Pizzeria da asporto: ordini diretti al telefono e su WhatsApp, senza commissioni
Le app di consegna portano clienti, ma trattengono una commissione su ogni ordine. Ecco come organizzare telefono, WhatsApp, menu e sabato sera perché più clienti ordinino direttamente da te.
Sabato, 20.15. Il telefono squilla senza sosta, il forno è pieno, un cliente chiede se la pizza del mese c'è ancora e un altro vuole sapere se consegnate fino al suo quartiere. È il momento in cui una pizzeria da asporto lavora di più, e anche quello in cui rischia di perdere ordini: linea occupata, attese poco chiare, errori. Organizzare bene gli ordini diretti, al telefono e su WhatsApp, ti fa lavorare meglio proprio quando serve e ti rende meno dipendente dalle app di consegna e dalle loro commissioni.
Telefono, WhatsApp e app: pro e contro
Ogni canale ha un senso, ma non tutti ti lasciano lo stesso margine e lo stesso rapporto con il cliente:
| Canale | Vantaggi | Limiti |
|---|---|---|
| Telefono | immediato, lo usano tutti, puoi consigliare | linea occupata nei picchi, ordini capiti male |
| ordine scritto, meno errori, si legge nei momenti di calma | va controllato di continuo, serve qualcuno che risponda | |
| Ordine dal sito | ordine completo, senza commissioni | serve un sistema da impostare e tenere aggiornato |
| App di consegna | visibilità, fattorini, clienti nuovi | commissione su ogni ordine, regole decise da altri, rapporto con il cliente in mano alla piattaforma |
Pro e contro delle piattaforme in generale sono spiegati nella guida sui portali di settore.
Il menu online, con i prezzi giusti
Chi ordina vuole scegliere prima di chiamare. Un menu sul sito, scritto come testo e non come PDF o foto, si legge bene dal telefono e riduce le domande durante il servizio. Deve contenere:
- tutte le pizze con ingredienti e prezzo, divise per categoria;
- formati e impasti, se ne hai più di uno, con la differenza di prezzo;
- le aggiunte più richieste, con il loro costo;
- bevande, fritti e dolci da asporto;
- come avere le informazioni sugli allergeni, che vanno comunque fornite ai clienti.
Il punto debole è l'aggiornamento: un prezzo vecchio sul sito crea discussioni alla cassa. Come organizzare il menu online è spiegato nella guida sul menu online; se il tuo sito è seguito da delegasito, i cambi di menu e prezzi rientrano nelle modifiche comprese, basta un messaggio.
Zone di consegna e orari, scritti chiaramente
Se consegni, la domanda "arrivate fino a…?" è la più frequente. Rispondi una volta per tutte, sul sito e sulla scheda Google:
- l'elenco dei quartieri o dei comuni in cui consegni, più chiaro di un raggio in chilometri che nessuno sa misurare;
- se la consegna ha un costo o richiede un ordine minimo, scritto in chiaro;
- gli orari dell'asporto e quelli delle consegne, se sono diversi: sulla scheda Google, a seconda della categoria, puoi indicarli separatamente;
- i giorni di chiusura e le aperture straordinarie.
Controlla anche i link per ordinare che compaiono sulla scheda: a volte ci sono solo quelli delle app. Dove possibile, aggiungi il tuo numero o la pagina del sito per l'ordine diretto.
Il sabato sera, senza caos
Il picco non si elimina, ma si può organizzare:
- Fasce di ritiro: dividi la serata in fasce di un quarto d'ora, con un numero massimo di pizze per fascia, e proponi la prima libera.
- Ordini anticipati: accetta su WhatsApp gli ordini per la sera già dal pomeriggio, e dillo sul sito e sui social.
- Una persona al telefono: nelle ore di punta chi risponde non deve anche stendere l'impasto.
- Attese oneste: meglio dire "si ritira alle 21.15" e rispettarlo che promettere venti minuti e farne cinquanta.
Messaggio automatico del sabato (esempio): Ciao! Stasera c'è molto lavoro: rispondiamo ai messaggi in ordine di arrivo. Scrivi le pizze, il nome e l'orario in cui vorresti ritirare, ti confermiamo la prima fascia libera. Per le consegne indica anche indirizzo e citofono.
Un buon motivo per ordinare direttamente
Spesso si ordina dall'app per abitudine, non per scelta. Dai ai tuoi clienti un motivo per chiamarti: una tessera che dopo un certo numero di pizze ne regala una, la pizza del mese riservata agli ordini diretti, la possibilità di chiedere modifiche che dall'app non si possono fare. Dillo in modo semplice, al banco, sul sito e sui social: "Ordina al telefono o su WhatsApp: per noi niente commissioni, per te qualche vantaggio". Prima di proporre prezzi diversi da quelli delle app, però, rileggi il contratto con la piattaforma.
Scheda Google e recensioni della pizzeria
Chi cerca una pizzeria la sera sceglie spesso dalla mappa. Sulla scheda indica che fai asporto e, se è vero, consegna a domicilio, carica foto delle pizze appena sfornate e del bancone di ritiro, e tieni aggiornati gli orari. Se nelle recensioni qualcuno si lamenta delle attese, rispondi con calma, spiega cosa hai cambiato e invita a riprovare.
Per vedere cosa serve al sito di un locale, dal menu ai pulsanti per chiamare, c'è la pagina sui siti per ristoranti, bar e pizzerie.
Pizzeria da asporto: i dubbi più frequenti
Devo lasciare le app di consegna?
Non necessariamente: per molte pizzerie portano clienti nuovi e coprono consegne che da sole non riuscirebbero a fare. L'obiettivo è che chi ti conosce già ordini direttamente, e che le app restino un canale in più, non l'unico.
Meglio accettare ordini su WhatsApp o solo al telefono?
Se qualcuno riesce a leggere i messaggi durante il servizio, WhatsApp riduce gli errori perché l'ordine resta scritto. Se non c'è nessuno libero, meglio un messaggio automatico che rimanda al telefono che ordini letti in ritardo.
Come evito gli ordini che poi nessuno viene a ritirare?
Conferma sempre l'ordine con nome e orario di ritiro, e per gli ordini grandi chiedi una risposta al messaggio di conferma. Una conferma scritta rende più difficile dimenticarsene, e a te lascia una traccia.
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