Analisi SEO del sito web fatta da te: cosa controllare e come leggere i risultati
Bastano un pomeriggio, uno smartphone e gli strumenti gratuiti di Google. Cinque controlli da fare in ordine e un metodo per separare i problemi veri dai falsi allarmi.
Magari ti è arrivata un'email che annuncia «37 errori gravi» sul tuo sito, oppure ti chiedi perché i clienti trovano i concorrenti e non te. In entrambi i casi il primo passo è guardare il sito come lo guardano Google e chi cerca. È questa l'analisi SEO, o audit SEO: un'analisi del sito web fatta con metodo, per capire cosa lo aiuta a farsi trovare e cosa lo frena. Per un'attività locale puoi farne da solo la parte più importante, in un pomeriggio.
Cosa ti serve prima di cominciare
- Uno smartphone, perché molti clienti ti cercano da lì.
- L'accesso a Google Search Console, lo strumento gratuito con cui Google ti mostra come vede il sito. Se non l'hai ancora attivato, parti dalla guida su Google Search Console: i primi dati arrivano dopo qualche giorno.
- Un foglio con tre colonne: cosa hai controllato, cosa hai trovato, quanto è urgente.
- Da tre a cinque ricerche che farebbe un tuo cliente: il servizio, il servizio con la città, un problema da risolvere. Per un'officina: tagliando auto, officina seguito dal nome della città, spia motore accesa.
1. Google conosce le tue pagine?
Una pagina che non è nell'indice di Google, cioè nel suo archivio, non può comparire in nessuna ricerca: per questo si comincia da qui.
- Scrivi su Google site:tuodominio.it, con il tuo indirizzo al posto dell'esempio. Compaiono le pagine che Google conosce: è una prova rapida, non un elenco completo.
- In Search Console apri il rapporto sull'indicizzazione delle pagine: dice quante sono su Google e perché le altre no.
- Per le pagine che contano, cioè home, servizi e contatti, usa il controllo dell'URL: ti dice se quella singola pagina è indicizzata.
Se mancano proprio le pagine importanti, fermati qui: finché Google non le vede, il resto conta poco. Le cause più frequenti sono nella guida sul sito che non compare su Google.
2. Ogni servizio ha la sua pagina, con un titolo chiaro?
Un sito con una sola pagina che parla di tutto fatica a comparire per ricerche diverse. Scrivi l'elenco dei servizi che vendi e, accanto, la pagina che ne parla: ogni servizio importante dovrebbe averne una.
Poi guarda come si presentano le pagine nei risultati, per esempio con la stessa ricerca site:, e annota:
- titoli tutti uguali, oppure generici come Home o Benvenuti;
- titoli che non nominano né il servizio né la zona;
- descrizioni che non dicono cosa trova chi clicca.
Infine, nel rapporto sul rendimento di Search Console, filtra per pagina e leggi le ricerche per cui ciascuna compare. Se la pagina sulle revisioni esce solo cercando il nome dell'officina, il testo non parla abbastanza chiaro del servizio.
3. Dal telefono il sito si usa bene?
Comincia dalla prova dal vero: spegni il Wi-Fi, apri il sito con la rete mobile e fai quello che farebbe un cliente, cioè capire cosa fai, trovare gli orari e chiamarti con un tocco. Segna ogni momento in cui aspetti o sbagli pulsante.
Poi prova il test di velocità di Google, PageSpeed Insights, sulla home e su una pagina di servizio, nella versione per smartphone. Il punteggio da 0 a 100 nasce da una simulazione e oscilla un po' a ogni prova: contano di più i problemi elencati sotto, a cominciare dalle immagini pesanti. Come leggerli, e cosa chiedere a chi gestisce il sito, lo spiega la guida sul sito lento a caricare.
4. La scheda Google dice le stesse cose del sito?
Per le ricerche locali la mappa di Google conta quanto il sito: un'analisi che la ignora è fatta a metà. Apri il Profilo dell'attività su Google e controlla:
- che la scheda sia verificata e che il proprietario sia tu, non un vecchio fornitore;
- che la categoria principale descriva davvero il tuo lavoro;
- orari, festivi e chiusure straordinarie;
- telefono e indirizzo identici a quelli del sito;
- il link al sito: deve funzionare e portare alla pagina giusta;
- foto recenti e risposte alle recensioni, comprese quelle negative.
