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Come capire se il sito porta clienti: chiamate, messaggi e richieste da contare

Visite e "mi piace" non pagano l'affitto: contano le telefonate, i messaggi e le richieste che arrivano dal sito. Ecco come contarli con strumenti gratuiti, senza diventare un esperto di statistiche.

Aggiornata il 27 settembre 20264 minuti di lettura

Esempio: la tua attività al primo posto su Google cercando “guida turistica firenze”.

La signora che ritira la macchina dal meccanico dice: "Vi ho trovati su internet". Il titolare è contento, ma non sa se è la prima volta in un mese o la decima. È la situazione di tante attività: il sito c'è, ma nessuno sa quanto lavoro porta. Per scoprirlo non servono strumenti complicati. Servono tre abitudini: chiedere, contare, confrontare.

La domanda più utile: come ci ha conosciuto?

È gratuita e dice più di qualsiasi grafico. Falla a ogni nuovo cliente, al telefono, al banco o nel primo messaggio, e annota la risposta sempre nello stesso posto. Per rendere le risposte confrontabili, usa poche categorie fisse: Google (ricerca o mappa), sito, social, passaparola, passaggio davanti al locale, altro.

Due accorgimenti. Molti clienti non distinguono tra il sito e la scheda su Google Maps: "ti ho trovato su Google" può voler dire entrambe le cose, quindi se ti serve il dettaglio chiedi "dalla mappa o dal sito?". E coinvolgi chi risponde al telefono o sta al banco: se la domanda la fa solo il titolare, molte risposte si perdono.

Chiamate, messaggi e moduli: contare i contatti

I contatti che arrivano dal sito sono di tre tipi, e si contano in modi diversi:

  • Richieste dal modulo: arrivano per email, quindi sono le più facili. Falle finire tutte in una cartella dedicata e a fine mese contale.
  • Tocchi sul numero e sul pulsante WhatsApp: con uno strumento di analisi come Google Analytics 4 si possono registrare come "eventi", cioè azioni compiute sul sito. Come impostarlo è spiegato nella guida su Google Analytics 4.
  • Contatti dalla scheda Google: il Profilo dell'attività su Google mostra le sue statistiche, tra cui chiamate, richieste di indicazioni stradali e clic verso il sito.

Tieni presente due limiti. Un tocco sul numero non è per forza una chiamata completata. E se il visitatore non accetta i cookie di analisi, i suoi dati possono mancare in tutto o in parte: i numeri sono quindi incompleti, e servono soprattutto a capire se la tendenza sale o scende.

Da quali ricerche arrivano le visite

Google Search Console, gratuita, mostra per quali ricerche il tuo sito compare su Google, quante volte viene visto e quante volte viene cliccato. Una distinzione utile: le ricerche con il nome della tua attività vengono da persone che ti conoscono già; quelle generiche, come "gommista Muggia" o "torte di compleanno Trieste", portano persone nuove. Se queste ultime crescono nel tempo, il sito sta facendo il suo lavoro. Per iniziare a usarla c'è la guida su Google Search Console.

Un foglio di calcolo in cinque colonne

Non serve niente di sofisticato: un foglio di calcolo, o anche un quaderno, con una riga per ogni nuovo contatto. Ecco come potrebbe essere quello di un'officina inventata, l'Officina Bernardi:

Esempio di registro dei nuovi contatti di un'officina inventata
DataCome ha contattatoCome ci ha conosciutoCosa chiedevaCliente?
3 marzoTelefonoGoogle, mappaTagliandoSì
5 marzoWhatsAppSitoPreventivo freniSì
9 marzoModulo del sitoSitoCambio gommeNo, troppo lontano
12 marzoTelefonoPassaparolaRevisioneSì
14 marzoWhatsAppInstagramInformazioni sui prezziNon ancora

A fine mese conti le righe per ogni fonte e quante sono diventate clienti. Dopo qualche mese vedi quali canali portano più contatti e quali portano i clienti migliori, che non sempre sono gli stessi.

Confrontare i mesi nel modo giusto

Molte attività hanno una stagionalità: una gelateria a novembre riceve meno richieste che a giugno, e non è colpa del sito. Per questo il confronto più utile è con lo stesso mese dell'anno prima; quello con il mese precedente ha senso soprattutto per chi lavora in modo costante tutto l'anno. Annota nel foglio anche i cambiamenti che fai, come una pagina nuova, foto nuove o una promozione: quando i numeri si muovono, saprai a cosa collegarli.

Quando i numeri non tornano

  • Molte visite, pochi contatti: il problema è probabilmente nel sito, per esempio contatti poco visibili o un'offerta poco chiara. Controlla gli errori più comuni dei siti.
  • Poche visite: il problema è farsi trovare. Guarda la scheda Google, le pagine dei servizi e se la zona in cui lavori è indicata con chiarezza.
  • Molti contatti, pochi clienti: il sito ha fatto la sua parte; il nodo è altrove, per esempio nei tempi di risposta, nei prezzi o nel tipo di richieste che ricevi.
Domande frequenti

Misurare i risultati del sito: i dubbi più frequenti

Quanti contatti dovrebbe portare un sito?

Non esiste un numero giusto per tutti: dipende dal settore, dalla zona e da quanto ti cercano. Più utile che confrontarti con gli altri è confrontarti con te stesso, mese dopo mese e anno dopo anno.

Serve per forza Google Analytics?

No. Per un piccolo sito possono bastare le richieste ricevute, la domanda "come ci ha conosciuto" e Search Console. Uno strumento di analisi aggiunge dettagli utili, ma richiede di gestire correttamente il consenso ai cookie.

Dopo quanto tempo posso giudicare se il sito funziona?

Servono alcuni mesi di dati per vedere una tendenza e, per le attività stagionali, un confronto con l'anno precedente. Un mese solo, positivo o negativo, dice poco.

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