Ristorante su Google Maps: come farlo trovare e scegliere da chi cerca dove mangiare
Chi cerca dove mangiare spesso sceglie direttamente dalla mappa, prima ancora di aprire un sito. Ecco cosa curare nella scheda del locale, dalla categoria alle foto, e come collegarla al sito.
Venerdì, otto di sera. Due amici appena usciti dal lavoro scrivono «trattoria» su Google Maps, guardano i locali segnati sulla mappa, aprono due o tre schede, scorrono qualche foto e scelgono. Il tuo ristorante si gioca la serata in quei pochi secondi, e buona parte di quello che vedono dipende da informazioni che puoi sistemare tu, gratis, dalla scheda Google del locale (il Profilo dell'attività su Google).
Se la scheda non esiste ancora o non è verificata, parti dalla guida sulla scheda Google. Qui vediamo cosa serve in più a un ristorante, a una pizzeria o a un'osteria per farsi scegliere.
Cosa guarda chi sceglie dal telefono
Da smartphone l'occhio va su poche cose: il nome e il tipo di locale, le stelle con il numero di recensioni, la scritta «aperto» o «chiuso», le foto, poi il menu e il modo per prenotare. Ognuno di questi elementi può convincere o far scorrere oltre, e il locale successivo è a un tocco di distanza.
Per questo la scheda va trattata come l'insegna e la vetrina: non si compila una volta per sempre, si ricontrolla ogni volta che nel locale cambia qualcosa, dagli orari al menu.
I dati da sistemare per primi
Prima delle foto e delle recensioni conviene mettere in ordine le informazioni di base. Ecco le voci che contano di più, con un esempio inventato: la Pizzeria Al Molo, che fa pizza e cucina di pesce vicino al porto.
| Voce | Cosa fare | Esempio |
|---|---|---|
| Categoria principale | Scegli la più precisa per ciò che fai soprattutto | «Pizzeria» invece del generico «Ristorante» |
| Categorie secondarie | Aggiungi solo quelle vere | «Ristorante», perché a cena c'è anche la cucina di pesce |
| Orari | Inserisci anche gli orari speciali per festività, ferie e aperture straordinarie | Chiuso a Natale, aperto a pranzo a Ferragosto |
| Attributi | Indica quelli proposti per la tua categoria, solo se veri | Tavoli all'aperto, opzioni vegetariane, ingresso senza gradini |
| Menu e prenotazioni | Collega la pagina del sito o il sistema che usi davvero | Il link porta alla pagina «Menu» del sito, non a un file da scaricare |
| Descrizione | Poche frasi concrete su cucina, specialità e zona | «Pizza al forno a legna e pesce del golfo, a due passi dal porto» |
Sulla categoria vale una regola semplice: deve descrivere quello che il cliente trova davvero. Aggiungere categorie non pertinenti per comparire in più ricerche va contro le regole di Google, e lo stesso vale per parole come «pizza» o «pesce» aggiunte al nome della scheda: nei casi più evidenti la scheda può essere sospesa.
Foto: la sala, i piatti, l'ingresso
Le foto sono spesso ciò che fa decidere. Non servono scatti da rivista: servono immagini vere, luminose e recenti. Un buon punto di partenza:
- l'ingresso visto dalla strada, così chi arriva riconosce il locale;
- la sala e il dehors come sono davvero, meglio se apparecchiati o durante il servizio;
- i piatti che ti rappresentano, fotografati appena usciti dalla cucina, con luce naturale quando possibile;
- le persone: il pizzaiolo al forno, chi serve in sala, sempre con il loro consenso;
- qualche foto nuova a ogni stagione, quando cambi menu o apri il dehors.
Anche i clienti caricano foto, e quelle non le scegli tu. Il modo migliore per bilanciarle è aggiungerne spesso di tue, fatte bene: meglio dieci foto curate che cinquanta tutte uguali.
Recensioni: chiederle a tutti, rispondere sempre
Il momento naturale per chiedere una recensione è la fine del pasto, quando porti il conto: un biglietto con un QR code che apre direttamente la pagina per lasciarla rende tutto più semplice. Chiedila a tutti i clienti, non solo a quelli che ti sembrano più soddisfatti, e senza offrire dolci o sconti in cambio: le regole di Google vietano sia gli incentivi sia la selezione dei clienti a cui chiederla.
Poi rispondi, a tutte. Alle recensioni positive basta una riga personale che citi un dettaglio: «Grazie! Il branzino al sale lo facciamo solo il venerdì, vi aspettiamo». A quelle negative serve calma: ringrazia, riconosci quello che è andato storto, spiega senza polemica e invita a parlarne di persona. Per i casi più spinosi trovi esempi nella guida su come rispondere a una recensione negativa.
E leggile come un quaderno di appunti: se in tanti scrivono che il sabato si aspetta troppo, il problema non si risolve con una risposta ben scritta, ma in sala.
Il sito che completa la scheda
La scheda dà le informazioni rapide; il sito risponde alle domande che restano: il menu completo con i prezzi, dove parcheggiare, se si può prenotare per un gruppo, se c'è una saletta per le feste. Collegalo alla scheda e fai in modo che nome, indirizzo e telefono siano scritti allo stesso modo in entrambi: aiuta i clienti e aiuta Google a capire che si tratta della stessa attività.
Il menu merita una pagina vera, leggibile da smartphone. Come impostarla, tenerla aggiornata e collegarla al QR code al tavolo è spiegato nella guida sul menu online. Se il sito ancora non c'è, bastano poche pagine fatte bene: menu, orari, foto, come arrivare e un contatto rapido, come nei siti web per ristoranti e bar.
Gli sbagli che costano tavoli
- Orari non aggiornati: chi trova la serranda abbassata quando la scheda diceva «aperto» difficilmente torna, e a volte lo scrive in una recensione. Imposta gli orari speciali di festività e ferie con qualche giorno di anticipo.
- Menu in un PDF pesante o nella foto sfocata del menu cartaceo: da smartphone si legge male, quando si riesce ad aprirlo.
- Telefono che squilla a vuoto durante il servizio: se in quelle ore non riesci a rispondere, indica WhatsApp o un altro modo per prenotare.
- Foto vecchie, con arredi o insegne che non ci sono più: chi arriva fa fatica a riconoscerti.
- Schede doppie, spesso nate dopo un cambio di gestione o di nome: confondono i clienti e dividono le recensioni. Segnala a Google quella in più e tieni solo quella giusta.
Ristorante su Google Maps: i dubbi più frequenti
Quanto tempo serve per salire su Google Maps?
Non c'è un tempo fisso e nessuno può promettere una posizione: dipende dalla concorrenza in zona, da dove si trova chi cerca e da quanto è curata la scheda. Le correzioni ai dati si vedono di solito nel giro di pochi giorni, i miglioramenti di posizione richiedono più pazienza.
Posso far gestire la scheda a un dipendente o a un socio?
Sì: alla scheda si possono aggiungere altre persone come gestori, ognuna con il proprio account Google. Conviene però che il ruolo di proprietario resti a te, così la scheda non dipende da chi un giorno potrebbe cambiare lavoro.
Le foto caricate dai clienti si possono cancellare?
Tu non puoi cancellarle, ma puoi segnalarle a Google se sono inappropriate o non riguardano il locale. Per le foto brutte ma legittime l'unico rimedio è caricarne spesso di nuove, belle e recenti.
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