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Preventivo per il sito web: un esempio commentato e come confrontare due offerte

Due preventivi per lo stesso sito possono avere prezzi lontanissimi e comprendere cose molto diverse. Ecco cosa deve esserci per forza, cosa spesso manca e come mettere due offerte una accanto all'altra.

Aggiornata il 27 settembre 20264 minuti di lettura

Esempio: la tua attività al primo posto su Google cercando “bar colazione bologna”.

Un preventivo per il sito web non è solo un prezzo: è la descrizione scritta di quello che riceverai. Quello che non c'è scritto, al momento di una discussione, di solito non è compreso. Leggerlo con attenzione richiede una ventina di minuti e ti evita mesi di equivoci.

Le voci che non possono mancare

Un preventivo chiaro, anche di una sola pagina, risponde a queste domande:

  • Chi e quando: dati del fornitore, data dell'offerta e fino a quando è valida.
  • Cosa: quante pagine, quali funzioni (modulo di contatto, mappa, prenotazioni, più lingue), se il sito è pensato per smartphone.
  • Contenuti: chi scrive i testi, chi fornisce le foto, quante revisioni sono comprese.
  • Servizi tecnici: dominio, hosting, email, certificato https, backup.
  • SEO: quali attività sono comprese, descritte in concreto.
  • Tempi: data di consegna e cosa serve da te per rispettarla.
  • Pagamenti: acconto, saldo, eventuale canone, e se gli importi sono con o senza IVA.

L'ultima voce sembra un dettaglio, ma se un'offerta indica i prezzi con l'IVA e l'altra senza, il confronto a colpo d'occhio è falsato.

Una tantum o ogni anno: due colonne separate

Le voci di un preventivo sono di due tipi. Quelle una tantum si pagano una volta: progettazione, grafica, realizzazione delle pagine, testi. Quelle ricorrenti tornano ogni mese o ogni anno: dominio, hosting, email, manutenzione, assistenza, eventuali licenze, SEO continuativa.

Il modo più semplice per non farsi ingannare è fare il conto su tre anni: costo iniziale più tre anni di spese ricorrenti. Un'offerta che parte bassa può diventare la più cara, e viceversa. Gli ordini di grandezza di ogni voce li trovi nella guida su quanto costa un sito web.

Leggi anche quello che manca

Le esclusioni sono la parte più importante, e spesso la meno visibile. Cerca frasi come "escluso quanto non espressamente indicato" e chiediti cosa resta fuori. Le assenze più frequenti:

  • modifiche dopo la consegna, anche piccole;
  • testi, traduzioni e foto;
  • pagine in più rispetto al numero previsto;
  • spostamento dei contenuti dal vecchio sito;
  • costo dei rinnovi dal secondo anno.

Ognuna di queste voci può trasformarsi in una spesa imprevista: le trovi raccolte, con le domande da fare, nella guida sui costi nascosti di un sito web.

Tempi, proprietà e accessi

Un buon preventivo indica una data o un numero di settimane, e da quando si contano: dalla firma o dalla consegna dei tuoi materiali. Controlla poi due righe che molti dimenticano: a chi sarà intestato il dominio e cosa riceverai alla fine del lavoro. Il dominio dovrebbe essere intestato alla tua attività; gli accessi e la possibilità di avere una copia del sito vanno chiariti subito, non quando vorrai cambiare fornitore. Se queste righe mancano, chiedi di aggiungerle.

Due offerte a confronto: un esempio

Per confrontare i preventivi per il sito web in modo onesto servono offerte costruite sulla stessa richiesta. Ecco un esempio inventato: un negozio di ottica, Ottica Marchetti, riceve due proposte per un sito di cinque pagine. I prezzi qui non contano: conta cosa c'è scritto.

Confronto tra due preventivi di esempio per lo stesso sito
VocePreventivo APreventivo B
PagineCinque, elencate per nome"Sito completo"
TestiScritti dal fornitore, due revisioniForniti dal cliente
DominioCompreso, intestato al clienteCompreso, intestatario non indicato
Hosting ed emailPrimo anno compreso, costo del rinnovo indicatoNon indicati
SEOTitoli e descrizioni delle pagine, Search Console"Ottimizzato SEO"
Modifiche dopo la consegnaA pagamento, costo indicatoNon indicate
TempiSei settimane dalla consegna dei materialiNon indicati

Il preventivo B sembra più semplice e forse costa meno, ma quasi ogni riga è vaga o assente. Prima di confrontare i prezzi, chiedi al fornitore B di completarlo: solo allora saprai se è davvero più conveniente.

Le frasi che meritano una domanda in più

  • "Sito completo": completo di cosa? Chiedi l'elenco delle pagine e delle funzioni.
  • "SEO inclusa": quali attività, esattamente, e per quanto tempo?
  • "Assistenza compresa": con quali canali, in quali orari, e comprende anche le modifiche?
  • "Dominio incluso": a nome di chi sarà registrato?
  • "Offerta valida fino a venerdì": una scadenza ragionevole è normale, una fretta eccessiva no.

Se le risposte arrivano chiare e per iscritto, è già un buon segno sul fornitore. Il passo successivo è leggere il contratto, che spesso aggiunge condizioni che il preventivo non dice: durata, rinnovi, disdetta.

Domande frequenti

Leggere il preventivo: le domande più comuni

Un preventivo firmato vale come un contratto?

Può bastare a vincolarti: se accetti e firmi un'offerta che indica oggetto, prezzo e condizioni, in molti casi l'accordo è concluso. Leggilo quindi con la stessa attenzione di un contratto e, se hai dubbi, chiedi a un professionista.

È normale pagare un acconto?

Sì, è una pratica diffusa: di solito una parte alla firma e il saldo alla consegna. L'importante è che il preventivo dica quanto, quando e cosa si intende per consegna, per esempio il sito online e funzionante.

Quanti preventivi conviene chiedere?

Di solito due o tre bastano per avere un confronto senza confondersi. Manda a tutti la stessa descrizione scritta di cosa ti serve, con pagine, funzioni e chi scrive i testi: così le offerte saranno confrontabili.

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