5. Chi compare al posto tuo, e perché?
Fai le ricerche che hai scritto all'inizio, dal telefono e trovandoti nella zona dei tuoi clienti. Annota le tre o quattro attività che compaiono prima di te, sulla mappa e nei risultati, e cosa hanno che tu non hai: una pagina dedicata a quel servizio, più recensioni, foto migliori, prezzi indicativi. Il metodo completo, con una tabella di esempio, è nella guida sull'analisi della concorrenza.
Come leggere i risultati senza farsi spaventare
Gli strumenti di analisi, soprattutto quelli automatici che danno un voto al sito, tendono a trasformare ogni dettaglio in un allarme. Ecco come tradurre i messaggi più comuni:
| Cosa leggi | Cosa significa di solito |
|---|---|
| Tante pagine non indicizzate | Spesso sono reindirizzamenti, doppioni o pagine escluse di proposito. Preoccupati solo se tra loro ci sono pagine importanti. |
| Punteggio di velocità basso | È una simulazione severa. Se anche dal tuo telefono il sito è lento, il problema è vero; se si apre bene, non è un'emergenza. |
| Posizione media 30 o 40 | È una media su tutte le ricerche, comprese quelle lontane dal tuo lavoro. Guarda le singole ricerche che contano. |
| «Centinaia di errori» | Molti sono dettagli, come una descrizione di qualche carattere troppo lunga. Conta quanti problemi bloccano, non il totale. |
| Compari in cima cercando il tuo nome | È il minimo: chi non ti conosce cerca il servizio e la zona, non il nome della tua attività. |
Dall'elenco alle priorità
Alla fine avrai un elenco lungo. Dividilo in tre gruppi: i blocchi, che impediscono di comparire o di essere contattato e vanno corretti subito; i freni, che ti fanno comparire meno o convincono meno, da affrontare nei mesi successivi; le rifiniture, da sistemare quando capita.
L'Officina Bressan (esempio inventato) chiude così la sua analisi. Blocchi: la pagina delle revisioni non è indicizzata e sulla scheda Google c'è ancora il vecchio numero. Freni: tagliando e cambio gomme stanno in un'unica pagina generica, la home da telefono si apre lentamente per una foto enorme, i concorrenti hanno molte più recensioni. Rifiniture: descrizioni troppo lunghe, immagini senza testo alternativo. Il titolare corregge i blocchi in una settimana, chiede a chi gestisce il sito di dividere le pagine e alleggerire la foto, e comincia a chiedere una recensione ai clienti soddisfatti.
Se preferisci dedicare il tempo alla tua attività, o se i problemi trovati richiedono mani esperte, puoi affidare il lavoro a un professionista: il nostro servizio di posizionamento del sito web parte proprio da questi controlli, e con il tuo foglio in mano saprai già di cosa parlare.
Analisi SEO del sito: i dubbi più frequenti
Ogni quanto conviene rifare l'analisi SEO?
Per un'attività locale di solito basta una volta ogni sei mesi, con un'occhiata mensile a Search Console. Rifalla subito dopo un rifacimento del sito, un cambio di indirizzo o di telefono, o un calo improvviso delle richieste.
Servono strumenti a pagamento per un audit SEO?
Per un sito di poche pagine di solito no: Search Console, il test di velocità di Google e qualche ricerca fatta con metodo coprono i controlli essenziali. Gli strumenti a pagamento aggiungono stime su concorrenti e link, utili soprattutto dove la concorrenza online è forte.
Le analisi automatiche che danno un voto al sito sono affidabili?
Trovano bene i problemi tecnici, ma non conoscono la tua attività: non sanno quali servizi rendono di più né chi sono i tuoi concorrenti in zona. Usale come un elenco da verificare, non come un verdetto, e diffida di chi le usa per venderti un intervento urgente.
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