Guida

Budget di marketing per una piccola impresa: come decidere quanto spendere

Non esiste una cifra giusta per tutti, ma esistono tre conti che ti dicono qual è la tua: quanto vale un cliente, quanti contatti ti servono, quanto puoi pagare per ognuno. Con un esempio e le priorità.

Aggiornata il 27 settembre 20264 minuti di lettura

Esempio: la tua attività al primo posto su Google cercando “escursione in barca cinque terre”.

Molte piccole attività decidono quanto spendere in pubblicità al contrario: guardano quanto avanza a fine mese, o quanto sembra spendere il concorrente, e partono da lì. Il ragionamento più solido parte invece dal cliente: quanto vale per te, quanti te ne servono, quanto puoi permetterti di spendere per trovarne uno. Bastano carta, penna e i numeri della tua attività.

Primo conto: quanto vale un cliente

Il valore di un cliente non è il primo scontrino: è quello che ti resta in tasca, cioè il margine dopo i costi, per tutto il tempo in cui resta con te. Cambia molto da un settore all'altro:

Un parrucchiere: una cliente abituale torna ogni mese, per anni. Il suo valore è la somma dei margini di tutte quelle visite, più le amiche che porta.

Un idraulico: un cliente chiama di rado, ma per lavori di un certo peso, e se si trova bene lo consiglia ai vicini.

Un'impresa edile: spesso un solo lavoro per cliente, ma con un margine alto.

Stima questo valore con i tuoi numeri, anche in modo approssimativo. Ti dà il limite: spendere per trovare un cliente più di quanto ti lascerà non ha senso.

Secondo conto: quanti contatti ti servono

Non tutti quelli che chiamano o scrivono diventano clienti. Se tieni nota delle richieste, sai già più o meno quante ne chiudi. Un esempio inventato: un'impresa di pulizie che ottiene un contratto ogni tre richieste di preventivo, e vuole quattro nuovi contratti al mese, ha bisogno di circa dodici richieste al mese. Questo è l'obiettivo concreto del marketing: non un generico "farsi conoscere", ma arrivare a quel numero di contatti.

Terzo conto: quanto puoi spendere per un contatto

Il costo per contatto si calcola così: quanto hai speso su un canale, diviso per i contatti che ha portato. Il costo per cliente è la stessa spesa divisa per i clienti che ne sono nati. Riprendendo l'esempio: se una richiesta su tre diventa cliente, ogni richiesta può costarti al massimo un terzo di quello che sei disposto a spendere per un cliente. Se un canale supera questo limite per mesi, o lo migliori o lo abbandoni.

Prima la base, poi la pubblicità

La pubblicità porta persone verso di te: se quello che trovano è debole, paghi per farle andare via. Per questo l'ordine conta:

  1. La base, quasi a costo zero: un Profilo dell'attività su Google completo e aggiornato, recensioni vere, risposte rapide a chiamate e messaggi.
  2. Un sito chiaro, che dica cosa fai e dove, con il telefono sempre in vista.
  3. Solo dopo, le campagne: annunci su Google, post sponsorizzati sui social, volantini, sponsorizzazioni locali.

Come funzionano gli annunci nelle ricerche è spiegato nella guida su Google Ads; per i social c'è quella su come sponsorizzare su Facebook e Instagram.

Spese fisse e campagne: due voci separate

Differenza tra spese fisse, campagne e tempo dedicato al marketing
VoceEsempiCome si decide
Spese fisseSito e manutenzione, dominio, strumenti, un servizio fotografico ogni tantoUna volta l'anno, pensando alla durata
CampagneAnnunci online, volantini, sponsorizzazioni, eventiMese per mese, in base ai risultati
Il tuo tempoPost sui social, risposte alle recensioni, aggiornamentiOgni settimana: è un costo anche se non lo paghi

Tenerle separate aiuta a giudicare ogni campagna per quello che rende, senza confonderla con le spese che servono comunque.

Provare in piccolo, poi decidere

Per ogni nuovo canale, fai una prova con quattro regole:

  • un canale alla volta, così sai a cosa attribuire i risultati;
  • una durata definita, per esempio un mese;
  • una cifra che puoi permetterti di perdere;
  • un obiettivo misurabile: chiamate, messaggi, richieste di preventivo.

Alla fine confronta il costo per contatto con il limite che hai calcolato, e decidi se aumentare, correggere o fermarti. Per contare i contatti in modo semplice c'è la guida su come capire se il sito porta clienti. Se la tua attività è stagionale, fai le prove prima dell'alta stagione, non nel pieno.

Dove si spreca il budget

  • Un po' ovunque: piccole cifre su cinque canali, nessuna abbastanza grande da dare un risultato leggibile.
  • Post sponsorizzati a caso, senza un obiettivo né un pubblico definito.
  • Giudicare dai "mi piace" invece che da chiamate e richieste.
  • Fermarsi dopo pochi giorni, quando i dati sono ancora troppo pochi, o al contrario lasciare attiva per mesi una campagna che non porta contatti.
  • Seguire regole fisse lette online, come una quota fissa del fatturato: possono essere un punto di partenza, ma non conoscono i tuoi margini.
Domande frequenti

Budget di marketing: cosa ci chiedono più spesso

Meglio spendere in Google Ads o sui social?

Dipende da come ti cercano i clienti. Se hanno già un bisogno, come chi cerca un idraulico in zona, gli annunci nelle ricerche li raggiungono nel momento giusto; i social servono di più a farti conoscere e a proporre novità. Una prova in piccolo ti dà la risposta per la tua attività.

Ogni quanto conviene rivedere il budget?

Per le campagne, una revisione ogni due o tre mesi permette di decidere su dati sufficienti; per le spese fisse basta una volta l'anno. Rivedilo prima se cambia qualcosa di importante, come un nuovo servizio o una nuova sede.

Posso affidare tutto a un'agenzia e non pensarci?

Puoi delegare la gestione, non la decisione. Stabilisci tu l'obiettivo e il costo massimo per contatto, e chiedi resoconti con chiamate e richieste ricevute, non solo con visualizzazioni e clic.

Vuoi più clienti da Google?

Raccontaci la tua attività: ti spieghiamo come ti faremmo trovare e quale piano fa per te. Senza impegno.