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Collaborazioni tra attività locali: idee, accordi e promozioni incrociate

Una locanda che consiglia una trattoria, un parrucchiere che lavora con un'estetista: le collaborazioni locali portano clienti che arrivano con un consiglio fidato. Ecco come sceglierle, proporle e metterle per iscritto.

Aggiornata il 27 settembre 20264 minuti di lettura

Esempio: la tua attività al primo posto su Google cercando “palestra bologna”.

Chi dorme in un B&B prima o poi chiede dove mangiare. Chi si sposa cerca, negli stessi mesi, il fotografo, il fiorista e la location. Chi si iscrive in palestra spesso cerca anche un nutrizionista. Molti clienti arrivano grazie al consiglio di un'altra attività, e quel consiglio pesa perché viene da qualcuno di cui si fidano già. Organizzarlo, invece di lasciarlo al caso, è un modo per promuovere l'attività senza spendere che molti trascurano.

Coppie che funzionano

La regola è semplice: stessi clienti, servizi diversi. Due attività che non si fanno concorrenza ma servono le stesse persone, magari in momenti diversi.

Esempi di coppie di attività locali e cosa possono fare insieme
AttivitàPartner naturaleCosa fare insieme
B&BRistorante, enoteca, noleggio biciConsigli reciproci, una piccola mappa per gli ospiti, un tavolo tenuto per chi arriva tardi
ParrucchiereEstetista, truccatricePacchetti per sposi e cerimonie, appuntamenti coordinati nello stesso giorno
PalestraNutrizionista, fisioterapistaUna serata informativa aperta a tutti, un percorso per chi ricomincia dopo una pausa
FotografoLocation per eventi, fioristaServizi fotografici nella location, foto usate da entrambi con il consenso delle persone ritratte
Negozio di biciBar lungo la ciclabileTappa consigliata, un kit per le piccole riparazioni al bancone, un'uscita di gruppo

Se nella coppia c'è un professionista iscritto a un ordine, per esempio in ambito sanitario, verifica prima le regole del suo ordine su pubblicità e segnalazioni.

Come proporla senza imbarazzo

Parti da attività che conosci, meglio se da cliente: hai già visto come lavorano e sai se ti sentiresti tranquillo a consigliarle. Poi proponi qualcosa di piccolo e concreto, con un periodo di prova. Un esempio di messaggio, con nomi inventati:

«Ciao Laura, sono Paolo del B&B Il Glicine, qui dietro. Ai miei ospiti consiglio spesso la vostra trattoria e tornano sempre contenti. Vi andrebbe di provare per tre mesi? Io vi inserisco nella guida che lascio in camera, voi tenete i nostri biglietti alla cassa. A fine stagione ci sentiamo e vediamo com'è andata.»

Un messaggio così funziona perché dice chi sei, cosa proponi, per quanto tempo e quando se ne riparla. Le proposte vaghe, come «facciamo qualcosa insieme», di solito restano lì.

L'accordo: poche righe, ma scritte

Per una semplice segnalazione reciproca basta una mail. Scrivere due righe, però, evita malintesi quando le cose cambiano. Mettete in chiaro:

  • cosa fa ciascuno: chi consiglia chi, dove e in che modo;
  • per quanto tempo, con una data in cui fare il punto;
  • i vantaggi per i clienti, se ci sono, come uno sconto o un omaggio, e chi li sostiene;
  • se passano soldi tra voi, per esempio una commissione su ogni cliente segnalato: in questo caso chiedi al commercialista come gestirla;
  • come usate nomi, loghi e foto dell'altra attività;
  • come si chiude, senza strascichi.

Una cosa da non fare: passarvi i contatti dei clienti senza il loro consenso. Dai al cliente il riferimento dell'altra attività e lascia che sia lui a scegliere.

Promozioni incrociate ed eventi insieme

Oltre ai consigli a voce, ci sono modi più visibili di lavorare insieme:

  • un vantaggio per i clienti dell'altro: chi mostra lo scontrino del ristorante ha il caffè offerto al bar all'angolo;
  • un pacchetto unico: cena e pernottamento, taglio e trucco, lezione di prova e consulenza;
  • un evento condiviso: una degustazione in negozio con i prodotti del produttore vicino, una serata a tema, una festa di via;
  • materiale incrociato: biglietti, cartoline, un QR code che porta alla pagina del partner.

Un evento fatto in due divide il lavoro e mette insieme due pubblici: ognuno porta i propri clienti e conosce quelli dell'altro.

Segnalarsi anche online

La collaborazione può continuare sul web, in modo naturale:

  • una pagina o una sezione del sito con i posti che consigli davvero, con un link al sito del partner;
  • foto e storie condivise sui social, con il tag dell'altra attività;
  • un post sulla scheda Google per annunciare un evento fatto insieme.

Un link tra siti di attività vicine e collegate è utile a chi legge, e può esserlo anche per Google. Diverso è lo scambio di link a tappeto con siti che non c'entrano nulla: le norme di Google lo considerano spam. Ne parliamo nella guida sui backlink.

Come capire se sta funzionando

Le collaborazioni reggono finché sono in equilibrio: se ci guadagna una sola delle due parti, prima o poi si spengono. Per saperlo bastano pochi strumenti:

  • un codice o una parola da dire alla cassa per i vantaggi incrociati;
  • la domanda «chi ti ha consigliato?» ai clienti nuovi;
  • un foglio condiviso dove ognuno segna i clienti arrivati dall'altro.

Alla data stabilita guardate i numeri insieme. Se funziona, allargate; se lo scambio resta a senso unico, chiudete con cortesia: nel tuo quartiere le relazioni durano più di un singolo accordo.

Domande frequenti

Collaborazioni locali: domande e risposte

Devo pagare una commissione a chi mi manda clienti?

Non è obbligatorio: molte collaborazioni si basano solo su segnalazioni reciproche. Se decidete una commissione, scrivetela nell'accordo e chiedi al commercialista come registrarla e fatturarla.

Posso collaborare con un'attività che fa il mio stesso lavoro?

In alcuni casi sì: due artigiani dello stesso settore possono passarsi i lavori quando uno è pieno, o coprire zone diverse. Serve molta fiducia e regole chiare su come vi passate i clienti.

Quante collaborazioni conviene avere?

Poche e curate. Due o tre partner che consigli davvero valgono più di dieci accordi di cui nessuno si ricorda: il cliente capisce quando un consiglio è sincero.

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