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Calo di visite al sito o posizioni perse su Google: come capire la causa

Prima di cambiare qualcosa, bisogna capire se il calo è reale, da quando è iniziato e dove si concentra. Quando il sito perde posizioni, la causa di solito lascia tracce che si possono seguire.

Aggiornata il 27 settembre 20264 minuti di lettura

Esempio: la tua attività al primo posto su Google cercando “idraulico cagliari”.

Un grafico che scende mette ansia, e l'ansia spinge a mosse affrettate: riscrivere la home, cambiare gli indirizzi delle pagine, chiamare chi promette di "sistemare Google" in una settimana. È il modo più rapido per peggiorare le cose. Un calo si affronta come un'indagine: prima si verificano i fatti, poi si cerca la causa, e solo alla fine si interviene. Ecco le domande da farsi, in quest'ordine.

Domanda uno: è davvero un calo?

  • Confronta con lo stesso periodo dell'anno prima, non con il mese precedente. Una gelateria a novembre e uno studio di commercialisti ad agosto ricevono meno visite per motivi ovvi.
  • Controlla festività e ponti: una Pasqua che cade in un mese diverso, un lungo ponte, un evento in città possono spostare i numeri da un mese all'altro.
  • Verifica gli strumenti di misura: un nuovo banner dei cookie, un cambio di tema o il codice di Google Analytics perso durante una modifica possono far calare le visite solo sul grafico. Se chiamate e richieste sono stabili, forse il problema è nella misura, non nei clienti.

Domanda due: cosa è cambiato sul sito?

Spesso la causa è vicina a casa. Chiedi a chi gestisce il sito cosa è stato fatto nelle settimane prima del calo:

  • pagine cancellate, unite o spostate a un nuovo indirizzo senza reindirizzamento: la guida su errore 404 e redirect 301 spiega perché è così importante;
  • un rifacimento o un cambio di piattaforma;
  • un'impostazione che chiede a Google di non mostrare alcune pagine, rimasta attiva per sbaglio;
  • testi riscritti o accorciati proprio nelle pagine che portavano più visite;
  • un sito diventato lento, o irraggiungibile per qualche giorno.

Domanda tre: dove si concentra il calo?

Qui serve Google Search Console, lo strumento gratuito di Google per chi gestisce un sito. Nel rapporto sul rendimento puoi confrontare due periodi e vedere, pagina per pagina e ricerca per ricerca, dove sono diminuiti i clic e le impressioni, cioè le volte in cui il sito è comparso nei risultati. Se non l'hai mai usata, parti dalla guida su Google Search Console. Guarda anche il rapporto sulle pagine indicizzate: se il numero crolla, Google non riesce più a leggere o a mostrare una parte del sito.

Andamenti che si vedono in Search Console e loro possibili spiegazioni
Cosa vedi in Search ConsolePossibile spiegazione
Calo su tutte le pagine a partire da un giorno precisoUn problema tecnico, come il sito irraggiungibile o un blocco all'indicizzazione, oppure un aggiornamento di Google in quei giorni
Calo su una o poche pagineQualcosa è cambiato in quelle pagine, oppure un concorrente le ha superate
Impressioni stabili, clic in caloNei risultati c'è più concorrenza per l'attenzione, come annunci, mappe o risposte generate dall'intelligenza artificiale; oppure titoli poco invitanti
Calo lento e costante per mesiConcorrenti che migliorano, contenuti che invecchiano
Calo negli stessi mesi ogni annoStagionalità: nessun intervento urgente

Domanda quattro: è cambiato qualcosa fuori dal sito?

  • Aggiornamenti di Google: più volte l'anno Google modifica il modo in cui ordina i risultati e annuncia pubblicamente gli aggiornamenti più importanti. Se il calo coincide con uno di questi, spesso non c'è un errore da correggere, ma un sito da rendere più utile nel tempo.
  • Nuovi concorrenti: fai le tue ricerche principali e guarda chi è comparso sopra di te, magari con pagine più complete o una scheda Google più curata.
  • Risultati diversi: per alcune ricerche Google mostra risposte generate dall'intelligenza artificiale, che possono ridurre i clic anche se la tua posizione non cambia. Se ne parla nella guida sull'AI Overview.

Cosa non fare mentre cerchi la causa

  • cambiare gli indirizzi delle pagine o cancellarne di corsa;
  • riempire i testi di parole chiave ripetute;
  • comprare link o pacchetti di visite: non portano clienti e possono creare problemi con Google;
  • rifare il sito da capo senza aver capito cosa non va;
  • giudicare una correzione dopo pochi giorni: Google ha bisogno di tempo per riesaminare le pagine, e nessuno può dirti con certezza quanto.

Se dopo questi controlli la causa resta un mistero, fai guardare i dati a qualcuno che conosce la SEO, portando date, modifiche fatte e screenshot dei rapporti.

Una volta trovata e corretta la causa, torna al lavoro di sempre per aumentare le visite al sito web: pagine che rispondono bene a ciò che cercano i clienti, titoli che invogliano al clic nei risultati, una scheda Google curata e qualche link da siti della tua zona. Sono interventi che richiedono tempo ma durano: cosa aspettarsi è spiegato nella guida sui tempi della SEO.

Domande frequenti

Calo di visite: i dubbi più frequenti

Le visite calano ma i clienti no: devo preoccuparmi?

Non troppo. Contano i contatti più delle visite: forse hai perso visitatori poco interessati, o è cambiato il modo di misurare. Tieni comunque d'occhio chiamate e richieste dal sito nei mesi successivi.

Quanto tempo serve per recuperare le posizioni perse?

Dipende dalla causa. Un errore tecnico corretto può rientrare in tempi relativamente brevi, mentre un calo dovuto ai concorrenti o a un aggiornamento di Google richiede di solito mesi di lavoro. Diffida di chi promette tempi precisi.

Un calo improvviso può essere una penalizzazione?

Può succedere, ma prima di pensarci controlla il resto. Se Google ha preso un provvedimento manuale contro il sito, lo trovi segnalato in Search Console, nella sezione dedicata alle azioni manuali; se lì non c'è nulla, cerca altrove.

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