comuni in cui lavori davvero, al posto di una mappa con l'indirizzo di casa tua.
  4. Un modulo breve, con un campo facoltativo per la marca della caldaia.
  5. Tempi indicativi di risposta e di intervento, solo se riesci a rispettarli.

Gli errori che fanno perdere richieste

  • Solo il modulo: chi ha fretta vuole chiamare, e chi non si fida dei moduli vuole un numero.
  • Orari vecchi: chi trova chiuso in un orario indicato come aperto difficilmente ci riprova, e a volte lo scrive in una recensione.
  • Un'email che non legge nessuno: la casella generica creata anni fa e mai controllata. Meglio un indirizzo in meno che un messaggio senza risposta.
  • Numeri diversi tra sito, scheda Google e biglietti da visita: il cliente non sa quale sia quello giusto.
  • Il numero dentro un'immagine: non si tocca per chiamare e non si copia.
  • L'indirizzo senza istruzioni quando l'ingresso non è evidente: interno, cortile, citofono, piano.

Mettiti nei panni del cliente

Prima di pubblicare, prendi il telefono e fai finta di essere un cliente. Tocca il numero: parte la chiamata? Tocca WhatsApp: si apre la chat con il messaggio giusto? Invia il modulo: la richiesta arriva, e a chi? Tocca «Indicazioni»: il navigatore ti porta alla porta giusta? Se anche una sola risposta è no, hai trovato la prima cosa da sistemare. Ripeti la prova ogni tanto, e ogni volta che cambiano numero, orari o sede.

Domande frequenti

Pagina contatti: domande e risposte

Serve una pagina contatti se il numero è già in ogni pagina?

Sì: è la pagina che le persone cercano nel menu quando vogliono tutte le informazioni in un colpo solo, dagli orari al parcheggio. Il numero in ogni pagina e la pagina contatti completa non si escludono, si aiutano.

Devo pubblicare il mio cellulare personale?

Se puoi, meglio un numero dedicato al lavoro: ti permette di separare orari, chiamate e chat, e resta all'attività anche se un giorno a rispondere sarà qualcun altro.

Posso lasciare solo il modulo per non ricevere chiamate fuori orario?

Puoi scrivere con chiarezza quando rispondi al telefono e lasciare modulo e WhatsApp per il resto del tempo. Togliere del tutto il numero, invece, allontana chi preferisce parlare con una persona.

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