Mettere i prezzi sul sito: quando conviene e come scriverli
Il cliente vuole sapere quanto spenderà prima ancora di chiamarti. Non sempre puoi dirglielo con precisione, ma quasi sempre puoi dargli un'idea: ecco come decidere e cosa scrivere.
"Buongiorno, volevo sapere quanto costa..." Se ricevi questa telefonata più volte al giorno, il tuo sito non sta rispondendo alla prima domanda del cliente. Mettere i prezzi sul sito non è sempre possibile, ma quasi sempre puoi dare un'idea di spesa. Cosa scrivere dipende soprattutto dal tipo di lavoro che fai.
Listino, "a partire da" o preventivo: dipende dal lavoro
| Tipo di attività | Esempi | Cosa pubblicare |
|---|---|---|
| Prezzi fissi | Bar, lavanderia, corsi, parrucchiere | Il listino completo, con la data di aggiornamento |
| Prezzi che variano poco | Estetista, toelettatura, lezioni private | Prezzi "a partire da", con cosa li fa cambiare |
| Lavori su misura | Idraulico, impresa edile, giardiniere | Fasce indicative ed esempi di lavori tipici |
| Prezzi stagionali | B&B, casa vacanze, noleggi | Prezzo minimo per periodo e cosa è compreso |
| Professioni ordinistiche | Avvocati, medici, commercialisti | Prima, le regole della propria categoria |
Per le professioni iscritte a un albo, la comunicazione di compensi e tariffe può seguire regole deontologiche specifiche: prima di pubblicare qualsiasi cifra, controlla le indicazioni del tuo ordine professionale.
Pubblicare i prezzi online: pro e contro
I vantaggi sono concreti:
- Contatti più adatti: chi cerca qualcosa di molto più economico lo capisce da solo e non ti fa perdere tempo.
- Più fiducia: un prezzo scritto dà l'idea di un'attività trasparente, che non decide la cifra guardando il cliente in faccia.
- Meno telefonate solo per chiedere: chi ti chiama ha già un'idea della spesa e spesso ha già deciso di andare avanti.
I timori più comuni, invece, pesano meno di quanto sembri:
- "I concorrenti li vedono": se vogliono, li scoprono già con una telefonata.
- "Senza spiegazioni sembro caro": vero, ed è per questo che accanto al prezzo va scritto cosa comprende.
- "Poi devo aggiornarli": vero anche questo, ma un listino vecchio si evita con un promemoria, non togliendo i prezzi.
"A partire da" senza irritare il cliente
La formula "a partire da" funziona solo se il prezzo minimo è reale e se spieghi cosa lo fa salire. Se chiunque chieda finisce per pagare il doppio, il cliente si sente preso in giro e lo racconta.
Esempi, con i prezzi lasciati in bianco.
Poco chiaro: "Tagli a partire da [prezzo]."
Chiaro: "Taglio e piega a partire da [prezzo]. Il prezzo finale dipende dalla lunghezza dei capelli e dai prodotti usati: te lo diciamo prima di iniziare."
Chiaro: "Manutenzione della caldaia a partire da [prezzo], uscita in città compresa. Fuori città aggiungiamo il costo dello spostamento, indicato nel preventivo."
Lavori su misura: le fasce indicative
Chi fa lavori diversi ogni volta non può scrivere un listino, ma può raccontare due o tre lavori tipici con una fascia di spesa: "per rifare un bagno di dimensioni medie, i nostri clienti spendono di solito tra [cifra] e [cifra]". Accanto, elenca le voci che spostano il prezzo: materiali, dimensioni, accesso al cantiere, smaltimento, urgenza.
Le fasce vanno riviste quando cambiano i costi dei materiali, e devono essere oneste: meglio una forbice ampia e vera che una cifra bassa che nessuno paga davvero. Per il preventivo vero e proprio trovi indicazioni nella guida su come fare un preventivo che il cliente accetta.
Se scegli di non pubblicarli
A volte è la scelta giusta: lavori troppo diversi tra loro, costi che cambiano di continuo, regole di categoria. Ma "prezzi su richiesta", da solo, non basta. Scrivi almeno:
- come si calcola il prezzo: a ore, a metro quadro, a persona, a pacchetto;
- come si arriva al preventivo: una foto su WhatsApp, una telefonata, un sopralluogo;
- se sopralluogo e preventivo sono gratuiti, solo se è vero, e fino a che distanza ti sposti;
- in quanto tempo rispondi: "ti mandiamo il preventivo entro due giorni lavorativi", se riesci a mantenerlo.
Aggiornati, e uguali ovunque
Il prezzo sul sito deve coincidere con quello che il cliente trova sulla scheda Google, sui social, sul menu al tavolo o sul listino in negozio. Se non coincidono, il cliente ricorda quello più basso. Quando cambi un prezzo, cambialo ovunque nello stesso giorno e tieni un elenco dei posti in cui l'hai pubblicato.
- Scrivi la data accanto al listino: "Prezzi aggiornati a marzo 2026".
- Indica sempre se l'IVA è compresa: chi compra come privato si aspetta il prezzo finale.
- Per bar e ristoranti il menu merita una pagina a sé: ne parla la guida sul menu online.
Prezzi sul sito: domande e risposte
Se metto i prezzi, i concorrenti non li copiano?
Possono vederli, ma di solito li conoscono già: basta una telefonata. A te conviene di più che il cliente capisca cosa è compreso e perché il tuo prezzo vale quello che costa.
Devo scrivere se l'IVA è compresa?
Conviene scriverlo sempre in modo chiaro, soprattutto se lavori con privati, che si aspettano il prezzo finale. Se hai dubbi su come indicarla nel tuo caso, chiedi al commercialista.
Posso mettere i prezzi anche sulla scheda Google?
Per molte categorie il Profilo dell'attività su Google permette di elencare servizi o prodotti con un prezzo. Se lo fai, usa gli stessi importi del sito e aggiornali insieme.
Vuoi più clienti da Google?
Raccontaci la tua attività: ti spieghiamo come ti faremmo trovare e quale piano fa per te. Senza impegno.
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