Come attirare turisti e clienti stranieri: farsi trovare prima, durante e dopo il viaggio
Un turista non conosce la tua storia né il tuo nome: vede solo quello che trova sul telefono. Ecco come fare in modo che trovi la tua attività, capisca cosa offri e si fidi abbastanza da entrare.
Un turista non sa che la tua trattoria è aperta da trent'anni, né che il tuo negozio è il più fornito della via. Sa solo quello che vede sul telefono, spesso in una lingua che non è la sua, a volte mentre cammina a pochi passi dalla tua porta. Per attirarlo non servono campagne complicate: servono informazioni chiare nei posti dove guarda, e qualche dettaglio che lo faccia sentire il benvenuto.
Come cerca chi viene da fuori
Chi è in viaggio ha poco tempo e non conosce la zona. Per questo si affida molto a:
- Google Maps, per cercare quello che gli serve vicino a dove si trova, spesso guardando solo le attività aperte in quel momento;
- le recensioni, lette anche con la traduzione automatica: sono il modo più rapido per fidarsi di un posto sconosciuto;
- le foto, che parlano a tutti senza bisogno di traduzioni;
- i portali di viaggio e i social, soprattutto quando il viaggio si organizza da casa.
Rispetto a un cliente del posto, il turista non ha abitudini né passaparola su cui contare: sceglie in pochi minuti con quello che trova. Se le informazioni mancano, sceglie qualcun altro.
La scheda Google come insegna
Per chi viene da fuori, il Profilo dell'attività su Google spesso conta più dell'insegna vera, perché lo vede prima di arrivare. Curalo pensando a chi non ti conosce:
- foto dell'esterno, per riconoscere la porta dalla strada, e poi dell'interno, dei prodotti o dei piatti;
- orari sempre veri, anche quelli stagionali e dei giorni festivi: chi trova la serranda abbassata difficilmente torna;
- categoria e servizi precisi, più le informazioni aggiuntive che la scheda permette di indicare, come i metodi di pagamento o l'accessibilità;
- il link al sito e, se li hai, al menu o alle prenotazioni;
- le risposte alle recensioni, anche in inglese o nella lingua di chi ha scritto.
Il minimo in inglese
Non serve tradurre tutto il sito per cominciare. Servono in inglese, scritte bene, le informazioni che aiutano a decidere:
- cosa offri, in poche frasi semplici;
- orari, giorni di chiusura e periodi stagionali;
- come arrivare: indirizzo, parcheggio, fermate dei mezzi vicine;
- prezzi o menu, almeno indicativi;
- come prenotare o chiedere informazioni, possibilmente anche per scritto.
Se nella tua zona arrivano molti visitatori da un paese in particolare, valuta anche la loro lingua. Come organizzare le traduzioni, e quando conviene un sito in più lingue, è spiegato nella guida su come tradurre il sito.
Sulla soglia: i dettagli che fanno entrare
Molte decisioni si prendono davanti alla porta. Un turista entra più volentieri se capisce subito:
- come si paga: un adesivo con le carte accettate, anche contactless, sulla porta e alla cassa;
- cosa c'è e quanto costa: un menu o un listino esposto, con una versione in inglese;
- quando sei aperto: orari sulla porta uguali a quelli online;
- come ci si capisce: bastano poche frasi in inglese e un po' di pazienza.
Dopo la visita: recensioni in tutte le lingue
Le recensioni dei turisti aiutano i turisti successivi: chi legge il parere di qualcuno arrivato dal suo stesso paese può sentirsi più sicuro. Chiedi una recensione a fine visita, anche con un biglietto con QR code sul bancone, e rispondi a tutte, magari con due righe in inglese.
Se lavori nel turismo, per esempio con un ristorante, una struttura ricettiva o un'esperienza, i viaggiatori usano spesso anche TripAdvisor: controlla se la tua attività c'è già e tienila aggiornata, come spiegato nella guida su TripAdvisor.
Gli alleati: chi i turisti li ospita già
Hotel, B&B, case vacanza, guide turistiche e uffici informazioni ricevono ogni giorno domande come «dove si mangia bene?» o «dove compro un regalo tipico?». Farti conoscere da loro, con una visita, dei biglietti da lasciare in camera o una piccola convenzione, porta clienti che arrivano già con un consiglio fidato. Idee e accordi sono nella guida sulle collaborazioni tra attività.
Un esempio inventato. La gelateria Aurora è nel centro storico di una città di mare visitata da molti turisti tedeschi e austriaci. Sistema la scheda Google con foto della vetrina e dei gusti, orari estivi e invernali, carte accettate. Pubblica una pagina in inglese e in tedesco con i gusti spiegati in due parole, lascia i suoi biglietti in tre B&B vicini e risponde alle recensioni nella lingua di chi le scrive. Nessuna pubblicità: solo informazioni giuste nei posti dove i turisti guardano.
Clienti turisti: le domande più comuni
Devo tradurre tutto il sito in inglese?
Non per forza. Per iniziare bastano le pagine che servono a decidere: cosa offri, orari, come arrivare, prezzi o menu e come prenotare. Meglio poche pagine tradotte bene che un sito intero tradotto male in automatico.
I turisti leggono le recensioni scritte in italiano?
Spesso sì, grazie alla traduzione automatica che molte piattaforme propongono: conta soprattutto cosa dicono. Rispondere anche in inglese, però, fa capire a chi viene da fuori che da te sarà compreso.
Come capisco da dove arrivano i miei clienti stranieri?
Chiedilo, semplicemente, e guarda in che lingue sono scritte le recensioni che ricevi. Se molti arrivano dallo stesso paese, puoi tradurre in quella lingua le informazioni essenziali e rispondere alle recensioni in modo più mirato.
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