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Cambiare hosting mantenendo il dominio: il trasloco del sito, tappa per tappa

L'indirizzo del sito non cambia: cambia il server su cui vive. Ecco come organizzare il trasloco perché i clienti non trovino il sito chiuso e nessuna email vada persa.

Aggiornata il 27 settembre 20264 minuti di lettura

Esempio: la tua attività al primo posto su Google cercando “pasticceria verona”.

Buona notizia: cambiare hosting non significa cambiare indirizzo. Il dominio, cioè il nome del sito, resta dov'è; cambia il server, il computer sempre acceso su cui il sito "abita". È un trasloco a tutti gli effetti: si imballa, si sposta, si controlla che sia arrivato tutto e solo alla fine si restituiscono le chiavi della vecchia casa. Se invece vuoi spostare il dominio stesso presso un altro fornitore, leggi la guida su come trasferire un dominio.

Cosa si sposta e cosa resta

  • Resta: il nome del dominio, gli indirizzi delle pagine, gli indirizzi email come info@tuaattivita.it.
  • Si sposta: i file del sito, il database con testi e impostazioni, le caselle di posta se erano presso il vecchio hosting.
  • Si rifà: il certificato https sul nuovo server e le impostazioni DNS che puntano al nuovo indirizzo.

Prima di tutto fai l'inventario: dove sono oggi dominio, sito, DNS ed email? Spesso stanno tutti presso lo stesso fornitore, a volte sono sparsi. Saperlo evita le sorprese peggiori.

Il calendario del trasloco

Cosa fare prima, durante e dopo il cambio di hosting
QuandoCosa fare
Due o tre settimane primaScegli il nuovo hosting, controlla scadenza e preavviso del vecchio contratto, fai l'inventario. Non disdire ancora niente.
Qualche giorno primaBackup completo di sito ed email, copia di file e database sul nuovo server, prova del sito.
Il giorno primaChi gestisce i DNS riduce il tempo di memorizzazione delle impostazioni (il TTL), così il cambio si diffonde più in fretta.
Il giorno del cambioAggiornamento dei DNS verso il nuovo server, e nessuna modifica ai contenuti.
I giorni seguentiControlli su pagine, moduli, email e certificato https.
Dopo una o due settimaneUltima copia del vecchio spazio, poi la disdetta.

Come fare una copia completa lo spiega la guida sul backup del sito. E scegli un periodo tranquillo per la tua attività: non la vigilia di Natale per una pasticceria, non giugno per un B&B al mare.

La prova prima del cambio

Il bello di un trasloco ben fatto è che puoi vedere la casa nuova prima di entrarci. Chi fa il lavoro può aprire il sito sul nuovo server mentre i clienti vedono ancora il vecchio, con un indirizzo provvisorio o un'impostazione sul proprio computer. Controlla insieme a lui:

  • che tutte le pagine si aprano e che le immagini ci siano;
  • che modulo di contatto, prenotazioni o carrello funzionino, con una prova vera;
  • che il sito non sia più lento di prima, soprattutto da smartphone;
  • che i testi siano quelli aggiornati, senza modifiche fatte nel frattempo sul vecchio server e rimaste indietro.

Il cambio dei DNS e l'attesa

I DNS sono come la rubrica di internet: dicono a quale server corrisponde il tuo dominio. Il giorno del cambio la rubrica viene aggiornata con l'indirizzo del nuovo server. L'aggiornamento però non arriva ovunque nello stesso istante: può richiedere fino a qualche ora, a volte un giorno. In quel periodo alcuni visitatori vedono ancora il vecchio sito e altri il nuovo.

Per questo i due server devono restare attivi insieme, e durante l'attesa conviene non modificare i contenuti: una modifica fatta sul server sbagliato va persa. Se il sito riceve richieste o ordini, per qualche giorno controlla anche il vecchio spazio.

Email e certificato https

Le email sono la parte che si dimentica più spesso. Se le caselle erano presso il vecchio hosting, vanno ricreate con gli stessi indirizzi nel nuovo servizio, i messaggi da conservare vanno copiati e le impostazioni del dominio per la posta, i record MX, vanno aggiornate. Dopo il cambio, prova a scrivere e a ricevere da un indirizzo esterno.

Il certificato https, quello del lucchetto accanto all'indirizzo, va attivato sul nuovo server: spesso l'hosting lo fa in automatico, a volte solo dopo il cambio dei DNS. Se il browser mostra l'avviso "Non sicuro", la guida sul certificato SSL spiega cosa controllare.

Gli errori che trasformano un trasloco in un guaio

  • Disdire il vecchio hosting prima delle verifiche: se qualcosa manca, non c'è più da dove recuperarlo.
  • Dimenticare la posta: il sito funziona, ma le email si fermano.
  • Cambiare tutto insieme: nuovo hosting, nuova grafica e nuovi indirizzi delle pagine nello stesso giorno. Se qualcosa non va, non si capisce perché; e se gli indirizzi cambiano, servono anche i reindirizzamenti.
  • Un modulo che non invia più: il nuovo server può spedire le email in modo diverso, e le richieste finiscono nel nulla. Va provato subito.
  • Nessun backup di partenza: senza una copia completa fatta prima del trasloco non c'è rete di sicurezza.

Se indirizzi e contenuti restano gli stessi e il sito rimane sempre raggiungibile, di solito il trasloco non crea problemi con Google.

Domande frequenti

Cambiare hosting: domande e risposte

Il sito resta offline durante il cambio di hosting?

Se il trasloco è fatto bene, no: il nuovo sito è pronto prima del cambio dei DNS e il vecchio resta attivo finché l'aggiornamento non è arrivato ovunque. Al massimo, per qualche ora, alcuni visitatori vedono la versione vecchia.

Posso cambiare hosting da solo?

Per un sito semplice esistono strumenti e servizi di migrazione, spesso offerti dal nuovo hosting. Se il sito ha prenotazioni, ordini o email da spostare, meglio affidarsi a chi lo conosce e farsi spiegare ogni passaggio.

Quando disdico il vecchio hosting?

Solo dopo aver verificato sito, email e certificato sul nuovo server e aver scaricato un'ultima copia completa del vecchio spazio. Controlla prima il preavviso richiesto dal contratto, per non pagare un rinnovo inutile.

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